La Camera dei Deputatidi Ignazio Mazzoli – Un giorno attacca. Quello dopo smentisce. E’ così da 20 anni.
In un bel corsivo si poteva leggere ier l’altro «E’ stato colto “in fregantis”, direbbe il Belli se vivessimo ancora nella Roma papalina. Infatti le motivazioni della Cassazione parlano chiaro. Non è stato “l’utilizzatore finale” a sua insaputa. No. Berlusconi Silvio, tre volte presidente del Consiglio e sette volte parlamentare, è stato «l’ideatore e beneficiario» di una gigantesca frode fiscale, derubando gli azionisti della sua azienda e lo Stato. Insomma, s’è fregato i soldi degli italiani (che si sono fatti spensieratamente fregare). Un reato e una vergogna di cui fare ammenda, se vogliamo salvare la democrazia e risanare (in tutti i sensi) l’Italia. Perciò il Cav. deve espiare esemplarmente la sua pena senza trucchi e senza inganni.» – Così ieri Nuvolarossa si esprimeva dalle pagine di “dalla parte del lavoro” e concludeva – «Altrimenti si legittimerebbe l’idea che un qualsiasi delinquente può governare questo Paese, oltre che essere il padrone di un partito. E sarebbe la fine. Vero, presidente Napolitano?»
Sembra quasi ovvio. Ma non è così. «Dopo 20 anni dalla mia discesa in campo si ripete la stessa situazione: tentano di nuovo di togliermi di mezzo attraverso misure giudiziarie che nulla hanno a che vedere con la democrazi»a, Silvio Berlusconi continua ad insistere mentre parla davanti a 25 persone a Bassano de Grappa, ma ha l’astuzia di farlo sapere a tutti attraverso un collegamento telefonico. Poi ieri ha tentato di smentire la minaccia di far cadere il governo. Mah ??? Senza vergogna! E’ senza vergogna quest’uomo che dovrebbe solo pensare a dimettersi e ad uscire di scena confidando nel silenzio e nell’ombra fuori della scena perchè ci si scordi di lui al più presto.
Invece tutto sembra congiurare per continuare ad imporcelo. Dagli organi d’informazione che ne enfatizzano le gesta ad alcuni “esperti saggi” impegnati ad allungare tempi che ormai sono ampiamente scaduti. Ci sembra di essere di fronte ad un “accrocco” come lo chiama Lucia Annunziata, per salvare Silvio. Ma perchè questo obbligo di salvare un condannato? Ma come perchè? Per salvare il governo delle larghe interse . E così Silvio e il governo sono diventati la stessa cosa. Ma qualcuno non invitava qualche giorno addietro il Pdl a distinguere le vicende giudiziarie di Berlusconi dall’esigenza di far lavorare il governo perchè si occupasse degli italiani e dell’Italia?
Ma cosa si vuole? Si cerca una di quelle straordinarie soluzioni che la comunità internazionale prende quando nessuno vuole prendersi la responsabilità di decidere, tipo oggi sulla Siria. Si chiama “rimbalzo”, “rimando”, oppure quel che vi viene in mente. Non vogliamo che il voto sulla decadenza entri nel frullatore di un meccanismo di incertezza e dubbi che ne diluirà tempi ed efficacia grazie alla schiera di politologi che assiste questo governo e alle decine di saggi che si affrettano a renderne più agevole la strada e che sono già al lavoro con i loro “cembali” (come scive qualcuno).
Tutto questo affannarsi intorno a Berlusconi, in nome del consolidamento dell’esecutivo, è nei fatti il suo vero successo. Perché è la migliore prova che la sua forza nella politica italiana è ancora decisiva, che il suo programma è di grande impatto, che quando si arriva al dunque le carte le dà ancora lui. In fondo, lo stesso meccanismo di riconoscimento sotteso alla nota dedicatagli dal presidente Napolitano alcuni giorni fa.

