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salattagualdini 350 260di Fausta L’Insognata Dumano – La location questa volta è la saletta di via Matteotti a Frosinone, quella Gualdini per capirci, l’occasione è una mostra dedicata appunto ad “Ettore Gualdini”…., voglio raccontarvelo attraverso i ricordi che si sono scaraventati dentro la saletta dalle parole di chi l’ha conosciuto.
In prima fila un’elegante signora, ma timida, o forse troppo emozionata, in fondo su quel palco si alternano le voci di critici importanti del nostro territorio, “Marcello Carlino e Rocco Zani”….si parla di lui, di suo marito, Ettore. Quanto ad emozione non scherza neanche suo figlio, Alberto ….eh già esser figli di artista.. non è semplice narrare…..
Il “Gualdini” si affaccia con timidezza nel mondo dell’ arte, ma sebbene autodidatta, diventa un punto di riferimento per le giovani generazioni di artisti, Purificato , un nome che affiora nella serata scrisse ”è testimone di un amore per la pittura che finisce con il palesarsi anche a chi guarda”……e così la Saletta stavolta sprigiona colori delicati e soffusi che animano le tele,.
Ogni tela meriterebbe un racconto, soprattutto, perché il figlio Alberto ti guida nel ginepraio dei ricordi, questa l’ha dipinta in Dalmazia, come si ostina a chiamare l’ attuale Croazia, questa invece….i ricordi sono così limpidi, che sembra che tu stai osservando la scena….una pittura mediterranea di colore e di luce è il titolo poetico del vernissage.quadrodigualdini 350 260
Fermati , lasciati trasportare dalle parole di artisti come Mario Palma e Fernando Rea e ti ritrovi scaraventato negli anni 60, nella Saletta delle Arti, nel pieno centro storico, osserva sono ancora li, manca qualcuno “Vittorio Miele, Adolfo Loreti” ma stai respirando quell’aria, la saletta era un piccolo, ma confortevole locale, posto dinanzi alla tipografia Grande. La galleria munita di un piccolo soppalco permise allo stesso “Gualdini”, di realizzare cornici, per i quadri, che sarebbero stati esposti .In quel piccolo spaziosi sono agitati gli artisti.
ll “Gualdini” fu il promotore, riunioni infuocate, caotiche, mentre ascolti , sei dentro la storia di quel clima. Li dentro confluivano anche poeti e musicisti. Ti senti attraversare dal dibattito figurativi o astrattismo, ?? Un clima intenso, una vivacità culturale, andrebbero raccolte le memorie, orali, prima che il tempo le disperda.

Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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