di Ignazio Mazzoli – All’unanimità e con immediata esecutività il Consiglio provinciale, ieri 5 maggio, ha deliberato poco prima delle 13 «di richiedere alla Regione e al Governo, per quanto di competenza, il riconoscimento dell’area di crisi complessa per la provincia di Frosinone, ai sensi dell’articolo 27, del DL n. 83 del 22.06.2012, ad oggetto: “Misure urgenti per la crescita del Paese” convertito in legge il 7 agosto 2012, n. 134»
Un Consiglio Provinciale convocato ad hoc per questa deliberazione con solo due assenti, i consiglieri Cinelli e D’Ambrosio e scandito da una puntigliosa ricostruzione del Presidente Antonio Pompeo su tutti i passaggi che hanno condotto a questa deliberazione. “Un tassello di ulteriore percorso” dopo i tavoli provinciali e regionali, l’appello dei 74 sindaci a Zingaretti, che non hanno prodotto i risultati per i quali “ci siamo impegnati insieme ai disoccupati”.
Ad oggi, più di questo, la Provincia non può fare, gli attuali poteri non consentono altro, ma “noi vogliamo essere in grado di svolgere un ruolo, almeno di coordinamento delle volontà disponibili in questo territorio per essere di supporto alla Vertenza Frusinate”.
Le affermazioni contano e in questo caso non sono poca cosa, soprattutto se quelle di Pompeo vengono anche sostenute dal dire del Vicepresidente Andrea Amata che chiede “condivisione e sinergie per difendere la dignità dei lavoratori di questa provincia”. Le sue parole si sono fatte assai dure quando ha detto “basta con gli annunci è ora di passare all’azione. Qui c’è solo indifferenza e questa fa male, come il sale sulle ferite aperte”.
Il Presidente del Consiglio Danilo Magliocchetti ha voluto con decisione ricordare che “nessuno si può sentire svincolato da questa deliberazione, in cui effetti si potranno sentire nel medio e lungo termine, ma oggi ci sono problemi contingenti che si possono affrontare solo con le politiche che vengono definite passive” (cioè di sostegno al reddito ndr) e ha voluto aggiungere una nota personale, l’impegno “a partecipare concretamente alla creazione di quel fondo per la dignità dei lavoratori che si è proposto ad Anagni”.
Dopo questo atto semplice, chiaro e apprezzato dai disoccupati presenti, viene in luce nei corridoi l’altro volto dei drammatici problemi: perché non ci sono risposte e interventi della Regione Lazio? Non se ne può più!
E basta questa constatazione per incendiare glia animi. «Zingaretti è venuto qui in provincia per l’apertura della campagna elettorale del PD, ha fatto lezione a tutti, ai sindaci e agli imprenditori che non fanno il loro mestiere o non lo sanno fare e quando questi danno prova di volontà e sapienza scompare lui e tutto il PD» tuona Gino Rossi che ritiene giunto il momento di fare nomi.
«Si cerca chi manovra la lotta di Vertenza Frusinate. Che baggianate! La protesta dei disoccupati nasce dal bisogno e dalla disperazione, altro che cercare fantasmi. Nasce dalla mancanza di ascolto e di soluzioni». Poi Rossi apostrofa il Presidente del PD Alfieri: «il tuo partito governa tutto e non riesce a trovare risposte o non le vuole trovare. Non ci ascolta e quando è costretto lo fa male, neppure si degna di farci sapere. Allora ci vuole morti. Il 14 giugno 400 famiglie resteranno senza reddito e anche altre centinaia entro la fine dell’anno si troveranno nelle stesse condizioni. Ma che razza di partito è il PD? Non si può e non si deve più votare»
Il Sindaco di Paliano forse non merita di essere i destinatario di tanta amarezza infuocata, data la sua giovane età e il recente arrivo all’impegno, ma certamente capirà che il disagio è il regista della ricerca di ascolto e di concrete soluzioni.
In ogni caso ci si lasci dire un’opinione. Cercare nel complotto la motivazione per non dare risposte alla protesta di chi soffre è stupidità pura e semplice. Qualunque risultato anche minimo che dovesse giungere ai disoccupati ciociari sarà solo merito delle loro azioni e di chi le ha condivise con atti concreti, pubblici, evidenti, precisi e a viso aperto. A “viso aperto” verso di loro, ma anche verso chi impedisce le soluzioni, senza aver paura di disturbare chi governa. Questo richiede coraggio, quello che ai più manca e quindi i disoccupati non dovranno dire grazie ad alcuno.
I disoccupati hanno già annunciato che martedì 10 alle 16,30 ci sarà un nuova assemblea in Provincia per rendicontare gli avvenimenti e decidere il prossimo da farsi.
5 maggio 2016
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