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Questa visione é un errore. Grave. Gravissimo! A quanti italiani giova? A quale Italia giova, la sopravvivenza di questa situazione? “Non è un buon affare”, così scriveva proprio ieri il Financial Times in un editoriale, descrivendo l’accordo di governo sulla cancellazione dell’Imu. “L’Italia ne esce perdente con la vittoria di Berlusconi”. Siamo sempre più convinti che queste “larghe intese”, questa tolleranza inqualificabile verso i capricci di un pregiudicato sono ingiustificati perchè la difesa della verità e della dignità non sono compiti della Magistratura soltanto ma anche della politica e di tutti/e noi.
Ora niente può riuscire più ad occultare il fatto, e il fatto è che Berlusconi Silvio, tessera P2 n.1816, è stato giudicato in via definitiva (cioè a dire da ben tre diversi collegi giudicanti) colpevole di un reato odioso, non una semplice evasione fiscale (come Al Capone) ma una immensa frode fiscale compiuta – come specifica la sentenza – avvalendosi anche dei vantaggi che gli derivavano dalla sua posizione di Presidente del Consiglio. In nessun Paese del mondo un uomo politico riconosciuto colpevole di un tale crimine potrebbe andare in giro senza farsi prima una radicale plastica facciale (chissà? Potrebbe essere una proposta per Berlusconi già abituato a lifting e trapianti e pompette). La cifra di cui si legge di solito, 7 milioni e 300.000 euro, è solo la piccola parte del maltolto non ancora caduta in prescrizione, ma il maltolto nel suo complesso è di oltre 270 milioni di euro (Giannini di “Repubblica” parla di 400 milioni); quelli bravi in matematica possono anche calcolare quale cifra sia stata sottratta in modo truffaldino a ciascuno/a di noi, e quante tasse le persone per bene abbiano dovuto pagare in più al posto di Berlusconi. Ma c’è di più: questo colossale tesoretto criminale è stato una vera matrice di corruzione e di ulteriori reati: vengono da lì i “fondi neri” che Berlusconi ha impiegato per comprare e corrompere, si tratti di testimoni e di giudici, di “olgettine” pagate per tacere o di senatori comprati in contanti perché votassero secondo i suoi comandi. Dunque la prima cosa che dobbiamo fare è mettere tutti davanti a questi fatti, scavalcando il mare di saliva di quei conduttori televisivi, che cercano ancora di occultarli.
La decadenza di Silvio Berlusconi torna ad avvicinarsi. Il Cavaliere lo capisce con terrore non appena il Quirinale nomina quattro nuovi senatori a vita. Vedere Giorgio Napolitano che, dopo aver benedetto le aperture nei sui confronti di Luciano Violante (il ricorso alla Consulta per congelare la situazione), decide di applicare alla lettera un articolo della Costituzione ha sul “frodatore del fisco lo stesso effetto dell’aglio con i vampiri, o dell’acquasanta con i diavoli” (Peter Gomez ). Ad oggi mancano solo sette voti al Senato per fare a meno del Pdl. Si avete tutti capito bene: ci può essere prestissimo un’alternativa almeno per fare una nuova legge elettorale.
Ci sono ricatti che vanno assolutamente e decisamente respinti. Questo di Berlusconi é irricevibile ed ormai è logoro. E, poi, proprio perchè é un ricatto è da respingere.
Pensiamo che qualunque nuovo scenario che liberato dalla presenza di Berlusocni abbia in sè tutti gli elementi per essere migliore di quello attuale. Fra gli altri la voglia di tornare a partecipare e ad esserci nel voler dare un volto nuovo a questa nostra società. Che aspettiamo noi cittadini che viviamo con tutto il peso del disagio attuale sulle spalle a far sentire civilmente e democraticamente il nostro basta a partiti e Istituzioni?
Berlusconi levati di torno! Se non lo capisce? Levatecelo di torno, non ne possiamo più?

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