cgil cisl uil 1mag17 IsolaLiridi Donato GaleoneNella stessa giornata e nella stessa Piazza – il 2011 e 2012 – richiamammo la “priorità lavoro” sottolineando che, oltre ad essere un diritto costituzionale, è la base fondante della persona nella propria dignità umana.
Il nostro Presidente della Repubblica ci dice – nel 2013 – che “il primo maggio è il giorno in cui dobbiamo mettere decisamente al centro dell’attenzione il lavoro” e unitariamente CGIL-CISL-UIL ritengono urgente che il “tema lavoro” in tutte le sue componenti torni al centro delle scelte politiche ed economiche di sostegno e indicano al Governo provvedimenti urgenti e indispensabili per aprire una nuova fase con il dare soluzione alle tre emergenze sociali quali: 1) – il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga; 2) – il completamento dell’effettiva salvaguardia degli esodati, senza lavoro e senza pensione; 3) – la riduzione della tasse ai lavoratori, pensionati e imprese, contestuali ad una efficace lotta all’evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.

Certo che sono “emergenze di sopravvivenza” da sostenere congiuntamente alla promozione degli investimenti e scelte mirate – tutte – verso la ripresa del sistema produttivo per alimentare crescita economica e posti di lavoro.
Ecco, allora, i contenuti sindacali e politici da verificare che annunciati dalla CGIL-CISL-UIL il primo maggio 2013 anche ad Isola del Liri ci impegnano dal prossimo 11 maggio per una chiamata eccezionale di mobilitazione territoriale provinciale e nazionale che si concluderà a Roma il 22 giugno 2013 per richiedere – con forza e determinazione – provvedimenti governativi giusti ed equi socialmente e congiunti alla “priorità lavoro”.

Dalla tradizionale piazzetta di Isola del Liri e con la manifestazione del primo maggio 2013, abbiamo tutti rilevato e condiviso le criticità del lavoro che non c’è, quale e come“questione sociale” emergente anche sul territorio provinciale. Sono state richiamate le precarietà ed i disagi sociali territoriali – da Cassino ad Anagni – con il grido di allarme che va diffondendosi giorno dopo giorno tra i disoccupati, i cassaintegrati ed i lavoratori in mobilità che attendono, sin dal gennaio 2013, gli ammortizzatori sociali in deroga.

Si è detto e scritto che il primo maggio 2013 è stata “la Festa dei Disoccupati” così definita in Italia ed anche nella Provincia di Frosinone che, contando 80.000 cittadini in attesa di lavoro, si è festeggiato il “niente”.
Ma un movimento sindacale democratico di lavoratori che si riconosce nella CGI-CISL-UIL, solidale e unitario, rappresenta “persone” e parte rilevante di popolazione in età di lavoro che, essenzialmente, con il “lavoro contrattato e partecipato” si può garantire una esistenza dignitosa personale e famigliare, più volte richiamata nelle piazze italiane tanto urlata dai partecipanti anche nei cortei del primo maggio 2013.

Rappresentanza sindacale responsabile di un movimento unitario di lavoratori, liberamente associati, che è stato ed è – anche il 1° maggio 2013 – strumento disponibile di guida democratica – ideale e pratica – sempre più solidale nei momenti difficili e complessi di disagio sociale e umano – nell’attesa di un lavoro – con il sostegno previdenziale al mancato reddito da lavoro.
L’attesa di un lavoro e la persistenza degli ammortizzatori sociali – ordinari, straordinari e in deroga – pur emergenziali e necessari alla sopravvivenza sono stati e sono , comunque, il “tampone sociale temporaneo” – sin dal 2008 – che hanno avviato crescenti povertà famigliari , da sud a nord della Provincia.
Partecipando e ascoltando, giovani e meno giovani, nell’attesa del ritorno del corteo da San Domenico, nella piazzetta di Isola del Liri in questo diverso 1° maggio 2013, con l’intervento del Sindaco e l’appello conclusivo del rappresentante della CGIL-CISL-UIL Lazio, hanno richiamato, tutti, ad una “concertata partecipazione diretta e continua” per dare concretezze visibili e non solo parolaia”per il rilancio e la crescita riequilibrata territoriale, potenziale e possibile, del sistema produttivo provinciale e laziale.

