Anagni la Sala della Ragionedi Antonella Necci – Non sono una vera giornalista. Questo tutti coloro che avranno letto le mie note biografiche lo sapranno, ma oggi, per accompagnare il mio boss, ho partecipato alla mia prima conferenza stampa.

Assistere ad una conferenza stampa, mi sono detta prima che cominciasse, sarà come guardare una trasmissione di “Prime Time”, o una puntata di quei talk shows dove si invitano solo i politici. Impongo a me stessa di non parlare. Ascoltare in religioso silenzio ed imparare qualcosa di nuovo, fuori dal mondo della scuola.
Non c’è niente di più bello che svolgere nuove esperienze lavorative, mi dico mentre ascolto parlare, prima il sindaco di Anagni, Fausto Bassetta e poi l’assessore alla cultura e vice- sindaco, Marilena Ciprani e quello al bilancio, Aurelio Tagliaboschi.
La prof. ssa Ciprani ha presentato il festival medioevale e rinascimentale, ha spiegato le motivazioni per cui, un’opera rinascimentale come “il mercante di Venezia” dovesse essere posta all’apertura del festival e non a sua conclusione come sarebbe stato più naturale, visto che lo scopo delle rappresentazioni era di ripercorrere i due periodi storici in ordine cronologico.

Il pensiero della professoressa Ciprani è stato lineare e coerente con le scelte oculate che sono state le linee guida del festival di quest’anno, ma comincio ad osservare, nei “colleghi”, un certo malcontento, che sfocia, poi, in una serie di piccole ed inopportune critiche, da parte di persone che poco o nulla sapranno dei periodi storici di cui si sta parlando.
In quel momento ho compreso che esiste un mestiere che io non sarei mai in grado di svolgere. Quello del politico.
Occorrono nervi saldi come quelli di un vigile del fuoco di fronte ad un incendio. Distacco come se tutto il mondo circostante fosse in una galassia parallela.Anagni. Sala gialla, conferenza stampa del sindaco
E così, mentre fuori da me imperversa una impercettibile diatriba fatta di doppi sensi, che non comprendo perché avulsa dal mondo anagnino, sorrisi gentili ma fermi, parole dette e non dette, il mio pensiero comincia fluidamente a scorrere e a ragionare. Mi ritrovo a pensare quanto potrebbe essere semplice la vita se solo la gente facesse il piccolo sforzo di evitare ipocrisie e convenevoli inutili. Per parafrasare qualche mozzicone di frase che mi giungeva, infastidendo la mia riflessione, se solo si smettesse di essere tutti convenzionalmente “Giapponesi”, e invece dei tanti inchini, si cominciasse a sbattere scarpe sul tavolo come hanno fatto gli uomini più influenti della Terra, forse la gente imparerebbe ad ascoltare, a capire e a rielaborare.

Perché questo é il meccanismo che il nostro cervello svolge sempre più a fatica, e il più delle volte si emettono suoni e parole prima ancora che questi passino attraverso il filtro della ragione e del raziocinio. Suoni e parole in libertà, come per il poeta Marinetti.

Provo a non compiere l’errore di parlare a briglia sciolta. Mi sono preparata sugli argomenti che stanno trattando e cerco di porre qualche timida domanda che anela una risposta chiarificatrice. Che giunge. Opportuna, appropriata, competente.
Osservo che con il sindaco i commenti e le mezze frasi si fanno meno manifeste, anzi totalmente silenziose. Dalle facce capisco che non osano. Il potere esercita un fascino coercitivo troppo potente da distruggere. O forse si sta solo facendo tardi e l’ora di cena incalza con le sue necessità.

È stata un’esperienza interessante ed istruttiva. Un lasso limitato di tempo che mi ha fatto confluire nuove sensazioni e nuovi stimoli per scrivere i prossimi articoli. Devo solo distaccarmi ed indirizzare il mio pensiero verso i nuovi obiettivi. Devo, ma quella galassia parallela la sento ribollire dentro di me. I pensieri diventano un vortice inebriante, ma confuso. Non farò mai parte del mondo politico. Ne sono certa. Certo però che mentre mi allontano, sento che sto mentendo a me stessa. La politica è davvero divertente!

25/8/2014

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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