Manifesto della pedagogia in serie

Manifesto della pedagogia in seriedi Fausta Insognata Dumano – 7 luglio 2014…..questa data nella vita dell’Insognata segna una tappa fondamentale. Si chiude un capitolo importante quello della mamma che va ai colloqui con gli insegnanti L’università è un altro mondo.
Con mia figlia avevo archiviato la frase è timida……ma questa è un’ altra storia. Con mio figlio Matteo ero stremata dal ritornello è intelligente, ma non si applica….pagelle schizofreniche con dei nove e dei 4….ma la cosa più schizofrenica era che il nove e il quattro erano nella stessa materia. Il voto cambiava cambiando professore. Con questa altalena schizofrenica dei voti si è presentato agli esami con un punteggio da basso profilo, di quello studente che immagini seduto agli ultimi banchi, distratto e negligente, un “Fancazzista”. Ovviamente come mamma lo vedevo sotto una luce diversa, prima di tutto per la qualità del tempo trascorso insieme tra mostre, musei e incontri culturali, poi lo sentivo parlare in televisione, leggevo i suoi comunicati stampa, vedevo i suoi impegni, la sua partecipazione a stage culturali, dal seminario a Ventotene sull’ Europa, alla memoria storica, poliedrico negli interessi, secondo gli stimoli proposti. La mia visione di mamma cozzava con l’ immagine dell’ intelligente non si applica. Un ragazzo che dedica il tempo libero, anche le domeniche al sindacato studentesco, La Rete degli Studenti, un ragazzo che fa il volontario alla protezione civile non può essere un fancazzista. Esami…..”BASSO PROFILO” si cimenta con il tema di geo storia politica, snobbato dalla maggioranza degli studenti e giustamente, all’ orale conquista gli esaminatori, dimostrando che conosce autori fuori dal programma.
Guardo il suo 93 CON l’ORGOGLIO DI MAMMA……del tenevo ragione io….e allora grazie a quei prof, quei pochi che l’ hanno saputo stimolare, alle sue compagne che l’hanno accolto, grazie alla Rete degli Studenti e soprattutto a Mihai che gli ha restituito il sogno che un’altra scuola è possibile. Grazie a Ruggero della Protezione Civile, che ha contribuito alla sua formazione umana. Come insegnante invece dico grazie ai miei figli, perché mi hanno stimolato a capire che bisogna scavare negli interessi, tirare fuori la passione degli studenti….Fare la prof con le esperienze da mamma….guardare e non fermarsi agli stereotipi, ai pregiudizi, agli effetti alone in negativo…..Eh già! qualcosa non funziona nella nostra valutazione.

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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