di Antonella Necci – Mentre sto scrivendo, il “Festival del teatro medioevale e rinascimentale della città di Anagni” si è concluso solo da un’ora.
Un finale degno del suo nome, con due attori del calibro di Alessandro Haber ed Ennio Fantastichini che hanno regalato la loro grande capacità recitativa alla rappresentazione dei dialoghi immaginati tra Papa Bonifacio VIII e Celestino V in uno spettacolo dal titolo “La tentazione del potere”.
Un inizio con un Alessandro Haber da subito calato nel ruolo dell’ascetico Celestino, che crede nel potere delle anime e che non riesce a comprendere come, in un luogo devoto a Dio, possano esistere avidità e brama di potere. Una vittima dedita agli esercizi spirituali e non ai complotti.
Haber interpreta magistralmente, e con grande carisma, la parte del mite uomo di chiesa, che non si capacita di rivestire il ruolo di pontefice.
Di contro, sia per voce che per presenza scenica, gli si contrappone un arrogante, a tratti benevolo a tratti coercitivo Bonifacio VIII – Ennio Fantastichini, generoso di consigli prima, quando ancora Celestino non aveva abdicato, aggressivo padrone della persona di Celestino di cui prende la custodia, poi, dopo essere diventato Papa al suo posto.
Un bel momento di storia medioevale. La magia delle voci dei due protagonisti, accompagnati dalla musica dal vivo di Nicola Pignatiello ha incantato tutta piazza Innocenzo III. E il festival si è davvero concluso alla grande.
Una bella emozione che anche una, propensa a trovare il pelo nell’uovo come la sottoscritta, non può fare altro che apprezzare.
Come ha ben argomentato il sindaco Fausto Bassetta nel discorso di chiusura, il merito del successo di questo festival è di tutti, pubblico innanzitutto, che hanno contribuito a mettere in luce la città di Anagni che ha saputo,aggiungo io,fare placidamente da scenario, a volte troppo sontuosamente, per alcune rappresentazioni che non la meritavano, altre volte, come stasera, quasi rivivendo quanto accaduto più di 800 anni fa, negli stessi luoghi, donando a tutti noi il senso di entrare dentro alla Storia, dentro a momenti che hanno cambiato il corso delle cose.