“Con CGIL-CISL-UIL per un Lavoro che è Democrazia”

Corteo saniltà laziodi Donato Galeone – Percorrendo le strade ed i viali di Roma da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni – il 22 giugno 2013 con CGIL-CISL-UIL di Frosinone e Lazio – con migliaia di lavoratori italiani e migranti che lavorano nel nostro Paese – ho pensato (riconquistata, finalmente, dopo l’ultimo decennio l’azione unitaria sindacale delle Confederazioni Cgil, Cisl e Uil) di “testimoniare” il mio modesto pluriennale impegno vissuto e condiviso dai lavoratori, tanto nella Provincia di Frosinone quanto nel Lazio ed altre Provincie italiane (Taranto,Brindisi,Matera, Siena, Firenze, Sondrio e Palermo)

Con la massima sintesi, seguirà, dal 1977 al 1981, l’impegno politico istituzionale – quale capogruppo DC al Consorzio ASI della Provincia di Frosinone – ed, a seguire, con la ripresa del lavoro professionale di “tecnico agrario” – prevalentemente – in Ciociaria e nel Lazio, non disgiunto dal diritto-dovere di partecipazione sindacale (nella CISL) e politica (nel PD) con le comunità locali per favorire l’esercizio di democrazia politica, quale cittadino italiano europeo.

Festa Laziale Cisl – del 1° maggio 1968 – a Fiuggi

Si contavano meno di venti anni, dalla nascita della Cisl e del Sindacalismo Democratico, così come nel primo decennio del nuovo secolo 2000 è nato, in Italia, il Partito Democratico.

La “festa provinciale del 1° maggio”si celebrava a Isola del Liri ed era promossa, organizzata e guidata – prevalentemente – dalla rappresentanza politica di parte comunista e dalle organizzazioni collaterali, di Partito, compresa le collegate Camere del Lavoro comunali e Zonali della Cgil.

Dagli anni ’70 ad oggi, con l’iniziativa promossa dalla Cisl Provinciale e Zonale di Sora-Isola Liri che documenteremo con CGIL-CISL-UIL, probabilmente, il prossimo 1° maggio 2014 – la festa del lavoro, 1° maggio, è la festa unitaria dei lavoratori.

Il 1° maggio – Festa Laziale Cisl a Fiuggi – con il Segretario Generale della Cisl, Bruno Storti, del Coordinatore Regionale, Eugenio Nasoni ed con la mia presenza, quale Reggente la Cisl Provinciale ed oltre mille lavoratori fu riconfermato che nel “polo di avviato sviluppo industriale del Basso Lazio” la Cisl della Provincia di Frosinone e del Lazio assumeva l’impegno” di voler conquistare più avanzate condizioni di vita e di lavoro nelle nuove fabbriche, negli uffici e nelle campagne del Basso Lazio”.

Il 6° Congresso Provinciale della Cisl – 11 maggio 1969 – celebrato a Frosinone

Impegno fiuggino che fu articolato e ripreso nel Congresso dell’anno successivo, proposto e scritto nella mia relazione che, peraltro, evidenziava – in positivo – la ripresa del numero dei residenti con le sue 440.479 unità dovuta ad un lieve incremento della popolazione di 2.496 a fronte del grave fenomeno di esodo che tra il 1951 ed il 1961 aveva privato la Provincia di Frosinone del 6,5% della sua popolazione.

Un richiamo universale del 1969 attualissimo anche nel 2013

Mi riferivo all’Enciclica “Populorum Progressio” di Paolo VI – che richiamai oltre 40 anni fa e che è attualissima anche nel 2013 – in quanto globale e universale – per “essere affrancati dalla miseria, garantire in maniera più sicura la propria sussistenza, la salute e una occupazione stabile; una partecipazione più piena alle responsabilità, al di fuori di ogni oppressione, al riparo da situazioni che offendono la loro dignità di uomini; godere di una maggiore istruzione; in una parola, fare conoscere e avere di più: ecco l’aspirazione degli uomini di oggi, mentre un gran numero di essi è condannato a vivere in condizioni che rendono illusorio tale legittimo desiderio”.

Degrado ambientale riconversioni colturali e allevamenti territoriali

In quel Congresso del 1969 fu rilevato, con attenzione già allarmante, il “degrado ambientale sia per il fenomeno dell’abbandono delle campagne in difetto di seri piani di riconversione colturali e sia per la mancanza di concreti programmi ed interventi atti a modificare la struttura dei fondi con la ricomposizione fondiaria a favore dei giovani, con indirizzi colturali e degli allevamenti secondo vocazioni ambientali e alle effettive domande di mercato”.

Dinamico insediamento di unità produttive con crescita dei redditi e dell’occupazione

Gran parte di territorio provinciale fu coinvolto nella trasformazione economica e da”un dinamico cambiamento tipologico-merceologico industriale” che passò dai 33 miliardi e 695 milioni di reddito prodotto nel 1963 ai 49 miliardi e 402 milioni nel 1967 (+ 46%).

Dinamismo dovuto all’insediamento di nuove unità produttive se si considera che al censimento 1961 le unità produttive manifatturiere – con dimensione di oltre 10 occupati – erano 139 e occupavano 8.925 addetti e alla fine del 1968 le unità produttive si contavano in oltre 230 ed occupavano circa 16.000 addetti.

