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ciaoAchille 350 260 mindi Ignazio Mazzoli«Ignazio carissimo, grazie per il sostegno che dai alla mia battaglia contro la precarietà delle mie condizioni di salute. Spero di rimettermi; se non altro perché voglio dare il mio modesto contributo alla riscoperta della – così bistrattata – sinistra italiana. Con affetto e tanti ricordi». Achille mi scrisse questo messaggio riservato su Facebook il 13 febbraio di quest’anno*.
Fu il 9 ottobre del 2011 che con questo breve post di Achille a me: «Ci risentiremo presto. Per ora un forte abbraccio.» abbiamo ripreso stabilmente dei contatti che solo occasionalmente avevamo avuto dopo lo scioglimento del Pci.
La morte di Franco Assante nell’agosto del 2014 ci legò in una continua, interessante corrispondenza e collaborazione giornalistica. “Galeotta” fu la comune partecipazione al Consiglio straordinario del Comune di Cassino, che ricordò solennemente Franco. Da lì. nel dicembre ’14 gli scrissi che volevo pubblicare su UNOeTRE.it il suo intervento di ricordo.
Puntuale mi rispose: «Lo farò con gran piacere. Devi, però, concedermi qualche giorno di tempo. Entro venerdì penso di esaudire il Tuo desiderio. Tu sei uno di quelli che più conoscevi il mio rapporto fraterno – qualche volta conflittuale – con Franco. Ti confesso una cosa: ieri, mentre scrivevo (e, poi, leggevo) quelle parole che mi venivano dal cuore, pensavo a ciò che Franco avrebbe detto per me in una situazione identica. E mi sono sforzato per essere sincero, come – sono certo – sarebbe stato lui. Un abbraccio.»

Uomo convintamente impegnato

Questo era Achille, uomo sensibile schietto, sincero e diretto senza retro pensieri con un gran rispetto dei sentimenti umani. Alla richiesta di una nota biografica così si rappresentò «Sono nato in San Giorgio a Liri il 12 settembre 1938. Svolgo ancora la professione di avvocato. Sono stato Sindaco di San Giorgio a Liri per trent’anni (1964-1980; 1990-2004). Sono stato dirigente del PCI.»
Su Achille Migliorelli e Franco Assante tornerò a riflettere. Due amici, due compagni comunisti, due dirigenti ai quali si deve riconoscere senza incertezze che hanno consentito la presenza del Pci in un territorio dove operavano in condizioni di assoluta minorità. I risultati ottenuti sono importanti e notevoli se si pensa a quel “sarai per sempre il nostro Sindaco” che abbiamo ascoltato l’8 settembre ai suoi funerali di popolo a S. Giorgio a Liri. C’è capacità di adattamento alla società dove operavano. Forse in questo sono le ragioni di dibattiti anche aspri avuti con loro? Sarà utile riparlarne.
Nella sua testa, nella sua volontà c’era un imperativo: «voglio dare il mio modesto contributo alla riscoperta della – così bistrattata – sinistra italiana» che ricordavo all’inizio. Da dove nasceva? Il 9 febbraio di quest’anno mi scriveva: «È un periodo quanto mai difficile. Sono ritornato a casa lunedì, dopo essere stato per l’ennesimafunerali di Migliorelli 350 260 min volta in Ospedale. Il mio silenzio è tutto legato alle infermità, che mi angustiano da diversi mesi e che, purtroppo, non sono destinate a finire presto. Dovrò, infatti, subire un intervento di endoprotesi a breve. Con ogni probabilità presso il San Filippo Neri. Puoi essere certo che mi interessa ogni confronto che miri a “scoprire” un ruolo importante per la sinistra: di governo, se ne vale la pena; di opposizione, se è necessario. Il PD, e non lo dico per la prima volta, è avulso da queste prospettive: è un partito che ha ereditato dalla democrazia cristiana l’ “ideologìa” della occupazione del potere e si è progressivamente trasformato in un campo di battaglia tra bande. Prima lo si supera e meglio è. Domattina leggerò il Tuo intervento su “L’inchiesta”. Se ne avrò il tempo e la serenità cercherò di misurarmi con le Tue considerazioni. Un abbraccio. … Vorrei, infine, pregarTi di convocare la prossima riunione in un giorno (l’ultima, infatti, è stata convocata di mercoledì) in cui mi sia permesso di partecipare, ovvero un martedì, un giovedì o un sabato. Tu certamente sai che, oltretutto, mi farebbe enormemente piacere incontrare “vecchi compagni” o le nuove leve della sinistra. Un saluto fraterno. »
Due messaggi a me molto cari, ma molto importanti per chi legge. Negli stessi giorni mi aveva scritto degli sms ricordandomi quanto aspre fossero state le polemiche fra noi due (da entrambe le parti senza risparmio di determinazione ndr) e non le rinnegava, anzi diceva «mi dispiace che non ci sia più quell’onestà intellettuale che faceva delle nostre discussioni un confronto di argomenti per trovare soluzioni e idee progettuali. Ed io percepivo un grande rispetto per la mia intelligenza e sentivo di doverlo al mio interlocutore. Sono sicuro che mi pacerà partecipare alle riunioni con voi.»

