
di Gianmarco Capogna* – Era il lontano 1951 quando si dava origine alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) grazie all’impegno di Jean Monnet e Robert Schuman, determinando l’avvio della storia dell’integrazione europea che pochi anni dopo, nel 1957, sarebbe stata ufficializzata grazie agli storici Trattati di Roma che crearono la Comunità Economica Europea (CEE).
La guerra affrontata, che aveva distrutto e lacerato il vecchio continente, e gli stimoli lanciati da tanti intellettuali, già a partire dal XIX secolo, erano riusciti a fare breccia nelle mentalità politiche comportando un impegno a creare una struttura sovranazionale capace di assicurare pace e sviluppo economico.
Un ruolo fondamentale era stato giocato dal movimento federalista e in maniera particolare da Altiero Spinelli che nel corso del confino, a cui era stato condannato dallo governo fascista, aveva scritto il Manifesto di Ventotene, per un’Europa libera e unita. Nonostante la linea federalista fosse uscita sconfitta a favore dell’approccio funzionalista, che prevede l’integrazione per settori e non attraverso la struttura federale, il contributo che nel tempo il MFE (Movimento Federalista Europea) e la GFE (Gioventù Federalista Europea) hanno saputo apportare allo sviluppo europeo è stato notevole: un esempio su tutti il ruolo che Spinelli ha giocato negli anni ’80 quando in veste di parlamentare europeo organizzò il cosiddetto circolo del Crocodile (dal locale strasburghese dove si riuniva il gruppo), che propose le basi per le successive modifiche ai trattati con una riorganizzazione dei poteri delle istituzioni comunitarie.
Un contributo che continua anche oggi, in un periodo in cui l’Unione europea è percepita come qualcosa di distante e poco democratico, luogo dell’austerità, dei banchieri e della tassazione a discapito dei più deboli. Una rappresentazione che racconta una falsa verità non prendendo in considerazione quanto l’UE negli ultimi decenni si sia contraddistinta per le scelte in politica sociale e antidiscriminatoria, mettendo a disposizione fondi, programmi ed esperti al fine di migliorare la dimensione sociale della stessa comunità. Un impegno che si è rinnovato anche nella strategia per l’attuale decennio in corso, Europa2020 che prevede una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Purtroppo la crisi ha in parte bloccato tutte le grandi aspirazioni della strategia e proprio per questo motivo tante associazioni e sindacati europei hanno sottolineato la necessità di un nuovo corso, di un new deal per l’Europa.
Da questo è nata l’iniziativa promossa anche dal Movimento Federalista Europeo per la raccolta firme di un’iniziativa dei cittadini europei per mettere in piedi un piano europeo straordinario per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione. Quello che si chiede è un programma di investimenti pubblici attraverso la creazione di un sistema di Euro Bond capace di incentivare settori come quello delle energie rinnovabili, della ricerca e dell’innovazione, dell’agricoltura sostenibile, della protezione dell’ambiente e della promozione della cultura, ecc ecc. Allo stesso tempo attraverso le risorse provenienti da una carbon tax, capace di indirizzare il sistema economico verso l’uso di tecnologie verdi e sostenibili, e la tassa sulle transazioni finanziarie, che può determinare un rinforzamento della cornice sociale dell’agire comunitario, sarà possibile dare vita ad un fondo di solidarietà capace di creare nuovi posti di lavoro specialmente per i giovani, che maggiormente pagano i costi della crisi attuale.
La ripresa e lo sviluppo dell’economia europea deve passare anche da una nuova rete di finanziamenti e investimenti che rendano nuovamente competitive le industrie europee e le numerose eccellenze presenti negli Stati membri. Quello che l’Unione non può più permettersi è di lasciare che questi investimenti si producano a livello nazionale: quello che serve in questo momento è una risposta comunitaria che arrivi attraverso un vero e proprio Piano Europeo. Per questi motivi vi invito, a nome del Movimento Federalista Europeo e della Gioventù Federalista Europea di Frosinone, a firmare per il NewDeal4Europe. Potete farlo direttamente sul sito internet http://www.newdeal4europe.eu/it/ o fisicamente contattandoci alla nostra pagina facebook (Gioventù federalista europea Frosinone) dove potremo aggiornarvi delle iniziative e dei banchetti che organizzeremo per la raccolta delle firme.
*Gianmarco Capogna – membro di GFE Frosinone
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