di Alessia Bartoli* – Da qualche mese è sorta la questione dello spostamento delle opere d’arte all’ Expo, se è sostanzialmente corretto oppure scorretto eticamente. L’Expo è un evento mondiale, è una grande ” mostra” di idee e di innovazioni, partecipano a quest’evento milioni di persone e dunque incrementa un guadagno economico. Il fine della ”mostra’ è strettamente socio-economico e mira a ”sensibilizzare” le persone alle nuove scoperte sia in ambito tecnologico che ambientale. Proprio perché l’ Expo è innovazione, dunque esposizione di nuovo, un’opera d’arte già esposta in un museo o galleria d’arte se prelevata e collocata in questo evento assume un valore che mira al guadagno e non al senso di ammirazione di un’opera d’arte.
Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, precisa le sue idee riguardo questo spostamento, appunto in netto disaccordo con quelle persone che strumentalizzano l’arte, abbassandola ad un livello misero di interesse, persone che credono che l’opera d’arte sia paragonabile ad uno strumento tecnologico privo di emozioni, persone che sposterebbero un’opera di Botticelli come se fosse un mobile di arredo. Come si può strumentalizzare un’opera d’arte? Non deve essere l’opera d’arte a spostarsi per farsi ammirare, ”strumentalizzare”, ma è lo spettatore che deve ammirare l’opera d’arte. Dunque un’opera d’arte non deve essere esposta per questioni economiche ma per questioni etiche. Per me l’opera d’arte è un qualcosa che affascina, che travolge, è una tela di colori che composti formano una scena, l’opera d’arte è composizione, è scultura, è proporzione, è astrattismo, è emozione.
L’arte in generale ha il compito di comunicare e lo spettatore recepire il messaggio e interpretarlo come meglio crede a seconda della sua sensibilità. Per questo penso che un’opera d’arte non andrebbe esposta per un evento così commerciale perché assumerebbe un significato puramente di interesse e non di valorizzazione dell’opera. Le persone dovrebbero rispettare l’opera d’arte e non spostarla a loro piacimento per guadagnare denaro.
*Alessia Bartoli 5B liceo artistico Anton Giulio Bragaglia
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