Savani Frosinone 350 260

Savani Frosinone 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – La location è ancora una volta la Villa comunale, la rassegna di arte visiva moderna e contemporanea di Alfio Borghese. Questa volta apre lo spazio ad un grande artista della nostra terra: Giovanni Savani, un artista a cui abbiamo dedicato un nostro spazio per impedirne la dimenticanza. Ha prodotto centinaia di panorami, raccontando Frosinone, una Frosinone sparita, trasformata o anche peggiorata come nel caso dei Piloni.
Certamente è la tela nella prima sala, sulla parete di destra entrando, che ti colpisce subito, inevitabilmente l’occhio ti cade sui Piloni. Sempre nella prima sala la Villa comunale prima di esser trasformata. La mostra è un viaggiare nella città di Frosinone come era al tempo di Savani. Incontrando i due artisti Mario Palma e Fernando Rea fai Bingo, ti spiegano qui è lo studio di Daniele Maione, questi sono i palazzi nobili. Accanto ai paesaggi ci sono le nature morte.
Simbolo della mostra è l’autoritratto di Savani, che fa parte dei 20 quadri donati dagli eredi al comune di Frosinone, conservati nella sala della Giunta. Tutte le altre opere esposte sono di proprietà degli eredi, che le custodiscono gelosamente, giustamente.
Alla mostra erano presenti i nipoti emozionati per “i riflettori riaccesi su questo grande artista”. Su Savani ha scritto il Bonaviri, lo Zani, Nestore Caggiano, andrebbe realizzato un catalogo delle opere dell’artista. Intanto la mostra è aperta fino al 15 marzo. Al vernissage di venerdì 3 marzo erano presenti diversi artisti, tra cui IL Casalese e la Molon, la scultrice Elena Sevi. A battezzarla l’assessore Fabrizi del comune e il Vacana, il nuovo vento culturale della provincia, la rassegna è patrocinata anche dalla provincia, ma nel passato l’avevano dimenticato.
“Così un’eredità si traghetta per mani diversissime”, con i versi del poeta irlandese John Montague, recentemente scomparso, l’assessore Vacana comincia il suo intervento annunciando che anche in provincia Maione ha appena fatto una donazione, così come il padre convinse gli eredi del Savani a donare delle opere al Comune. Parlando con il Vacana realizzi che quell’archivio mentale di versi che sfodera al momento giusto, sono il risultato delle sue frequentazioni sin da bambino nel mondo culturale. Nel 2005 il poeta irlandese è stato premiato in Val di Comino. Una mostra da non perdere.

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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