Luigi Compagnoni 350 260

Luigi Compagnoni 350 260di Ignazio Mazzoli – E’ il cinquantaquattrenne Luigi Compagnoni il candidato a sindaco, per le prossime comunali di Ceccano, scelto dalle primarie indette dai partiti PD, PSI, e dalle liste “Movimento democratico popolare” e “Insieme per Ceccano”. E’ stato eletto con 835 voti. Seguono nell’ordine Giovanni Querqui 68 anni, farmacista di “Movimento democratico popolare” con 599 voti, Fabrizio Tambucci 55 anni, farmacista (PD), 556 voti; Americo Roma 34 anni, imprenditore culturale (PD) 400 voti; Antonio Zaccini 56 anni, colonnello dell’aeronautica (“Insieme per Ceccano”) 293 voti; Mario Maura 60 anni geometra (PD) 144 voti.
Luigi Compagnoni è architetto e fu già impegnato nella Giunta Pds di Maurizio Cerroni, per anni iscritto al PD, ma questa volta è stato candidato dal PSI. Il successo dell’architetto Compagnoni è netto e chiaro. Schiacciante. Con circa il 30% dei voti sopravanza tutti gli altri cinque. E’ lui che si fronteggerà con l’altro candidato di centrosinistra, Manuela Maliziola.
Ma c’è una domanda che stamattina circola su Facebook rivolta al segretario provinciale del PD: “perché il PD di Ceccano ha perso le primarie?” Ben tre erano i candidati democrat presenti in queste primarie. Sarà interessante conoscere le valutazioni che faranno gli organi dirigenti di questo partito. Intanto osiamo fare qualche passo dentro le sorprese di questo “voto”.
La prima è l’alta partecipazione ai due seggi dove si votava (seggio n° 1 al Monumento, n° 2 al ponte), almeno a detta di chi ha esperienza di questa selezione a Ceccano. Non tutti se l’aspettavano, anche se era diffusa la consapevolezza di essere di fronte ad una competizione di forte interesse affrontata da alcuni con grandi mezzi. La seconda è data dalla vittoria, in questo contesto così competitivo, di Luigi Compagnoni candidato del Psi, ma non di tutto il partito, che intanto aveva contro ben tre competitori del PD (il partito che alla europee di 8 mesi fa aveva raggiunto il 40% ritenendo con ciò di potere liquidare la Giunta Maliziola). I conti non tornano. Terzo, i considerati vincenti, i due farmacisti, sono entrambi sconfitti e si trovano al secondo e terzo posto a molta distanza da Compagnoni che vince anche al seggio n° 2 quello del ponte o se si preferisce, quello chiamato appunto, dei “due farmacisti”. Quarto, se si osserva il buon risultato del giovane Americo Roma che ha affrontato, come diceva lui, il confronto a “mani nude” (cioè senza mezzi che non fossero la sua parola ed i suoi convincimenti), si può intravvedere una chiave di lettura.
Infatti, se mettiamo insieme le sorprese Compagnoni e Roma pensiamo che si possa dire che c’è stato un forte elettorato (1235 voti) tradizionalmente di sinistra e centrosinistra che abbia voluto dare un segnale inequivocabile al PD. Basta, non devono vincere i candidati degli sponsor palesi e occulti che hanno cordoni ombelicali con chi ha fatto il buono e cattivo tempo nel PD causandone il disastro in questa provincia.
La lezione che forse ne trarremo alla fine di questa competizione elettorale è che più delle sigle dei partiti, in questo momento, contano facce e cognomi. Nel caso di Luigi Compagnoni è già evidente.

26 gennaio 2015

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