Anagni notturno 350

Anagni notturno 350di Valerio Ascenzi – Assessori di nomina tecnica o assessori politici? Considerare il merito o dare un riconoscimento ai voti presi? Sono questi i dubbi della politica anagnina dell’era Bassetta. Le elezioni sono finite e il neosindaco ha intenzione di dare una vera svolta come aveva promesso in campagna elettorale.
Da una parte c’è Bassetta, che ha stravinto senza neanche lo sforzo del ballottaggio. Qualcuno lo chiama neofita della politica, qualcuno lo definisce persona che sa il fatto suo. Ma se c’è una cosa che traspare dalle sue parole, dai suoi atteggiamenti, è la volontà di voler fare quello che dice. Rispettare gli impegni con gli elettori è il primo passo, quindi parla di assessori competenti, oltre che onesti, e che rappresentino il cambiamento. Per questo chiede alle liste di partecipare indicando dei nomi, dei profili con curricula eccellenti, al fine di dare una squadra di governo, in grado di governare quella che è una città, da quel che si dice, con una situazione economico – finanziaria molto seria. Se non addirittura grave. Questi tecnici, o esterni che dir si voglia, sarebbero da rintracciare al di fuori degli eletti. Bassetta, così facendo, esclude i primi eletti, ed impedisce ai primi dei non eletti di entrare in consiglio nel caso i primi si dovessero dimettere per fare gli assessori. Facile intuire il motivo: attualmente la maggioranza in Consiglio è composta più o meno da persone nuove e con un livello culturale elevato. Una svolta rispetto al passato. Ma se molti eletti dovessero fare gli assessori, i secondi pronti a scattare farebbero della maggioranza qualcosa di simile a ciò che Bassetta ha detto di voler combattere: in sostanza “il vecchio” e la mancanza di competenze. Inoltre c’è da pensare anche al fatto che molti eletti, probabilmente, non hanno le giuste competenze per un assessorato, nonostante i voti presi.
Dall’altra ci sono le liste, che tendono invece ad un discorso diverso. Questi vorrebbero far assegnare assessorati ai più votati. Alcuni, alla richiesta di indicare dei nomi, sembrano aver addirittura indicato persone, che appartengono al centrosinistra del passato. Un passato che la città ha già bocciato nel 2001, tentando il voto a Fiorito. Inutile dire che di competenze, in questo caso non se ne parla. O meglio: se ne parla, probabilmente perché chi propone quei nomi ritiene di poterli ritenere “individui competenti”. Ma si tratta di punti di vista, decisamente opinabili.
Le discussioni in atto nel Partito Democratico di Anagni hanno delineato una linea diversa. Molti si dicono a favore degli incarichi di nomina politica, nel Pd locale, ma comprendono i motivi che spingono il Sindaco a richieste del genere. Quindi alcuni hanno proposto di considerare le competenze degli eletti, o addirittura di coloro i quali non sono stati eletti. Poiché la lista del Pd era composta da personalità eccellenti in diversi settori. C’è anche chi ha provato a proporre anche personalità del Pd, che non hanno neanche concorso. Ce lo vediamo in effetti il sindaco a leggere i curricula di tutti queste eminenti personalità del Pd locale.
Scherzi a parte siamo convinti di una cosa. Fausto Bassetta recepirà le indicazioni dei partiti e delle liste. Ma le decisioni comunque le prenderà da solo. È questo lo stile del nuovo sindaco. Il suo decisionismo, positivo, che traspare da alcuni comportamenti e atteggiamenti, ci porta a pensare che deciderà assumendosi le proprie responsabilità, andando anche controcorrente. Del resto la sua candidatura nasce nel momento in cui la politica locale era in una fase di stallo. Un periodo in cui il partito di maggioranza relativa, a fatica, riusciva ad instaurare un rapporto di collaborazione con altri soggetti. Bassetta ha vinto anche grazie al suo decisionismo quindi, probabilmente, continuerà a tenere la barra dritta nella direzione indicata durante la campagna elettorale: ora vuole trasformare le idee in atti amministrativi, per farlo ha bisogno di reali competenze.

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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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