adozioni 350 260

adozioni 350 260di Francesca Papetti – Il 25 febbraio 2016 l’Italia è diventata un paese più civile. Il titolo di prima pagina “gridato” dall”Unità il giorno seguente l’approvazione della legge sulle unioni civili e le convivenze di fatto esprime chiaramente una realtà evidente: l’Italia, finalmente, ha fatto un passo ulteriore verso un’organizzazione normativa che innalza il livello di maturità e di democrazia dell’intero paese, poiché la democrazia, quella vera, basa soprattutto sul principio universale di uguaglianza dei diritti. Dopo decenni di dibattiti e non decisioni ben due milioni e mezzo di italiani escono dal ghetto della civile e possono godere degli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate e cioè cognome comune, obbligo di coabitazione, comunione dei beni, assistenza materiale e morale, reversibilità. Inoltre, alle parti dell’uninione civile sono riconosciute le stesse facoltà del coniuge in materia di assistenza sanitaria e penitenziaria, il diritto agli alimenti in caso di divorzio e il diritto all’eredità. Per quanto riguarda le adozioni il testo approvato garantisce il lavoro della magistratura che proseguirà, come ha fatto fino ad ora, a tutelare i diritti riconosciuti dalla nostra legislazione.
Il capitolo delle adozioni è stato quello più contestato e contrastato e il PD, per salvaguardare l’intero impianto legislativo, ha dovuto stralciare la cosidetta “stepchild adoption”. Lo strlcio di questa parte della legge non è stato causato da una presunta debolezza del partito democratico, ma dalla conclamata inaffidabilità del M5s che, con molta spregiudicatezza, ha voltato le spalle ai diritti di due milioni e mezza di italiani, con l’intento di danneggiare il governo Renzi e di trascinare il PD nella giungla dei 500 emendamenti, dei voti segreti, sperando di affossare clamorosamente la legge e così colpire il nostro partito. Il banco non è saltato perché il presidente del Consiglio e il PD hanno scelto con convinzione l’unica via percorribile per un traguardo rapido e certo. D’ altra parte il contenuto effettivo della legge è rimasto sostanzialmente immutato. La “stepchild adoption” non rimarrà lettera morta poiché i parlamentari PD sono già impegnati ad elaborare le linee di un nuovo disegno di legge sulle adozioni dove troverà posto anche il tanto contrastato capitolo dei figli delle coppie omosessuali. L’argomento adozione, inteso in senso complessivo, va affrontato in quanto in Italia vi sono più di trentamila famiglie in attesa di un’adozione e ben trentacinquemila bambini che aspettano una famiglia.
È bene ricordare che l’Associazione italiana di Psicologia, unitamente a quella di psichiatria, dichiara: “le affermazioni secondo cui i bambini per crescere bene avrebbero bisogno di un padre e di una madre non trovano riscontro nella ricerca internazionale. La ricerca psicologica ha messo in evidenza che l’importante per una crescita sana dei bambini è la qualità dell’ambiente dove vivono, l’ambiente che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano dello stesso sesso”.
Nel gennaio del 2008 la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha autorizzato un’insegnante francese dichiaratamente lesbica ad adottare un bambino, stabilendo di fatto che anche gli omosessuali hanno diritto all’adozione.
Ancora una volta il PD sarà protagonista di una battaglia sui diritti come è avvenuto per la legge sulle unioni civili, legge che si può ben definire di portata storica poiché “ha finalmente abbattuto le barriere che dividevano l’Italia in due parti, una al di sopra e l’altra al di sotto dei diritti”.
Sottolineiamo che questa legge non va a tutelare i diritti delle coppie omosessuali ma anche quelle migliaia di coppie eterosessuali che hanno scelto la convivenza in luogo del matrimonio civile o religioso.

 
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