Anagni Piazza Cavour 350

Anagni Piazza Cavour 350di Valerio Ascenzi – Il Partito Democratico, ad Anagni, potrebbe presentare un uomo in grado di mettere molti nelle condizioni di fare passo in dietro. Lo scopo è, almeno da quel che dichiarano alcuni esponenti del Pd, quello di e rimettere al centro il discorso politico, ma soprattutto ripartire dalla legalità.
È stata definita una candidatura in grado di spaccare l’opinione pubblica e di attrarre consensi a partire di tematiche molto sentite: la legalità e l’ambiente. In effetti, un punto fermo, nel programma elettorale di tutti, potrebbe essere il fatto, concreto, che Anagni è una città in cui manca qualcosa di imprescindibile per governare: rettitudine, moralità.
Non si tratta di un nome conosciuto, ma potrebbe divenire autorevole per quel che rappresenta e per il sostegno che otterrebbe dalle istituzioni regionali e provinciali. Qualcuno ha ironizzato definendolo l’uomo invisibile, nella città dei supereroi (l’accostamento è a Batman, soprannome affibbiato a Fiorito). Ma l’accostamento in questo caso, sarebbe del tutto fuori luogo, in quanto il candidato del Pd sarebbe un militare, impegnato istituzionalmente per questioni ambientali.
Un cittadino di Anagni, in grado di far retrocedere anche candidati come Alberto Marocca, l’avvocato Giuseppe Felli, al quale si potrebbero allineare anche molti altri gruppetti del centrosinistra. Auspicabile da parte di alcuni potrebbe essere la collaborazione tra questo candidato ed uno degli ultimi nomi venuti fuori in questi giorni, ovvero il notaio Angelo Salvi, ma questa non è neanche un’ipotesi, bensì una speranza.
Il Pd ad Anagni, potrebbe non essere coeso su questo nome, tanto che un gruppo potrebbe riproporre la candidatura di Aurelio Tagliaboschi.
Il prossimo nome del Pd, da quel che si dice, potrebbe essere una candidatura forte, che, in caso di vittoria, saprebbe risanare la città a partire da quella che è una questione morale, oggi completamente inesistente. Di certo appare, allo stato attuale, come una candidatura che ha poca presa sulla cittadinanza, della quale non si è ancora parlato mai ai cittadini. O come una candidatura imposta dall’alto. Ma la mancanza di fama tra la popolazione, potrebbe anche esser recuperata e questo nome potrebbe risparpagliare le carte di nuovo, ricomponendo pezzi e aggregando gruppi che oggi si presentano da soli. Mentre l’impressione di un nome imposto dall’alto svanirebbe presto, se non altro perché in questo clima di totale confusione, si è resa necessario, ancora una volta l’intervento di qualcuno dall’esterno.
Non imprenditori stavolta, ma neanche personalità illustri politicizzate e legate al mondo delle professioni. Una figura per risanare la città, per farla ripartire, a prescindere dalle posizioni ideologiche.
Così, nel caso questa candidatura venisse digerita da alcuni, potrebbero comunque restare i nomi di Mirco Sterbini (M5S), Roberto Cicconi (Sel e liste civiche a sostegno), Daniele Natalia (Forza Italia e liste civiche collegate), Carlo Marino (Idv). Le altre ipotesi potrebbero invece esser ritirate.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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