di Valerio Ascenzi – Io voto no. Sono fermamente convinto di questa mia volontà, perché inorridisco al pensiero che ci sono uomini e donne che dovrebbero comprendere, avere dimestichezza con le norme, e acconsentono a votare a favore di una riforma di un ordinamento costituzionale scritto male soprattutto nella forma. Purtroppo per Renzi e per la Boschi, quando parliamo di legge, la forma è sostanza e la lingua in cui si scrive una legge deve essere fruibile per tutti. Ma leggendo il nuovo articolo 70, pare proprio che sia stata scritta in un burocratese tecnocratico, finalizzato a tenere a distanza le masse. Se questa fosse stata una riforma redatta per semplificare, rendere più agevole, insieme alla nuova legge elettorale, l’azione di governo non l’avrebbero scritta secondo quello che io definisco il “metodo Brunetta”.
Il vecchio articolo 70 della Costituzione della Repubblica Italiana recitava, lapidariamente: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. C’è un motivo per cui un articolo di un corpus normativo costituzionale viene scritto con semplicità: il fatto che i corpus normativi degli ordinamenti costituzionali devono dettare semplicemente principi generali. Dal punto di vista del diritto, dal punto di vista di chi dovrebbe essere abituato a leggere le norme, non vi devono essere rimandi ad altri articoli o ad altre leggi.
Casistiche troppo specifiche, non principi generali
Così, purtroppo però è scritto il nuovo articolo 70: secondo il metodo Brunetta cioè con continui rimandi ad altri articoli, non fornisce principi generali ma si esprime su casistiche troppo specifiche, nelle quali, di logica avrebbe dovuto al massimo occuparsi una normazione conseguente. Troppo specifiche per essere contenute in un articolo di un corpus normativo di tipo costituzionale e troppo articolate: basti pensare che il solo articolo 70 conta ben quattrocento quaranta parole, quasi tremila caratteri.
Perché lo chiamo metodo Brunetta, perché è così, con queste modalità, che Brunetta e collaboratori hanno redatto la famose riforma della pubblica amministrazione del 2009, il decreto legislativo Decreto legislativo 150 del 2009. Una legge scritta male, incomprensibile a tratti, con rimandi ad articoli di altre leggi. Un caos… giustificabile minimamente solo per il fatto che non si tratta di una legge costituzionale, ma di un decreto che deve mettere a sistema principi e norme provenienti dalla Costituzione e da altre leggi che ne discendono a cascata. Ma la costituzione non deve discendere a cascata da nulla: deve dettare i principi, le norme generali da cui far scaturire norme specifiche per determinati argomenti che richiedono una normazione. E questi sono principi generali alla base del diritto costituzionale che si studiano quando si muovono i primissimi passi nelle facoltà di giurisprudenza.
Ma dove si sono laureati?
Mi chiedo allora: ma dove l’hanno presa questi la laurea? Io che il diritto costituzionale l’ho studiato in una facoltà come Scienze della Comunicazione e in un Master di Secondo livello per la dirigenza degli istituti scolastici, e mi sono imbattuto in quelli che sono i fondamenti del diritto, mi chiedo: è possibile che io li abbia dovuto studiare sta roba e queste persone no? Se non li hanno studiati, come mai possono sentirsi titolati a riformare la Costituzione stravolgendone il senso e, tra l’altro, dicendo che hanno abolito il senato quando invece non è vero? Il vecchio articolo 55 diceva: “Il Parlamento si compone di Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il parlamento si riunisce in seduca comune dei membri delle due Camere solo nei casi stabiliti dalla Costituzione”. Il nuovo articolo 55 recita. Il parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica”. Quindi, a conti fatti, considerato che le due camere si riunivano per esempio per eleggere il presidente della Repubblica, il senato non vi parteciperà più. Beh… complimenti!
Io vorrei capirci qualcosa nel nuovo articolo 70 e ci sono riuscito, molto a fatica. Se è arabo per me, che per capire cosa c’è scritto devo effettuare un lavoro di studio della norma, andando a cercare e leggere tutte le gli articoli a cui si fa riferimento, immagino come può esser percepito da una larga parte di popolazione che nonostante legga, non comprende cosa legge. La Costituzione, inoltre, proprio secondo i principi del diritto, dovrebbe essere di tutti e non comprensibile solo ad avvocati e addetti ai lavori.
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