La delusione e il dolore

C’è dolore nelle parole che seguono! «Il bilancio di oggi, soprattutto dopo la “scalata” del PD da parte di Renzi, mi ha deluso oltre ogni più negativa previsione. … “Che fare?” in un partito che sento estraneo alle mie aspirazioni? Resto o me ne vado? Certamente non posso continuare a restare a metà del guado. … è il PD, che ha tradito la mia storia.» Questo scriveva il 9 dicembre 2015 su L’Inchiesta e su UNOeTRE.it e continuava “… il mio mondo politico non voglio, non posso dimenticarlo o tradirlo. Cosa mi ha indotto a questo passo delicato e doloroso: tale certamente per uno che ha creduto (seppure criticandola, quando gli appariva giusto) nella disciplina di partito, prima nel PCI e, poi, nel PDS, nei DS e nel PD? … sono rimasto sconcertato, ma – nello stesso tempo – illuminato dalla lettura della prefazione, scritta da Nando dalla Chiesa, ad un libro di Ibio Paolucci: “Quando l’Unità era un grande giornale”. Ho visto in quelle parole la storia della mia vita. E … mi sono sentito, sì sconvolto, ma anche liberato.»
Scusate una domanda a voi che leggete: Vi pare che questo sia il linguaggio di un eretico o di uno che vive di fantasmi? Nessuna nostalgia. MiglfuneralidiMigliorelli 2 350 260 miniorelli coglieva con certezza che la forte resistenza al neoliberismo è figlia di un’autonoma e convinta cultura di massa dei diritti e del riscatto dai bisogni.
La prova del nove. “Il Referendum costituzionale “in pillole” fu il suo ultimo gravoso lavoro. Si tratta di 12 straordinari articoli scritti (per l’Inchiesta e UNOeTE.it) fra un ricovero e l’altro. Il 4 dicembre 2016 scisse «Oggi li riprendiamo (gli articolo ndr), nella speranza di non più interromperli e di arrivare alla manifestazione di chiusura della campagna referendaria del 1° dicembre, alle ore 18, a San Giorgio a Liri, con il Prof. Gianfranco Pasquino e in quello stesso articolo affermava “mi preme sottolineare che questa riforma si inserisce nel quadro di almeno un ventennio di revisionismo costituzionale, che pretende di piegare la Costituzione a soluzioni pasticciate del sistema, nato invece a salvaguardia dei beni comuni.»
Migliorelli aveva chiaro che occorre un nuovo movimento, una nuova sinistra. Era convinto che il referendum sia stato uno spartiacque: ha dimostrato che milioni di italiani credono ancora al voto, alla partecipazione democratica, ai principi della costituzione e al valore dei diritti che essa assicura a tutti, in particolare a chi vive del proprio lavoro, a chi è in difficoltà nel disagio sociale ed economico. Nessuna nostalgia, nessun fantasma del secolo scorso nella sua mente, nessuna eresia.
Caro Achille ci sono le forze, compresa la mia finché ci sarò, per tutelare il ricordo vero delle tue convinzioni e per raggiungere i risultati che cerchiamo, con buona pace della nuova destra, politica e giornalistica, che nel deformare la realtà con vulgate fuori del tempo pensa di demonizzare idee e aspirazioni di democrazia, giustizia ed uguaglianza per lucrare sui delusi e sugli sfiduciati da oltre vent’anni di sedicente centrosinistra…. Un abbraccio, caro Achille.

per il 12 settembre 2017, a otto giorni dalla sua morte

*(Ho conservato in apposita cartella tutto ciò che mi ha scritto Achille, se qualcuno volesse manomettere la sua pagina FB, la mia documentazione è conservata e in ogni caso FB è obbligata dalle leggi americane a conservare tutti i post anche se non più visibili.)

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