LaCostituzioneItaliana 350 260

LaCostituzioneItaliana 350 260di Rino Formica No alla controcarta costituzionale (con centinaia di firme su www.appelloallasinistra.it). Alcuni brani a cui segue il testo integrale in pdf. da scarivare

Cari Compagni,

Le Costituzioni nascono con le guerre o con le rivoluzioni quando collassa il potere costituito ed un nuovo potere costituente scrive le regole di un ordine politico e sociale diverso. Lo Stato Unitario italiano ha avuto due costituzioni : lo Statuto Albertino e la Costituzione repubblicana. Lo Statuto Albertino fu concesso da Carlo Alberto Savoia il 4 marzo 1848 per il regno di Sardegna e fu esteso al regno d’Italia nel 1861. Lo Statuto nacque perché il “sovrano” aveva paura dei moti popolari che in quegli anni divampavano in Europa ed in Italia. Lo Statuto diventò la Costituzione dello Stato Unitario italiano senza un voto popolare. Lo Statuto Albertino disegnò un regime “monarchico –rappresentativo” ed ebbe la struttura di una Costituzione “flessibile” (flessibile perché modificabile con semplici leggi ordinarie). Fu questa “flessibilità” che permise alla monarchia ed al fascismo di combinare legge elettorale maggioritaria e leggi speciali per disciplinare i contratti collettivi di lavoro, le modifiche dei codici, la costituzionalizzazione del Gran Consiglio del fascismo, l’abolizione del Parlamento, e di trasformare un sistema parlamentare in un regime autoritario a partito unico.

Dallo Statuto alla Costituzione

La Costituzione repubblicana non è figlia di una “concessione” del “sovrano” ma è l’epilogo di una guerra persa e di una rivoluzione civile che divisero il Paese e che si conclusero con il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente. La Repubblica italiana ha un doppio atto di nascita. Vede la luce con il voto popolare referendario netto e semplice: (SI o NO), mentre la definizione dei valori (i fondamentali) ed il suo ordinamento (il bilanciamento dei poteri) è stata opera della mediazione politica dei partiti. Se la Repubblica nasce il 2 giugno 1946 con il voto popolare del referendum istituzionale, la Carta Costituzionale ha il suo voto definitivo il 22 dicembre 1947.

La lezione francese

In Italia i tre grandi partiti di massa (DC, PSI e PCI) capirono la lezione francese del ’45-’46, quando il Partito Socialista francese ed il Partito Comunista francese ruppero con l’MRP (la DC francese) nell’approvazione della Carta Costituzionale. La Costituzione approvata dalla maggioranza di sinistra fu bocciata dal referendum popolare e si dovette dare vita ad una nuova Costituente che il ’46 varò una nuova Costituzione con il voto della sinistra e dei cattolici. Questa doppia Costituente fu la debolezza di sistema che aprì la strada alla Costituzione gollista degli anni ’50.

Nasce il caso italiano

I tre partiti italiani che insieme totalizzavano 436 eletti su 556 scelsero la strada della legalità Costituzionale per la edificazione dello Stato repubblicano. I Costituenti optarono per la forma dello Stato parlamentare e stabilirono che la Carta Costituzionale dovesse essere scritta in modo chiaro e semplice “ tale che tutto il popolo la potesse comprendere”, e che negli articoli della Carta vi fossero “le disposizioni concrete di carattere normative, istituzionali, economiche e sociali”. Queste direttive, (o.d.g. Bozzi) approvate dall’Assemblea, costituirono la vera novità che lega indissolubilmente la prima parte della Costituzione (i principi fondamentali) alla seconda parte (l’ordinamento istituzionale). La nostra Costituzione prevede una forma di Stato ed indica un modello di società fondata su la libertà, l’uguaglianza ed il controllo delle dinamiche economiche che devono essere funzionali alle esigenze sociali.

dal link che segue scarica il testo integrale    Appello alla sinistra dei socialisti del NO

 
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Di Rino Formica

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