di Valerio Ascenzi – Assessori di nomina tecnica o assessori politici? Considerare il merito o dare un riconoscimento ai voti presi? Sono questi i dubbi della politica anagnina dell’era Bassetta. Le elezioni sono finite e il neosindaco ha intenzione di dare una vera svolta come aveva promesso in campagna elettorale.
Da una parte c’è Bassetta, che ha stravinto senza neanche lo sforzo del ballottaggio. Qualcuno lo chiama neofita della politica, qualcuno lo definisce persona che sa il fatto suo. Ma se c’è una cosa che traspare dalle sue parole, dai suoi atteggiamenti, è la volontà di voler fare quello che dice. Rispettare gli impegni con gli elettori è il primo passo, quindi parla di assessori competenti, oltre che onesti, e che rappresentino il cambiamento. Per questo chiede alle liste di partecipare indicando dei nomi, dei profili con curricula eccellenti, al fine di dare una squadra di governo, in grado di governare quella che è una città, da quel che si dice, con una situazione economico – finanziaria molto seria. Se non addirittura grave. Questi tecnici, o esterni che dir si voglia, sarebbero da rintracciare al di fuori degli eletti. Bassetta, così facendo, esclude i primi eletti, ed impedisce ai primi dei non eletti di entrare in consiglio nel caso i primi si dovessero dimettere per fare gli assessori. Facile intuire il motivo: attualmente la maggioranza in Consiglio è composta più o meno da persone nuove e con un livello culturale elevato. Una svolta rispetto al passato. Ma se molti eletti dovessero fare gli assessori, i secondi pronti a scattare farebbero della maggioranza qualcosa di simile a ciò che Bassetta ha detto di voler combattere: in sostanza “il vecchio” e la mancanza di competenze. Inoltre c’è da pensare anche al fatto che molti eletti, probabilmente, non hanno le giuste competenze per un assessorato, nonostante i voti presi.
Dall’altra ci sono le liste, che tendono invece ad un discorso diverso. Questi vorrebbero far assegnare assessorati ai più votati. Alcuni, alla richiesta di indicare dei nomi, sembrano aver addirittura indicato persone, che appartengono al centrosinistra del passato. Un passato che la città ha già bocciato nel 2001, tentando il voto a Fiorito. Inutile dire che di competenze, in questo caso non se ne parla. O meglio: se ne parla, probabilmente perché chi propone quei nomi ritiene di poterli ritenere “individui competenti”. Ma si tratta di punti di vista, decisamente opinabili.
Le discussioni in atto nel Partito Democratico di Anagni hanno delineato una linea diversa. Molti si dicono a favore degli incarichi di nomina politica, nel Pd locale, ma comprendono i motivi che spingono il Sindaco a richieste del genere. Quindi alcuni hanno proposto di considerare le competenze degli eletti, o addirittura di coloro i quali non sono stati eletti. Poiché la lista del Pd era composta da personalità eccellenti in diversi settori. C’è anche chi ha provato a proporre anche personalità del Pd, che non hanno neanche concorso. Ce lo vediamo in effetti il sindaco a leggere i curricula di tutti queste eminenti personalità del Pd locale.
Scherzi a parte siamo convinti di una cosa. Fausto Bassetta recepirà le indicazioni dei partiti e delle liste. Ma le decisioni comunque le prenderà da solo. È questo lo stile del nuovo sindaco. Il suo decisionismo, positivo, che traspare da alcuni comportamenti e atteggiamenti, ci porta a pensare che deciderà assumendosi le proprie responsabilità, andando anche controcorrente. Del resto la sua candidatura nasce nel momento in cui la politica locale era in una fase di stallo. Un periodo in cui il partito di maggioranza relativa, a fatica, riusciva ad instaurare un rapporto di collaborazione con altri soggetti. Bassetta ha vinto anche grazie al suo decisionismo quindi, probabilmente, continuerà a tenere la barra dritta nella direzione indicata durante la campagna elettorale: ora vuole trasformare le idee in atti amministrativi, per farlo ha bisogno di reali competenze.
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