Migranti 350 260

Migranti 350 260di Antonella Necci – Un semplice vizio di forma. Essere intolleranti contro gli intolleranti è la prima regola del vivere moderno, salvo poi ad atteggiarsi a progressisti radical chic, come si dice oggi. Le fazioni di destra e di sinistra si attaccano su argomenti che parlano “alla pancia” delle persone, perché hanno capito che l’onda che si cavalca in questo momento è quella di far credere al mondo che qualsiasi azione nasca dal malessere o dal senso di inadeguatezza che sta nell’animo di tutti noi. Ben nascosto, magari in parte coccolato da presunti affetti e amicizie. Atavici complessi infantili che nessun buon psichiatra riuscirà mai a guarire. Nemmeno in sé stesso, figuriamoci nel prossimo.

Il caso “migranti”, dunque, riveste un interesse particolare, non già perché il vedere in TV o il leggere sul giornale di loro ci riempia di profonda compassione, ma perché, al pari delle lotte di quartiere o del clima antagonistico da stadio, fa dividere il mondo occidentale in “Pro” o “Contro” il loro esodo.
Perché di esodo si tratta. Non di altro. E non credo si possa equiparare al flusso migratorio di tanti verso l’America di inizi del Novecento. Anche in quel caso c’era disperazione. Quella disperazione che solo la fame può dare e che poteva essere colmata dalla speranza di un lavoro e di una vita migliore in una terra che sembrava accogliere tutti. Magari richiedendo “l’anima” in cambio, ma ufficialmente mostrando il miraggio che “essere cittadini americani” poteva fornire.

Oggi i migranti provenienti da Asia e Africa, soprattutto, “usano” l’Europa come primo porto di approdo, per potersi riparare dalle guerre civili e religiose che i loro paesi di origine stanno vivendo, ma considerano ancora l’America l’obiettivo per raggiungere un livello di vita soddisfacente per loro e per la loro famiglia.
Solo che l’America non ha più bisogno di loro. O almeno non in quantità così elevata. Ora cerca un tipo di lavoratore che la renda più forte rispetto alle nazioni, un tempo povere, e che adesso stanno emergendo sul mercato internazionale, leggasi Cina, prima di tutto, ma anche Corea, Nord o Sud, nonostante le differenze di regime.

Non siamo il centro dell’universo

Il credere di essere, come Italiani, il centro dell’universo, solo perché collocati al centro del Mediterraneo, è tipico del nostro essere latini.
Siamo di certo abbandonati in questa opera di salvataggio quotidiano di vite umane. Abbandonati dal resto di Europa che ancora vorrebbe chiudere gli occhi e non considerare in pericolo la loro presunta ricchezza economica. Un rifiuto di globalizzare popoli tanto diversi, sia per religione che per tradizioni culturali.
In questo l’Italia, a causa dei tanti dominatori stranieri ai quali si è dovuta soggiogare, ha il vantaggio di accettare usi e costumi di altri popoli senza subire quei traumi da mutamento di identità.
Nel nostro DNA esiste proprio lo spirito di adattamento che ci ha fatto sopravvivere nei secoli a dominatori di ogni colore, sia fisico che politico.
Ci ha fatto assorbire, quindi, lo spirito individualista del “nazista”, che da noi è divenuto un edulcorato “fascista”.

Quel tipo di essere umano si è evoluto nei decenni assumendo le caratteristiche del politico di destra, o anche di estrema destra, nostalgico di un’era ritenuta esaltante per le caratteristiche del popolo italiano. L’era del colonialismo. L’italiano conquistatore di popoli stranieri, poveri, più di lui.Not Welcome 350
Quasi un miracolo.
Quello che la destra politica non riesce più a fare oggigiorno è proprio il “colonizzare” il prossimo.
Non che la sinistra abbia basi più solide, ma almeno, tra le tante polemiche, ha ancora dentro di sé la voglia di dibattito. Di dialogo.
La destra, proprio perché convinta che il resto del mondo complotti contro, non solo ritiene di ergersi a difesa dei “deboli”, che, attenzione, sono visti come tali, ma non lo sono realmente, e attraverso un linguaggio semplice e salviniano, pensa che “parlare alla pancia”, significhi usare turpiloquio e aggressività per “risvegliare” gli animi assopiti.

Un preambolo molto ampio, lo riconosco, ma doveroso, per riconoscere che i nostri mali non sono i 35 euro a migrante, o la loro temporanea collocazione in alberghi o caritas, ma il convivere, spalla a spalla, con chi rappresenta un pericolo per le nostre false sicurezze.
Casapound, come altri movimenti popolari di destra, come tutta la destra in questo momento, ha capito, più argutamente della sinistra, che fare il paladino degli oppressi ripaga. Con tanti voti.
Gli episodi di Anagni accaduti martedi 6 settembre sono un seme, che Casapound vuole astutamente seminare. In modo plateale e senza risolvere niente. Come solo la destra sa fare. Tanto fumo. Niente arrosto. Solo turpiloquio e arroganza. Semplici vizi di una forma mentale ancora in uso, e dura a morire. Nostalgica, appunto, ma per i propri vantaggi.
Quanta abilità demagogica in tutto questo non lo possiamo prevedere, ma di certo quel minuscolo vizio di forma, sarà la differenza tra l’essere civile e quello incivile.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.