ceccano piove 350 260

ceccano piove 350 260di Antonio Olmetti – “Fare” bene il proprio lavoro e il proprio dovere è la leva magica della vita. Personalmente ho cercato di coniugare nella mia vita lavorativa, il verbo “fare” in questa maniera come l’operaio Faussone, il protagonista della “Chiave a stella” di Primo Levi. Aggiungo con orgoglio, di esserci riuscito. E allora perché non “fare” per il proprio paese? Perché non mettere a disposizione del territorio la mia esperienza di Ingegnere, la mia cultura politica, amministrativa, ambientale per il rilancio e lo sviluppo del paese?
Lo “faccio” stando a fianco di Manuela Maliziola. Invero ero stato un suo avversario politico nella precedente competizione elettorale del 2012, perché non d’accordo con la trasversalità della sua lista dove concorrevano politici di lungo corso a mio avviso, non “accumunati” nel progetto politico della giovane Avvocato, “La Città che vogliamo” poi premiato nelle urne, dai cittadini.
Ci sono voluti due anni all’ex Sindaco, e due anni in politica sono un attimo, per capire che si stava riformando una “continuità” politica per la quale i cittadini avevano dato indicazione, con il loro voto, di superare, finalizzata ad una nuova aggressione cementizia al territorio, all’ambiente, concentrata sull’impedire la rivisitazione di contratti in essere , ad inficiare le politiche sociali e finanziarie da mettere in atto in favore della cittadinanza vessata da una perdurante crisi economica, che niente avevano a che fare col progetto iniziale di costruzione del futuro della Città. Quel modello di giunta di “sguagliato” egocentrismo, iniziato immediatamente dopo l’elezioni e che ha condizionato il progetto politico della Maliziola, togliendone l’armonia del “fare” insieme, è stato attuato dagli ex alleati politici della coalizione di governo usi a perseguire le proprie finalità con l’utilizzo di strategie poco trasparenti, mediante la ripetitiva riproposizione a scadenza trimestrale, di rimpasto della giunta per farle accettare cose che l’Avvocato non voleva “fare” e che non ha “fatto”.
L’azione manipolatrice degli ex alleati, non è riuscita e anche se l’ex Sindaco ha commesso l’errore, come afferma in una recente intervista, di aver sottovalutato la loro bramosia di potere, ha preferito essere fedele al mandato conferitogli dagli elettori senza aver paura di cambiare. Il resto è storia.
Confesso di condividere al cento per cento quest’ultimo percorso politico fatto da Manuela Maliziola, la sua voglia di vincere le prossime elezioni, la capacità di voler continuare a “fare” ciò che non ha completato per colpa dei “pochi ma non buoni” ; confido per di più in una politica di centro sinistra riformata fatta da nuove e competenti persone che credono, in una ritrovata armonia d’intenti, nel progetto di Città dell’ex Sindaco e diffido del sincretismo di qualche lista di destra che incapace di porsi come punto di riferimento e di innovazione per la società, si struttura e si ingegna per distribuire posti di comando ad ogni capo o capetto, così da non scontentare nessuno.
Non fermate il rinnovamento, dice Manuela Mliziola. Mi sembra un deciso passo avanti, una concreta risposta alle domande che si rivolgono a ciò che chiamano “centrosinistra”. Personalmente penso che non basta più (ove mai fosse bastato) “fare” il tifo: occorre partecipare. Io non fermerò il rinnovamento. Io sto con Manuela Maliziola.

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