Le emergenze rilevate dal nuovo Governo appaiono coincidere – in parte – e si tratta di conoscere il “come” renderle operative entro giugno 2013.
Gli incontri ministeriali dei prossimi giorni con le parti sociali già impegnano la CGIL-CISL-UIL a verificare e avviare con il Governo una “politica industriale” che rilanci le produzioni, salvaguardando l’occupazione, come richiamato nel documento sindacale unitario del 30 aprile 2013.

Se i tempi sono di 18 mesi quelli dichiarati dal nuovo Governo – possono essere sufficienti per valutare talune specifiche di “credibilità operativa” sul programmato parlamentare e governativo, altrimenti, tutti a casa dice il neo Presidente del Consiglio Enrico Letta – appare possibile, con partenza 11 maggio 2013, che nella nostra Provincia e nel Lazio, con la CGIL-CISL-UIL, si riavviino nelle istituzioni – provinciale e regionale – intese e azioni orientabili verso interventi che, nel favorire la ripresa del lavoro produttivo, si riducano gradualmente – negli stessi 18 mesi – tanto i costi sociali delle sopravvivenze con le casse integrazioni quanto l’estendersi delle povertà personali e famigliari.

Interventi territoriali e verifiche – programmabili nell’anno e mezzo e fino a dicembre 2014 – lungo percorsi possibili e transitabili dalla CGIL-CISL-UIL , l’associazionismo e le parti sociali con le istituzioni locali, la Provincia e la Regione Lazio – unitariamente – per aree territoriali di potenziale sviluppo e rilancio produttivo.
Nell’area nord di Anagni, verificando e potenziando e non esaltando solo nominalmente il “distretto rurale agro energetico della Valle del Sacco”oltre a quantificare e verificare i livelli di bonifica dei suoli raggiunti e congiunti alla ripresa occupazionale, alla salvaguardia ambientale e alle colture destinate ad alimentare energia termica ed elettrica derivante da materie e sottoprodotti agroalimentari rinnovabili.

Nella stessa area e agglomerato industriale di Anagni, i lavoratori sospesi dal lavoro ed in attesa delle graduale e piena ripresa produttiva, chiedono “certezza” sulla continuità della cassa integrazione in deroga, prima del 14 giugno 2013, per tutte quelle aziende in riconversione, partendo dalla VDC Tecnologies e discutendo sulle reali criticità della Marangoni Tyre, della Eurozinco, della Siderpali e Sistemi Compositi.
Così come nell’area di Cassino riemerge la multinazionale FIAT che, nel confermare gli investimenti dichiarati e annunciati da programmare, non ancora comunica i “tempi certi” della loro operatività sia in Italia che nella importante postazione produttiva dello stabilimento ubicato – negli anni ’70 – su circa 240 ettari della nostra Provincia.

Noi laziali riteniamo che la previsionale della ripresa piena del lavoro produttivo deve necessariamente interfacciarsi alle ricorrenti settimane di casse integrazioni previdenziali oltre i contestuali ritardi, dal dicembre 2012, nella erogazione delle integrazioni salariali in deroga.
Siamo certi che i sindacati dei lavoratori metalmeccanici e le loro rappresentanze, con la CGIL-CISL-UIL unitariamente, tanto nella dimensione nazionale che regionale – con il rientro a lavoro il 7 maggio prossimo dei quasi 4.900 operai FIAT – si definiranno i prevedibili tempi certi della graduale riduzione a zero ore della pluriennale lunga durata di lavoro cassaintegrato previdenziale. Ecco i segnali prioritari che abbiamo raccolto il 1° maggio a Isola del Liri!

Sono segnali che, lanciati dalla CGIL-CISL-UIL, erano e sono più che attesi nella nostra Provincia, perché mirati verso una riflessione collettiva che richiede continuità sia nell’impegno solidale che a non scoraggiarsi ma ad essere disponibili a mobilitarci per la riconquista del diritto al lavoro di persone che, in età di lavoro, non hanno una occupazione.

2 maggio 2013

 

 

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