fumone entrata castello 350 260

fumone entrata castello 350 260di Erika Antonucci*Benvenuti nel castello di Fumone! Per oggi sarò la vostra guida, piacere di conoscervi, io sono Erika. Vi illustrerò la storia di Fumone e del castello, le sue origini ed i suoi misteri.
Fumone sorse in una posizione strategica, ovvero al potere della valle del Sacco e della via Latina, che collegava Roma a Napoli; veniva usata come luogo di vedetta e di comunicazione.
Il nome “Fumone” è dato dal modo antico di comunicare con i segnali di fumo e questi venivano usati per eventuali invasioni.
Inizialmente, il castello, era appartenuto agli Ernici e rispettivamente al Re Tarquinio il Superbo, che fu cacciato da Roma e cercando delle alleanze.
Successivamente, servì da rifugio militare ai Romani per la guerra con i Sanniti, appunto chiamata guerra del Sannio, e quella con i Cartaginesi.
Fumone venne sempre ritenuta un punto strategico per osservare i nemici, comunicare con le proprie armate ed impartire loro delle coordinate a distanza.
Durante il periodo dell’Impero Romano non ci furono momenti di crisi, per cui Fumone era usata per dei segnali di fumo pacifici ad interesse comune ma, dal 455 iniziarono delle invasioni barbariche che riportarono il paese al vecchio ruolo.
Dal X secolo d.C. Fumone fu in stretto contatto con la Chiesa, poiché venne usata dal Papi come prigione pontificia per prigionieri politici.
Uno dei prigionieri fu l’antipasto Gregorio VIII che morì lì e fu sepolto nel castello e non venne più ritrovato.
Vari furono i tentativi di conquistare la fortezza, ma questa poteva essere solo assegnata dai Papi con un contratto di cinquanta anni a famiglie potenti romane.
La manutenzione del castello, la sicurezza della prigione, ed altri lavori all’interno dell’abitazione, spettavano al custode, chiamato enfiteuta.
Tuttavia, l’avvenimento più importante avvenuto nel fortilizio fu nel 1295, quando il Papa Celestino V vi fu rinchiuso e vi morì dopo dieci anni di prigionia, tutto questo perchè aveva abdicato ed era illegittimo; compì il suo primo miracolo da morto.
Da quel momento il castello diventò un luogo spirituale importante e successivamente perse la sua importanza militare e decade.
Nel 1584, papa Sisto V decise che il castello andava conservato come memoria storica, per la morte di Celestino V, e lo affidò ad una famiglia romana aristocratica, i marchesi Longhi, essendo che un loro antenato si era occupato della manutenzione della fortezza
A questa famiglia è legata ancora oggi una leggenda.
Questa leggenda è collegata alla morte del marchesino Francesco Longhi, che morì a soli cinque anni, e narra che le sorelle, non essendo intenzionate a perdere le proprie ricchezze finendo in spose as un ricco uomo indesiderato, decisero di mettere piccole dosi quotidiane di veleno nel suo cibo.
La madre, Emilia Caetani Longhi dal dolore, fece imballata re il corpo con la cera e lo fece mettere dentro una teca di cristallo.
Secondo il mito, il castello sarebbe infestato dal fantasma della marchesa Caetani, che ogni notte si reca a trovare il suo piccolo bambino.
La famiglia Longhi, all’antica tipica struttura medievale, aggiunsero un santuario, contenente la salma del piccolo Francesco, ed un grandissimo giardino pensile a cui aggiunsero un tocco settecentesco per distaccarlo dal giardino seicentesco.
Dal 1990 i marchesi Fabio e Stefano sono i nuovi proprietari del Castello di Fumone e lo hanno aperto al pubblico facendo così conoscere la sua lunga storia.
Vi ringrazio per l’attenzione e di essere venuti, spero che pernotterete qui stanotte così da assaporare la leggenda a voi celata.

*IV B Arti figurative – Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia

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