di Antonella Necci – La vignetta dell’orrore, la satira nera che fa male, la matita che uccide. Quante parole si possono dire contro la vignetta di due giorni fa che Charlie Hebdo, noto giornale satirico francese, ha dedicato al terremoto del centro Italia del 24 agosto.
La spiegazione della suddivisione della vignetta in tre fasi prende in considerazione il grado di capacità di reggere i fenomeni sismici in Italia e la sostituzione del sangue con la salsa di pomodoro indica, con grande cattiveria, che gli italiani, anche nella disgrazia, piuttosto che darsi da fare per evitarla, si danno da fare per dimostrare la loro abilità in altri campi, cucina compresa.
Bene. Grazie cari amici francesi. Grazie anche a nome di tutti gli innocenti che nella vostra vignetta vi aiutano a disegnare la lasagna. Voi non avete tutti i torti quando parlate, anzi disegnate, degli italiani e del carattere italiano. Ci conoscete bene.
Al posto della povera gente, le facce e le brutte figure di tanti ricconi che speculano sul terremoto
Se evitiamo la prima feroce critica contro un simile atto, dobbiamo riconoscere che c’è verità in tanta tragedia. Ma se posso suggerire la prossima vignetta a Charlie Hebdo, credo che si debba sostituire, alla povera gente così tristemente raffigurata, a coloro che hanno perso una vita e a coloro che sono sopravvissuti, ma che forse avrebbero desiderato morire, le facce e le brutte figure di tanti volti di ricconi che speculeranno sul terremoto. Che anzi non aspettano altro che eventi del genere accadano.
Ecco cari amici francesi. Gli italiani sono persone comuni, magari si indigneranno meno dei francesi, ma i politici e i personaggi di potere li strozzano. Non è semplice lottare contro la secolarità di Mafia, Camorra e affini. Non è semplice abbandonare secoli di dominazione spagnola, dico sempre! E voi la pensate come me, visto che quando
discuto con i miei amici francesi, giungiamo alle medesime conclusioni.
Quindi, Charlie Hebdo, un plauso alla vostra cattiveria, ma abbiate più coraggio. Se dovete affondare la lama, fatelo nel corpo dei colpevoli, non usate gli innocenti come scudo, solo perché avete timore ad affondare i colpi.
Perché tutto ciò che voi create non resti vanificato dalle polemiche, vi suggerisco di “essere cattivo con i cattivi” e “clemente con le vittime”, come solo i Grandi sanno fare. E di Grandi persone c’è molta penuria.
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