Berlusconidi Ignazio Mazzoli – La destra butta giù il governo pur di salvare un delinquente. Da non credere, al punto che viene in mente di fare un paragone che è giusto definire in parte improprio. Si perchè viene in mente il 25 luglio 1943 quando in una resipiscenza di responsabilità nazionale i gerarchi fascisti misero in minoranza Mussolini sul’OdG di Dino Grandi e ne causarono l’arresto da parte del Re vittorio Emanuele III. Di fronte all’atteggiamento imbelle dei dirigenti (si fa per dire) del Pdl-Forza Italia, quei gerarchi sembrano oggi uomini dotati di dignità.

La notizia del ritiro dei ministri del Pdl ordinata da un pregiudicato, come Silvio Berlusconi, condannato per un reato fra i più odiosi, fa il giro del mondo. Impazza su tutti i siti più importanti, nelle edizioni on line dei quotidiani, occupa le reti televisive per lunghe ore.
Può mai essere che nel partito di Berlusconi tutti accettino passivamente la teoria del preseguitato da un accanimento giudiziario della “magistratura politicicizzata”, cosiddetta. Ma che definizione è questa?
L’Italia è di fronte ad un pregiudicato disperato che ormai rappresenta un pericolo per la democrazia. Non è una crisi “normale” come avvengono spesso nei paesi democratici. Intanto l’Italia è l’ottava potenza mondiale e i riflessi di quanto avviene nel nostro Paese interessa, i paesi “globalizzati”, primo fra tutti quelli del vecchio Continente. Ma non è solo di questo che si tratta. Certo, l’economia globalizzata non può che temere pericolosi contagi. Ma qui e ora siamo a qualcosa di diverso da una normale crisi di governo. L’attacco alle istituzioni democratiche, la spinta eversiva che viene dalle iniziative di Berlusconi è sotto gli occhi di tutti. Nella mattinata di ieri, sabato 28 settembre Silvio Berlusconi ne aveva anche fatta un’altra. Presentando una sua memoria difensiva alla Giunta per le elezioni del Senato che giudica la sua decadenza, annuncia che non si presenterà e chiede che vengano ricusati 10 membri di quell’organo, guarda caso quelli che chiedono la sua decadenza.
Non è mai avvenuto che in un paese democratico, una Repubblica parlamentare, il capo di un partito che ha responsabilità di governo, decida di far dimettere tutti i deputati e i senatori del suo partito. Non gli basta che i “suoi” parlamentari accolgano questa richiesta con una acclamazione. Devono firmare una lettera di dimissioni su un modulo già preparato. E questi, privi di dignità e del rispetto per loro stessi, dimenticando che i parlamentari non hanno vincolo di mandato, firmano. Uno come Cicchitto dissente dalla improvvisa decisione. Ma può bastare? Si vede che non sono degli eletti dal popolo, ma solo dei nominati dipendenti dal loro padrone. Che miserevole condizione!!!
Il Pdl-Forza Italia si assume la responsabilità di creare una situazione ingovernabile sotto il profilo politico, economico e sociale. Si tratta non solo di un attacco al Governo, ma alle regole stesse della democrazia e della convivenza civile.
Ciò che stiamo vivendo è aberrante. Basta e avanza perchè il Pd riconosca che la strategia delle larghe intese, impostagli da Napolitano, era sbagliata. Con gente simile non si può stare al governo neanche cinque minuti. Non sarebbe giusto che qualcuno ripensasse all’enormità dell’errore compiuto nell’avere impedito qualsiasi tentativo di dar vita ad un governo di cambiamento? Chi si è illuso di giocare sul sicuro dei numeri per non rischiare, ha provocato una situazione di rischio forse incontrollabile.

Ora ci vorrebbe un governo di scopo per approvare la legge di stabilità e cancellare il Porcellum e poi a votare.

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