cinghiali ad anagni 350-260

cinghiali ad anagni 350-260La Redazione di unoetre.it il 24 agosto pubblicò una articolo di Antonella Necci, redattrice di questo, giornale con il titolo “Per una sagra del cinghiale ad Anagni” che è stato apprezzato da decine di nostri lettori
Il giorno 25 agosto alle ore 23 circa appare su Facebook un post di un nostro lettore che ci fa intendere senza giri di parole che questo articolo non è di suo gradimento. Il lettore si chiama Pietro Stavole e su Fb posta quanto segue e genera una discussione che riportiamo per conoscenza di tutti coloro che frequentano unoetre.it

Questo qui di seguito è il post di avvio:
«Ma che razza di articolo è questo? quale ne è il senso? Ignazio per favore spiegamelo!»
23 h

Ignazio Mazzoli – «Caro Pietro forse non sono il più indicato a risponderti. L’autrice lo farà meglio di me. Ti posso solo dire perché merita di essere su unoetre.it. L’articolo in forma garbata e ironica in maniera molto femminile pone un problema semplice: se un ente pubblico decide di contenere le invasioni dei cinghiali lo faccia con vantaggio di tutta la città e non dei soli cacciatori più o meno autorizzati.»
22 h dopo (cioè il giorno 26 agosto)

Pietro Stavole – «Caro Ignazio ho riletto ancora l’articolo, ripetute volte, per trovarne il senso, qualsiasi esso sia, condiviso o meno: non ci riesco proprio, anche dopo il tuo scritto. Ma non sarebbe il caso di contribuire a limitare questo tsunami di populismo senza senso che dilaga ormai su tutti i mezzi di informazione? Nel Nostro passato a te è capitato l’onere e l’onore di fare il Sindaco, oltreché segretario di Partito, a me di fare il corrispondente del rimpianto Paese Sera. Prova a rileggere l’articolo e a rispondere da Sindaco e/o ; io ho provato ad immaginare di inviare l’articolo alla redazione di Frosinone dove, ti ricorderai, c’era Giorgio Cingoli capo redattore, Bruno Manfellotto, Pino Pelloni e Tarcisio Tarquini in redazione, tanto per citarne alcuni, ebbene sono sprofondato alle parole che mi hanno potuto dire….»
5 h ·

Ignazio Mazzoli – «Caro Pietro non capisco io, il tuo accanimento verso una breve prova ironica e pur indicativa di una stato d’animo. Non so se tu sia cacciatore o no. Se lo fossi forse me ne faccio una ragione. Altrimenti ti debbo invitare con affetto a sorridere un po’ alla vita anche se oggi è difficile, ma lo è per tutti. E (a) chi sa essere mene greve dovrebbe risultar (ci) simpatico.»
5 h ·

Pietro Stavole – «Se di “prova ironica” si tratta dovrebbe essere dichiarata da qualche parte. L’articolo invece ha tutta l’aria, seppur ironica, di giudicare e trarre improbabili morali: quale sarebbe lo “stato d’animo” che si vuole indicare? Non sono cacciatore ne animalista, ne persona “greve”, sono solo attento a leggere “giornali d’opinione” che contribuiscono a formare la “coscienza collettiva”. Se il tuo giornale e l’articolo non rientrano in questa categoria allora ti chiedo scusa, ho sbagliato io.»
3 h · (ormai è il 27 di agosto)

Giovanni Stella – «Caro Ignazio, tu cerchi le ragioni in alto, mentre le ragioni sono in basso, nel sottosuolo. Fammi sapere quando deciderai di vedere la mostra dei pittori russi. Ti aiuterò a leggere tra le righe. Ciao»
1 h ·

Ignazio Mazzoli – ore 17,30 del 27 agosto – L’autrice dell’articolo “Per una sagra del cinghiale ad Anagni” non è presente su Facebook ed informata da me di questa conversazione mi ha chiesto di postare la sua risposta. Lo faccio volentieri per correttezza di dibattito (si chiama par condicio mi pare) e integralmente incollo quanto mi ha inviato per email. «Grazie Giovanni e grazie Ignazio per aver capito il senso dei miei articoli, ma pur non essendo iscritta a Fb (quindi non ingrado di rispondere direttamente sul socialnetwork – ndr), vorrei interloquire con questo signore che con i suoi modi sta contribuendo a dar vita alla prima sagra del cinghiale ad Anagni. Lo ringrazio quindi, e vivamente spero che continui ad esprimere la sua opinione così da dimostrare sempre più apertamente le sue reali intenzioni. La invito signor Stavole a prendere visione anche di altri miei articoli che, ahimè, poiché connotati di scarso populismo parlano solo a coloro che riescono a capirlo. Ma naturalmente lei sarà sicuramente compreso tra questi esseri umani la cui intelligenza raffinata si può evincere a colpo d’occhio.
Mi perdoni se le chiedo, senza necessità di una sua risposta, per carità, per quale motivo lei si accanisce così tanto contro la sagra del cinghiale, mentre era totalmente assente quando la sottoscritta lanciava altre provocazioni come la questione del centro storico o i problemi relativi alla guerra a Gaza, o altri articoli che il suo gusto raffinato potrà sicuramente permetterle di leggere se non di condividere. La prego signor Stavole, continui con la sua polemica. Lei non si rende conto di quanto favore stia facendo alla sagra del cinghiale!

La Redazione si augura di aver ricostruito puntualmente la conversazione svolta in tempo diversi.

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