Roma mafiacapitale 350-260di Martina Innocenzi – “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”.
Sono parole di Enrico Berlinguer, parole che ancora una volta siamo costretti a ricordare nei nostri giorni dinanzi all’ennesima terribile ed agghiacciante pagina nera che vede, almeno secondo le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti, il coinvolgimento trasversale di esponenti politici in un’associazione di stampo mafioso per il controllo della gestione degli appalti e delle attività economiche che la Procura ha ribattezzato con il nome di “Mafia Capitale”.
Ora il punto non è prendere il posto della Magistratura e mettersi ad emanare sentenze e giudizi; il punto è che, indipendentemente dagli esiti delle indagini sui singoli, quanto è venuto alla luce, è un’inchiesta senza precedenti, destinata a cambiare il corso istituzionale e politico di Roma, la Capitale d’Italia.
Per chi vive la Politica in modo sano e con la legittima ambizione di provare a cambiare le cose nel rispetto delle regole democratiche che stanno alla base del nostro Paese, una notizia del genere arriva come una bomba, spazzando via tutto, anche la motivazione che ogni giorno spinge me e tanti altri a spendersi per un mondo migliore. Mi chiedo: come si possono portare a compimento proposte, progetti, idee se ci si scontra con un sistema come quello venuto alla luce che ha il controllo di tutto?
E allora le parole stanno a zero! Troppo spesso ci si è riempiti la bocca citando gli aforismi di chi, come Berlinguer, ha concretamente lottato affinchè la questione morale intesa come la necessità di ricostruire nella società i valori fondanti di un regime democratico, diventasse la priorità nell’agenda politica nel Paese. Perchè non basta il lavoro della Magistratura, le indagini e gli arresti, occorre una presa di coscienza della Politica tutta e del Partito Democratico in particolare. Si, perchè un Partito che si definisce della Nazione ha il dovere morale di costruire una società dotata degli strumenti per bloccare ogni tentativo di superare l’ormai inesistente confine tra bene e male. Un Partito della Nazione non produce cambiamento solo facendo delle riforme! Il cambiamento si concretizza se saremo in grado di avviare una vera e propria rivoluzione culturale capace di radicare valori nuovi, a partire proprio dalla scuola, luogo di formazione per grandi e piccoli.
Diversamente si faranno le riforme, la Magistratura farà il suo corso ma tra qualche anno assisteremo ad una nuova “grande bruttezza” pari, se non peggio a quella cui stiamo assistendo in queste ore.
E l’appello lo rivolgo al Partito Nazionale e Regionale: non facciamo finta che sia tutto a posto nascondendoci dietro la dicitura “lasciamo fare ai Giudici il loro lavoro”! Un Partito serio deve assumersi le proprie responsabilità nel bene e nel male, cercando di dare risposte al perchè troppo spesso la politica diventa complice di tali oscure vicende! Se anche in questa occasione non sapremo rifondare il motivo nobile e sano della nostra azione, il nostro silenzio sarà complice di quanto accade intorno a noi! Sono quelli di “Mafia Capitale” i metodi da rottamare!!!

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Di Martina Innocenzi

"Mi chiamo Martina Innocenzi, sono nata il 20 Marzo del 1989 ad Alatri. Vivo a Fiuggi. Ho due grandi passioni: il nuoto e la politica. Sono una studentessa di Scienze Politiche presso l'università la Sapienza di Roma e lavoro come istruttrice di nuoto presso la Piscina Comunale di Fiuggi. Ho iniziato a far politica con la nascita del Partito Democratico, militando nell'organizzazione giovanile, i Giovani Democratici, della quale dal Marzo 2012 sono Segretario Provinciale. In tutto ciò che faccio mi accompagna la voglia di imparare, di approfondire e crescere cercando di non lasciare mai le cose come le trovo"

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