Il premier pare che stia riuscendo, senza perdere il seguito leopoldino, a smuovere l’attenzione in ambiti sociali che hanno sempre respinto tutti i leader della sinistra di prima.
Che Renzi abbia addosso gli occhi del paese non c’è bisogno che ce lo venga a dire l’auditel, tantomeno a noi che cominciamo perfino ad avere la vista affaticata per l’ininterrotto e ansioso scrutare.
Però i numeri riscossi domenica a Che tempo che fa? segnalano qualche novità.
In passato, le apparizioni di Renzi suscitavano una forte attenzione al Centro Nord e una relativa freddezza al Sud, un affollarsi di laureati e una meno densa presenza dei titolari di licenza elementare e diploma.
Segno che l’Italia più industriale e il ceto medio-alto risultavano da tempo iscritti al renzismo, mentre gli altri strati sociali, specie nel meridione, sono stati a lungo in posizione di attesa. Un panorama che quadrava col plebiscito delle primarie, dovuto all’elettorato d’opinione, più al Centro-Nord che al Sud.
Da Fazio qualcosa mostra di essersi mosso, non tanto per il livello degli ascolti, comunque elevato con quattro milioni e mezzo di spettatori (con andamento a crescere) lungo tutti i quaranta minuti dell’intervista (il doppio sia rispetto sia al Sorrentino che precedeva sia alla Litizzetto che seguiva). Stavolta il Sud, insieme con il Centro, fornisce il maggior incremento di pubblico rispetto al Che tempo che fa? della settimana precedente, con punte particolarmente alte in Abruzzo, Puglia e perfino nella scetticissima Sicilia.
E qui non è detto che non si senta l’effetto dell'”andare a scuola” a Siracusa (un gesto quasi altrettanto perentorio e significativo della nuotata di Grillo attraverso lo Stretto) visto il balzo di ascolto dei fanciulli in età di elementari e medie, in genere avarissimi con Fazio e che per Renzi invece sono accorsi neanche avesse squillato la campanella. Se il loro entusiasmo contagerà genitori e nonni, il premier le prossime elezioni ce le ha già in tasca.
E poi c’è la coincidentia oppositorum tra gli ex contadini e/o operai non qualificato, che il Che tempo che fa se lo decidono guardando le nuvole, e il club dei manager e professionisti, disegnatori di moda e timonieri del trendy nazionale che un’occhiata a Fazio gliela danno sempre per verificare chi va di moda. A questi antipodi della società l’incremento di ascolto è stato ugualmente massiccio, da due terzi fino al doppio rispetto alla domenica precedente.
Conclusione, Renzi pare che stia riuscendo, senza perdere il seguito leopoldino, a smuovere l’attenzione in ambiti sociali che hanno sempre respinto tutti i leader della sinistra di prima (sottolineato: “sinistra di prima”, non “leader di prima”).
Questo dice la tv. A primavera, con i voti nelle urne, vedremo se l’auditel parla davvero dell’Italia o se invece ci inganna ogni mattina.
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