di Fausta Insognata Dumano – Martedì 16 settembre 2014, una data che entrerà nella storia delle lotte per la difesa del diritto al lavoro. Stefano Gavioli, l’intellettuale single proletario mantovano, dopo tredici giorni in bicicletta è entrato nel Parlamento europeo, ha consegnato la petizione alla Vicepresidente della commissione lavoro Eleonora Sevi.
La petizione rivendica il diritto al lavoro per i cinquantenni rottamati dal sistema lavorativo, ma troppo giovani per la pensione. Questa manifestazione è singolare nel suo genere, noi siamo cresciuti con immagini di lotte e vertenze, presidi davanti alle fabbriche, tende e megafoni, bandiere, immagini frequenti che sono entrate nel nostro immaginario collettivo tanto da non accorgersene più. Stefano non è andato al Parlamento UE per “il suo caso personale”. Stefano ha portato la voce di una generazione privata anche dei sogni. Una generazione dove la precarietà ha distrutto ogni certezza. Il se è l’incipit di ogni frase, se trovo un lavoro, il presente indicativo utilizzato come congiuntivo, il presente indicativo che non ha futuro.
La precarietà distrugge anche i sogni, persino sognare diventa precario….restituire il diritto a sognare la vita da pensionati, il diritto a sognare senza l’angoscia del vivere senza lavoro, abbrutiti dall’umiliazione di essere considerati scarti della società, dei vuoti a perdere. Stefano ha portato in Parlamento tante vertenze, con lui sono entrati i diseredati di questo secolo. Stefano dopo questa singolare iniziativa si riposerà qualche giorno, ma nella sua agenda c’è già un nuovo impegno, sarà ospite di unoetre.it per parlare di lavoro in una provincia come Frosinone dove il dramma del lavoro è un’emergenza sociale.
Le foto che corredano questo articolo sono del quotidiano “L’Altra Mantova”
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