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brochure 8 marzo 350 260di Ignazio Mazzoli – 8 marzo “Non solo mimose”. La parola d’ordine dell’associazione Famiglia Futura di Ceccano per la Festa della Donna, nel leggerla mi pareva di cogliere in essa la sottolineatura di un desiderio di novità. Fra i comunicati che giungevano in Redazione c’è anche un altro messaggio “–Fiori +Diritti”. Si, ora sono sicuro di essere difronte alla ricerca di una nuova partenza.
Arrivo nel piazzale retrostante l’Auditorium intitolato al poeta Ciociaro Paolino Colapietro e poco dopo mi trovo incolonnato in una fila gaiamente vociante di studentesse e studenti che si avviano verso il parterre dove si svolgerà la presentazione del Progetto “365 giorni donna”. Mi aspettano delle novità, sicuramente.
Tantissimi giovani e, in fondo alla sala, studentesse e studenti dell’IPSSEOA, l’Istituto Alberghiero di Ceccano stanno approntando un ricco tavolo di bevande e spuntini per il Coffee Break delle 11,30 pronti a disporsi accanto ad esso in divisa professionale. Si respira entusiasmo.
Fanno gli onori di casa l’Avvocata Manuela Maliziola ispiratrice dell’Unione per il Rinnovamento Democratico di Ceccano e la Signora Maria Lorena Micheli, Presidentessa dell’Associazione. La loro attesa del risultato che di lì a poco avranno fa quasi da contraltare alla spensieratezza dei giovani che affollano l’Auditorium.
Telecamere, microfoni, interviste per presentare questo 8 marzo. Nessuna si rifiuta ai giornalisti. Sicuramente è una giornata al femminile e fra poco lo sarà ancora di più. Ancora pochi minuti e un preludio musicale avvia la mattinata. Gli alunni del liceo Scientifico di Ceccano si esibiscono con violini e flauti. Ora c’è la condizione migliore per cominciare e si entra nel vivo della presentazione di cosa sarà questa giornata per Famiglia Futura. Ormai il bel volto dell’Avvocata Zaira Montico contrassegnerà l’intera iniziativa perché è lei che con garbo elegante ne coordinerà i lavori avendo l’accortezza di cercare sempre il dialogo con gli studenti ed i presenti.

Perché “non solo mimose”8marzo 1 350 260

Maria Lorena Micheli, subito chiarisce che l’Associazione che preside nasce dall’esigenza di non ricordare le donne solo nei giorni istituzionali, come il 25 novembre giornata del femminicidio e l ‘8 marzo, ma vuol essere accanto alle donne nei rimanenti giorni, quando gioiscono o piangono. Un progetto ed un impegno di lavoro che già di per sé chiarisce bene perché “non solo mimose”. Ormai di fronte alle tante presenze che certificano come l’iniziativa sia riuscita, la soddisfazione per il lavoro svolto si sta traducendo in serenità meritata per Lorena Micheli.
“Non solo mimose” riecheggia concretamente nelle parole del Prefetto di Frosinone Dottoressa Emilia Zarrilli quando salda insieme suoi ricordi e delusioni che non l’hanno sopraffatta, ma spinta ad agire per contrastare avversità e ingiustizie come avvenne quando non le fu possibile accedere in Polizia a causa della statura e poi contribuì a cambiare quelle norme limitatrici. “Dovete saper chiedere di essere rispettate e circondate di gentilezza, ma dovete anche sapervi far rispettare”. La grinta viene fuori anche se il linguaggio è sempre misurato. Dall’invito ai giovani perché imparino anche dalle loro compagne, sorelle e amiche si apre ad uno scenario che ci coinvolge tutti. “Non vivete in una realtà facile, non me ne vogliate” – precisa – “ma vivete in una provincia priva di cultura, dove le contrapposizioni anche individuali limitano crescita e sviluppo sociale e politico”. Una critica severa, ma anche un invito a far sviluppare il senso del bene comune e della cura per il rispetto delle altre e degli con cui si opera.
Il Comune di Frosinone rappresentato dall’Assessora dottoressa Ombretta Ceccarelli ha apprezzato il lavoro di tutti gli 8marzo 2 350 260insegnanti in questo compito di formazione nuova delle coscienze che è alla base di nuovi rapporti che valorizzino tutte le qualità delle donne come condizione per debellare la violenza contro di loro.

La diversità unisce

Manuela Maliziola, visibilmente gratificata dallo svolgimento della mattinata ha affrontato fra gli altri un tema importante: quello della diversità. Termine osannato e tanto temuto oggigiorno per motivi diversi e forse mai, fino in fondo capito. Nelle sue parole ha acquisito più accezioni, da “veicolo” per l’incontro a “occasione di apprendimento e complementarietà”.
La diversità delle donne, la diversità degli immigrati perché spaventano? Chiediamocelo e parliamone, forse scopriremo il senso delle parole ascoltate da Maliziola. La diversità? Chi la esalta poi spesso la esorcizza per non uscire dalle proprie certezze, altri la temono e basta, senza cogliere che siamo tutti più simili fra noi di quanto non sembri. Tutti i bisogni fondamentali ci sono comuni, a partire dalla voglia di vivere, ciò che cambia, ciò che diverso è l’approccio a ciò che vogliamo fare. E qui si apre una sterminata prateria in cui c’è tanto da imparare, soprattutto dalle donne che hanno approcci alla realtà ed all’azione assai elaborati e complessi. Si, questo è un grande campo di lavoro per Famiglia Futura.

La violenza non è a caso

Ad un tratto le violenze, tutte le violenze si sono incontrate in questa bella mattinata, che nella gioia di incontrarsi, ha aperto spazi per capire. E’ stato quando il Ministro Carlos Cherniak, incaricato d’Affari dell’Ambasciata Argentina ha iniziato a parlare invitato dalla Dottoressa Stefania Catallo Presidente del Centro antiviolenza “Anne Marie Erize” di Roma. Il suo dire è partito dalle violenze subita dal popolo del suo Paese sotto la dittatura di Jorge Rafael Videla, che hanno colpito in particolar modo le donne. Il suo discorso si è sviluppato come se avesse costantemente risposto alla domanda: perché la violenza? La risposta che si dava in continuazione è stata: “LA VIOLENZA NON E’ A CASO”. Ha voluto riconoscere al suo Paese, l’Argentina, che dopo la dittatura è diventata un laboratorio per i diritti umani verso i quali bisogna produrre un grande sforzo per il loro riconoscimento e affermazione. “Oggi – secondo Carlos Cherniak – il mondo è diventato troppo violento perché stanno vincendo i nemici dell’umanità”. E ha aggiunto “L’Europa oggi mi manca: era un punto di riferimento, essa è in crisi perché oggi è in crisi la sua visione dei diritti umani. Non si può scegliere chi salvare e chi no fra gli immigrati. Farlo è una violenza terribile”.
Le donne ci sembrano le più sensibili verso queste vittime della mancanza di rispetto, di solidarietà e del senso dell’accoglienza.
Molta consapevolezza in più, forse, è giunta da questa mattinata dell’8 marzo di Famiglia Futura.

Ci sarebbero da raccontare anche le esibizioni degli studenti, lo meriterebbero, ma ci fermiamo qui.

 
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