Priorità nei collegamenti tra i sistemi produttivi nelle cinque aree di sviluppo

Tuttavia si constatava, criticamente, che la nostra Provincia pur in presenza di “cinque aree da attrezzare” per accogliere importanti insediamenti produttivi, le iniziative infrastrutturali coinvolgevano – soltanto – una ristretta aera della Valle del Sacco in quanto, ai fattori insediativi e di ubicazione offerti dalla altre quattro aree, si aggiungeva – favorevolmente – quella “particolare” di godere da Cassino ad Anagni di una”infrastruttura stradale” di primaria importanza nazionale quale era ed è l’Autostrada del Sole Napoli-Roma.

Si ripropose in quel Congresso – ai fini di un riequilibrio territoriale – la “questione prioritaria dei collegamenti” delle aree di Sora-Isola Liri che, divise dai comprensori di Frosinone e di Cassino da strade inadeguate ai volumi di traffico, non potevano godere di un effettivo movimento favorevole nella crescita dell’apparato produttivo – pur possedendo quei territori – fattori importanti, tra i quali, l’antica tradizione industriale cartaria.

Le “Gabbie Salariali” e l’azione sindacale unitaria della CGIL-CISL.UIL Provinciali

La vertenza unitaria per abolire le “GABBIE SALARIALI” promosse dalla CGIL-CISL-UIL Provinciali ebbe successo, mediante “contrattazioni aziendali”e accordi che gradualmente – nell’arco di 24 mesi – vennero abolite le differenze salariali territoriali nella Provincia di Frosinone. (ricordo molto bene il contenuto degli accordi, in funzione di apripista, all’Ente Fiuggi, Cisa, Ceat, Cartiere Meridionali, Vetrobloch che condusse all’accordo territoriale provinciale).

Sono gli anni 1968-69 e già all’Assemblea Organizzativa di Montecatini del 1967, pur ritenendo non vicina la unità sindacale organica tra CGIL-CISL-UIL, si ritenne validissima, idealmente e praticamente, la unità d’azione sindacale dei lavoratori nei luoghi di lavoro e nel territorio da concordare, programmare e gestirla volta a volta.

Quel successo della nostra azione sindacale nel basso Lazio fu partecipata e visibile: con l’accordo nazionale le gabbie salariali furono abolite, gradualmente, nell’arco di 29 mesi e non dei 24 mesi, come ottenuto dalla CGIL-CISL-UIL per la Provincia di Frosinone.

Novembre 1968 – Sugherificio Meridionale di Anagni

Ma con le luci non mancarono le ombre che erano presenti e frequenti nei rapporti di lavoro sia per i ritardi nel riconoscimento e l’attribuzione delle “qualifiche contrattuali” dovute per le mansioni che effettivamente svolgevano i lavoratori nei nuovi luoghi di lavoro e sia per il mancato rispetto della legislazione sociale e del lavoro.

Questi fatti furono pubblicamente segnalati tanto per la “pratica del lavoro nero” quanto per la responsabilità di taluni imprenditori inadempienti che per me e la CISL erano e furono qualificati e definiti”fuorilegge”.

Tant’è che nel novembre 1968 fui denunciato da Mucci Mario – Amministratore del Sugherificio Meridionale di Anagni ed il 27 dicembre, con decreto di citazione del Pretore di Anagni fu fissata l’udienza per il 29 gennaio 1970 contro il Segretario della Cisl “imputato” del reato di cui all’art. 595 del codice penale per aver offeso ( a mezzo di una lettera inviata alla Unione Industriali, all’Ufficio Provinciale del Lavoro, al Prefetto ed all’Ispettorato del Lavoro) la reputazione di Mario Mucci, Amministratore del Sugherificio Meridionale ” attribuendogli il fatto di essere “fuorilegge a piede libero” ed aggiungendo nella lettera stessa che “i titolari ed i responsabili del Sugherificio Meridionale dovrebbero vivere non già come liberi industrali della Valle del Sacco ma soltanto in galera per violazione sistematica delle leggi dello Stato e per appropriazione di salario diretto e indiretto non corisposto ai lavoratori nonché agli Enti previdenziali e di assistenza”. Fui assolto dal Pretore di Anagni, grazie all’ottima e brillante difesa degli Avvocati Aldo Di Tomassi di Ferentino e Enzo Avino di Cassino.

Ma il Presidente del Tribunale di Frosinone – vista la “Dichiarazione di Appello” fatta dal Pubblico Ministero – con atto del 7 marzo 1970, impugnò la sentenza del Pretore di Anagni emessa il 18 febbraio 1970 con la quale “Galeone Donato veniva assolto trattandosi di persona non punibile perchè il fatto non costituisce reato di diffamazione (art.595 cpv C.P.) in danno di Mucci Mario”.  Alla “Udienza di Appello” del 13 ottobre 1970 il Tribunale di Frosinone “non giudicò l’imputato” ed i Magistrati dichiararono di “non doversi procedere per intervenuta amnistia”.

(continua con il 7° Congresso Cisl celebrato a Cassino l’11-12 maggio 1973)

19 luglio 2013

(*) ex Segretario Provinciale Cisl di Frosinone e Regionale Lazio

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