
di Ignazio Mazzoli – Anno berlingueriano, il 2014, a 30anni dalla morte, è stato dedicato a Enrico Berlinguer dall’Associazione per la storia e la memoria del Pci “Futura Umanità”. Essa opera anche qui in provincia di Frosinone e Orlando Cervoni che ne fa parte, ha promosso un’iniziativa per ricordare quel grande dirigente comunista. Sabato 22 novembre nella sala della Biblioteca comunale di Boville Ernica si è potuto parlare di Enrico Berlinguer nell’inedita forma di un rapporto con le attuali condizioni della vicenda politica italiana. Fra gli altri hanno dato vita all’iniziativa molto partecipata il sindaco di Boville Piero Fabrizi, il presidente della Biblioteche della Valle del Sacco Danilo Collepardi, il deputato Nazzareno Pilozzi e militanti della sinistra e del centrosinistra venuti anche da altri centri della provincia.
Il ricordo di Berlinguer ha rappresentato un’occasione per un confronto vero, aperto da Orlando Cervoni che a volo d’aquila ha ricordato scelte e momenti dell’impegno berlingueriano nel nostro Paese e nello scenario internazionale. Poi il sottoscritto cui era stato affidato di ricostruire più specifici momenti della politica di Ernico Berlinguer si è soffermato sul lascito che possiamo a oggi considerare attingibile.
C’è molta attenzione oggi intorno alla figura di Berlinguer, in particolare da parte dei giovani molto curiosi di conoscere cosa ha fatto per davvero. Questo ci impone di non ridurlo a un santino. Egli è vissuto e ha lottato in un’altra epoca storica. Da allora i cambiamenti sono stati radicali in Italia, in Europa e dovunque nel globo. Non sono cambiati, però, i grandi problemi che il segretario del Pci denunciava – lo sfruttamento della persona umana, la fame nel mondo e i pericoli di guerra, la disoccupazione e la distruzione dell’ambiente, l’oppressione della donna e il disagio giovanile – non sono scomparsi, al contrario, per molti versi, si sono aggravati tanto da spingere un Papa, Francesco I a sferzare politici e politiche, i potenti soprattutto, perché siano ricordati e riconosciuti.
A fronte di quest’osservazione si sono individuati “tre lasciti” che ci giungono dall’impegno berlingueriano:
Il primo lascito è fondamentale: «Nell’attuale situazione si può e si deve lottare per una civiltà superiore, oltre questa società capitalistica ingiusta e alienante. Il sistema capitalistico è trasformabile. Non un destino da subire. La peggiore sconfitta è di non dare battaglia per una causa giusta, per combattere le ingiustizie e le sofferenze del mondo di oggi, che colpiscono soprattutto i giovani, espropriati del presente e del futuro. Mirando a una società nuova, di tipo socialista in cui si possano pienamente affermare, attraverso l’espansione della democrazia, i principi di libertà, di uguaglianza e di solidarietà, posti peraltro a fondamento della nostra Costituzione. Non disturbare il guidatore è un pessimo suggerimento che non ci farà uscire da questa difficilissima crisi economica e sociale in cui i poteri finanziari ci hanno cacciato.»
Il secondo lascito: «Riguarda la qualità della politica che per assolvere ai suoi compiti deve partire dai contenuti; dai bisogni dei piu deboli. Con il rovesciamento della concezione attuale del partito politico, vale a dire l’abbandono di ogni visione per pochi, verticale, padronale. Non più il leader, ma il leader al servizio del partito, di una libera associazione di donne e di uomini che si uniscono per cambiare lo stato di cose presente. La politica va praticata e vissuta come servizio, come impegno sociale, come impegno culturale e morale, non come mezzo di arricchimento e di corruttela per la tutela dei propri interessi personali e di gruppo. Una politica e un partito disvelatori della realtà e quindi che siano guida per uscire fuori dal pantano con una partecipazione corale dei più disagiati in primo luogo.»
Il terzo lascito:«Che significa essere di sinistra? Secondo il segretario del Pci essere di sinistra significa stare dalla parte del lavoro, non del capitale; dalla parte degli sfruttati e degli oppressi, uomini e donne; dalla parte degli emarginati, di chi non ha voce né rappresentanza. Significa anche spiegare che la disoccupazione non è una iattura né il risultato di pigrizie individuali, ma è funzionale, quindi necessaria e tenere bassi i salari e tutte le remunerazioni.»
Su queste tre punti si è aperto un dibattito vero e appassionato, cui hanno partecipato Danilo Collepardi, il Sindaco di Boville Piero Fabrizi, Francesco Giorgi e l’on Nazzareno Pilozzi.
Quale l’aspetto più rilevante da cogliere? Senza dubbio quello che è parso stare più a cuore a Danilo Collepardi: che partito occorre per il XXI secolo? Il livello di astensionismo che in Emilia e Romagna raggiunge il 62% conferma che di questo si deve parlare e urgentemente.
Sicuramente bisogna dare vita a un confronto sul tema “che partito vorrei” e “che partito serve” a chi non riesce a far sentire la propria voce e non ha rappresentanza.
26 novembre 2014
Le parti virgolettate sono tratte della relazione svolta da Ignazio Mazzoli a Boville Ernica
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie