partito democratico bandiera350 250

partito-democratico bandiera350-250di Martina Innocenzi – “Il coraggio è una virtù morale e sociale e non va confuso con la temerarietà e l’avventatezza. Occorre coraggio per cercare la verità resistendo ai luoghi comuni e ai pregiudizi. Occorre coraggio per concepire un grande progetto e portarlo a compimento”. In questa citazione rilevo la presenza di due parole chiave che sono in stretta connessione tra loro: CORAGGIO e PROGETTO. Due parole che reputo fortemente appropriate alla delicatissima fase politica che la nostra provincia ed in particolare il Partito Democratico stanno vivendo.
Parto dal CORAGGIO perché la capacità di averne oppure no è stata determinante nel comportamento di tutto il corpo del PD provinciale nella discussione per la costruzione di una proposta per le elezioni provinciali 2014. Sono due i livelli sui quali si è sviluppata questa virtù: il livello del “mancato coraggio” ed il “coraggio delle scelte”. Uno fortemente negativo, l’altro fortemente positivo.
Da una parte il mancato coraggio del gruppo dirigente provinciale del Partito nell’imporre un netto cambio di rotta, presentando da subito la candidatura del più giovane Sindaco della provincia Enrico Pittiglio che avrebbe bloccato immediatamente il tentativo, purtroppo riuscito di indebolire e dividere il partito attraverso la riproposizione di uno scontro privo di politica tra due titani che sembrano aver perso di vista i valori guida del nostro partito. Il mancato coraggio di chi, sottraendosi alla discussione con e nel partito, è venuto meno ai principi fondanti della democrazia che è per eccellenza la sede del dialogo, del ragionare insieme, del trovare la sintesi capace di far crescere una comunità nella sua interezza, scegliendo la strada più facile delle inspiegabili alleanze non tese ad affermare una progetto politico e amministrativo ambizioso ma teso solo a collocare ed incassare un’altra postazione.
Infine il mancato coraggio di una giovane generazione, ed in questo faccio anche una sana autocritica, di gridare con ancora più forza lo sdegno e la rabbia nei confronti di tutto il partito per aver messo in secondo piano la politica ed i valori che animano il nostro agire quotidiano.
Dall’altra parte il lato positivo del “coraggio delle scelte” legato al fatto che, nonostante tutto e con un colpevolissimo e gravissimo ritardo, il gruppo dirigente ha scelto di difendere i valori fondanti del progetto del PD e della sinistra, senza appaltare la nostra identità a chi ha devastato un territorio pur di vincere; perché se una battaglia è giusta la si fa indipendentemente dal risultato finale se ad animarla è una nobile motivazione e non l’interesse personale di pochi.
Tuttavia, condivisibile o no, è una scelta anche quella di condividere un percorso con forze politiche alle quali per anni abbiamo imputato le responsabilità della situazione che vive oggi la nostra provincia.
Ed è in questo scenario di scelte coraggiose o meno che si delinea in maniera chiara la differente visione di sviluppo di questo territorio, il PROGETTO per l’appunto.
Da una parte la voglia di non rassegnarsi alla ormai annosa fase di stallo nella quale si tende a guardare sempre e solo al comparto industriale in fortissima crisi pensando che attraverso investimenti su investimenti si possano risollevare le sorti di questo territorio. Ma la provincia di Frosinone è anche altro ed è in questo senso che dovrebbe andare il tentativo di un nuovo ed emancipato gruppo dirigente del PD: avere l’ambizione di ricercare e avviare concretamente nuovi filoni di ragionamento legati alle risorse che possediamo già. Costruire percorsi di ampio respiro che abbiano l’ambizione di offrire una nuova prospettiva futura.
Dall’altra parte una visione conservatrice della quale mi piacerebbe sapere su cosa si regge, a livello programmatico, l’intesa di forze politiche di diverso colore.
E’ su questi diversi progetti politici che dovrà svilupparsi la discussione congressuale del PD provinciale, perchè è evidente che un congresso è ormai necessario ed inevitabile. Il fatto è che, se è vero che per ricostruire una volta per tutte un partito degno di questo nome occorre un congresso, è altrettanto vero che un congresso VERO presuppone una correttezza di fondo che non è dettata solo dal rispetto delle regole ma soprattutto dai valori che guidano l’agire quotidiano di ogni singolo. In tal senso, prima di fare una sterile discussione sui regolamenti facciamoci tutti un’esame di coscienza altrimenti rischiamo di prenderci in giro ancora una volta.

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Di Martina Innocenzi

"Mi chiamo Martina Innocenzi, sono nata il 20 Marzo del 1989 ad Alatri. Vivo a Fiuggi. Ho due grandi passioni: il nuoto e la politica. Sono una studentessa di Scienze Politiche presso l'università la Sapienza di Roma e lavoro come istruttrice di nuoto presso la Piscina Comunale di Fiuggi. Ho iniziato a far politica con la nascita del Partito Democratico, militando nell'organizzazione giovanile, i Giovani Democratici, della quale dal Marzo 2012 sono Segretario Provinciale. In tutto ciò che faccio mi accompagna la voglia di imparare, di approfondire e crescere cercando di non lasciare mai le cose come le trovo"

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