di Anita Mancini – L’incubatore d’imprese, per aiutare le “start up” di nuove realtà lavorative, a Ceccano, c’era già dal 2005 quando fu collaudata la struttura realizzata recuperando l’ex “Cartiera Savoni”. Peccato che l’allora sindaco Antonio Ciotoli non tenendo conto, evidentemente, del ruolo fondamentale che avrebbe potuto avere questa struttura nel tessuto lavorativo e produttivo di Ceccano, subito dopo quel collaudo, con un “disinvolto” cambio di destinazione, sulla cui legalità permangono tuttora parecchi dubbi, anche con il placet della destra di Stefano Gizzi, la trasformò in “Mediateca”.
Venne chiusa anche quella, com’è noto: l’amministrazione di Antonio Ciotoli, non giudicò opportuno ovviare ai danni dovuti ad eventi meteorici eccezionali. Non investire nella manutenzione di un’opera simile, non riparare i danni del maltempo e lasciare che la struttura continui a deteriorarsi significa, da una parte, buttare al vento, i denari del finanziamento concesso a suo tempo dall’Unione Europea. Dall’altra rivela una totale incapacità di guardare in prospettiva, di gestire il problema più grave per la città: la mancanza di lavoro e di speranze per il futuro. Un errore gravissimo che ha impedito ai cittadini di Ceccano di sfruttare le occasioni che attraverso l’incubatore venivano offerte dall’UE per avviare una propria attività, per entrare nel mondo del lavoro sfruttando la guida di esperti ed i finanziamenti offerti dall’Europa, per cambiare il modo di fare impresa in tempi in cui è difficile trovare la propria strada nel mondo del lavoro.
L’incubatore era una possibile risposta alle necessità di un territorio in cui il declino dell’industria tradizionale e la conseguente necessità di avviare nuovi percorsi occupazionali suggerivano l’opportunità di riconvertire alcuni stabilimenti chiusi ed i lavoratori stessi a nuove realtà. Quante “start up” avrebbe potuto avviare l’incubatore di impresa, a Ceccano in questi dieci anni? Quanti ceccanesi avrebbero potuto vedere concretizzarsi la propria idea di impresa? A più di qualcuno avrebbe potuto cambiare la vita e di sicuro avremmo avuto occasione di “creare” una nuova cultura del lavoro. Avrebbero potuto esserci sinergie con gli istituti scolastici, magari un osservatorio dei bisogni formativi, quelle “connessioni” tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro di cui si sente prepotentemente la mancanza.
Ed ancora: il sindaco Manuela Maliziola, nel maggio 2014, era riuscita a siglare con la Regione Lazio un accordo per riaprire l’incubatore con la destinazione d’uso originale, muovendosi proprio nella direzione tracciata dal programma comunitario Horizon 2020 e dalle linee programmatiche della Regione Lazio che prevede un riordino degli incubatori esistenti. Ebbene, ancora una volta, però, Ciotoli, il PSI con la “astuta” mossa degli undici consiglieri dimissionari, decretando la caduta del sindaco Maliziola, hanno affossato nuovamente il progetto. Oggi il candidato del PSI di Antonio Ciotoli per le primarie del centrosinistra per l’elezione del sindaco di Ceccano, parla di un nuovo ruolo per l’ “incubatoio di imprese”, di start up…mi viene in mente Totò “… ma ci faccia il piacere!”.
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