Presentiamo il libro di Donato Galeone “Il lavoro contrattato e partecipato” edito nel 2010 per i 60 anni della Cisl di FR e Lazio. Una “testimonianza” il cui titolo vale a contrassegnare l’attualità di questo lavoro in un momento drammatico per la difesa dei diritti di chi lavora come dipendente. La prefazione di Pietro Maceroni segretario generale della Cisl di Frosinone è un’anteprima che ci permette di presentare contenuti e finalità del libro che alleghiamo in pdf da scaricare.
di Pietro Maceroni* “Lavoro contrattato e partecipato” — richiamato nelle pagine che seguono dalla “testimonianza” di Donato Galeone, già Segretario Generale della USP—CISL —che pur impegnato anche nelle “istituzioni” del nostro Paese negli anni ’70, raccoglie un passato straordinario — di uomini della CISL — che hanno dato al processo storico e nel tempo una svolta culturale propositiva — nella forma industriale — sia al lavoro che nei modi di produzione, proclamati dalla nostra Costituzione repubblicana. Il richiamo ai valori della Dottrina sociale della Chiesa, alla centralità della persona, all’autonomia da qualsiasi Governo, ne hanno determinato l’identità — la CISL — il Sindacato del dialogo, responsabile e attento a proporre, difendere ed innovare le tutele di chi lavora, del precariato, di quanti si affacciano al mondo del lavoro, dell’inclusione sociale ed etnica, della diversabilità, insieme alla esigenza dell’impresa di realizzare il proprio obiettivo economico.
Nei fatti — oggi —l’identità industriale della Provincia di Frosinone, così come l’abbiamo vissuta fino agli anni ’90 non esiste più. La mobilità dei capitali, merci e persone, hanno segnato definitivamente lo scenario, determinando gradualmente un ridimensionamento della forza lavoro occupata ed una delocalizzazione della produzione. La globalizzazione, fonte di esternalità negative ed opportunità, richiede agli organismi della “governance” territoriale, un più rapido processo decisionale nell’indicare le priorità, le risorse e forme istituzionali adeguate per guidare le dinamiche di un nuovo sviluppo economico. La centralità del territorio —non è di secondaria importanza— in questo nuovo ciclo di sviluppo, se è inteso come luogo delle identità, delle relazioni e di quei processi che tesaurizzano il connotato storico locale, provinciale e regionale. Non è onesto tacere, nonostante tutte le carenze e le deficienze, gli straordinari risultati economici prodotti dal capitalismo, non solo localmente ma anche a livello mondiale. Ne tanto meno si può negare il suo processo in costante avanzamento.
La cooperazione tra capitale e lavoro, pur nella consapevolezza che resterebbe comunque una soluzione marginale, richiede di fissare nuove regole, attraverso lo Stato ed il diritto. Bisognerebbe rovesciare — come sostengono autorevoli fonti — il suo punto di partenza. Al posto di un invadente individualismo proprietario, illimitato, devono subentrare un ordinamento normativo e una strategia d’azione che prende le mosse dall’dea che i beni della terra: la natura e l’ambiente, i prodotti del suolo, l’acqua e le materie prime non spettano ai primi che se ne impossessano e li sfruttano, ma sono riservati a tutti gli uomini per soddisfare
i loro bisogni vitali e ottenere il benessere.
Le sfide e le rivendicazioni etiche, avanzate da una nuova consapevolezza comunitaria, non trovano soddisfazione nei meccanismi che governano l’economia mondiale. Un uomo, come scrive Giovanni Paolo II, non può diventare schiavo delle cose, schiavo dei sistemi economici, schiavo della produzione, schiavo dei propri prodotti. Il contrasto di un asservimento umano alla funzionalità del sistema, passa attraverso la messa in discussione delle premesse antropologiche del capitalismo moderno, che pur conferendo una vitalità impressionante e capacità incredibile di crescita ha — al contempo — messo in ombra la dimensione della solidarietà umana. E’ necessaria — richiamando le parole di Benedetto XVI — una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo — della nostra economia di fronte allo stato di grave crisi morale e culturale dell’umanità.
IL LAVORO CONTRATTATO E PARTECIPATO
In questo universo di luci ed ombre dentro il quale prende forma il futuro del mondo del lavoro, le storie che sembrano essere piccole, perché di una località, di una città, di una provincia, hanno una forza straordinaria. Possono cambiare il mondo. Sono sempre i piccoli esempi, i focolai ad accendere ideali, passioni, lotte allorquando le circostanze lo richiedono.
La storia della Provincia di Frosinone è parte di questo progresso e come tutte le società che hanno sperimentato l’industrializzazione — nel suo vigore e declino —è obbligata a riprogrammare, sulla esperienza del già vissuto, una dimensione più umana dello sviluppo, senza indugio e tentennamenti.
La storia della CISL laziale, per la parte richiamata da Donato Galeone vissuta nella Provincia di Frosinone sia ieri che oggi, è una piccola storia dentro un grande Sindacato, animata da persone con forti ideali, passioni ed impegni consapevoli di dover servire la propria comunità, di costruire condizioni di benessere, di democrazia, di partecipazione per i lavoratori, consapevoli di difendere i più deboli. Consapevoli di preparare insieme a tutti gli attori istituzionali, sociali ed economici, migliori condizioni di lavoro per le generazioni future.
*Pietro Maceroni Segretario Generale della Cisl di Frosinone
Scarica il libro dal link che segue Donato Galeone: Lavoro contrattato e partecipato