DISCUTERE LA CRISI. VOTO 2022
Ma chi ha paura di Giorgia Meloni?
di Antonella Necci
A malincuore ho deciso di guardare qualche video e leggere qualche notizia sulla futura premier, Giorgia Meloni. Lo dico con stupore misto ad amarezza perché ormai la notizia, ad un mese e qualche giorno dal voto, si presuppone consolidata, a meno di qualche evento straordinario o di incessante “fuoco amico” proveniente dalle altre due fazioni alleate: Lega e Forza Italia.
Della Meloni ricordo intanto il motivo per il quale non mi è mai piaciuta, tra tutte le berlusconiane. Ha sempre avuto un modo molto rozzo ed aggressivo nel dialogo. Tipo Paola Taverna prima maniera, perché poi la Taverna si è raffinata con il tempo e si è anche laureata.
Ecco, mi ricordo un intervento televisivo di Meloni ministro delle politiche giovanili nel governo Berlusconi che, con molta arroganza impediva ed interrompeva il pacato dialogo degli altri interventi politici e giornalistici. Ricordo di aver cambiato canale per l’antipatia che il personaggio mi suscitava.
Ma si sa, quello era il periodo del massimo splendore berlusconiano e la signora poteva fare ciò che voleva, al pari delle altre, perché non era l’unica, eh! La Carfagna, con toni più moderati e la onnipresente Santanche, la Biancofiore e altre di cui non ricordo più il cognome, nè tantomeno le chiacchiere incessanti alle quali volevano sottoporre gli spettatori delle reti televisive che le ospitavano (Mediaset e Rai in primo luogo). È stato in quel periodo che ho smesso di guardare la Tv e ancora non avere la TV in casa lo considero un grande privilegio.
Che brutti tempi che sono stati. Non c’era più niente di divertente. Una totale castrazione della felicità. A immagine e somiglianza dei governanti dell’epoca.
Non è che poi le cose siano tanto cambiate. Il renzismo scimmiottava il decaduto berlusconismo. E poi ci sono stati i cinque stelle che per un momento ci hanno fatto credere ad un cambiamento per poi allearsi con la Lega e Salvini. Insomma siamo ben lontani dall’uscire dal tunnel o dal baratro nel quale ancora ci troviamo.
La cosa che ora mi lascia perplessa è il totale cambiamento di comportamento dei personaggi legati al centrodestra che in questa tornata si sta preparando a vincere le elezioni.
La Meloni,con un visino tutto occhioni azzurri, ha deciso di inviare un video alla UE in tre lingue (inglese, francese, spagnolo) nel quale non dice chiaramente che abiura il fascismo e la fiamma tricolore suo simbolo indiscusso, ma parla in modo vago del fatto che il fascismo è stato consegnato alla storia. Come a dire che acqua passata non macina più!
Discorso politico molto berlusconiano, ma che non fa una piega. Allo stesso modo si potrebbe rimproverare agli ex comunisti di un tempo di rincorrere ancora il loro passato, mettendo falce e martello come loro simbolo.
Sulla scia di questo video molto discusso dagli avversari politici (dire dalla Sinistra mi costa fatica), Enrico Letta ha deciso di farne uno simile, spiegando il motivo per il quale lui e il suo partito si presentano come diversi e più affidabili rispetto a Meloni e i suoi Fratelli d’Italia.
Adesso, a parte la pronuncia (Letta ha vissuto a Bruxelles e lavora a Parigi. Il suo francese è molto raffinato. Per la parte inglese e quella spagnola ha avuto poco tempo per imparare il discorso a memoria e quindi si vedeva che leggeva. Nel caso della Meloni, invece, avendo frequentato l’alberghiero Amerigo Vespucci di Roma che poi le ha dato, non si sa come, il diploma di liceo linguistico che lei continua a sbandierare, si può dire che lo spagnolo le è più congeniale. L’inglese non fa per lei, anche se si capisce che ha preso tante lezioni private. L’accento romanesco “sfonda” i confini e poi la Meloni non si può contenere! Ma nell’intervista a FoxTV, dove si era ben preparata, è stata bravina. E poi parlare con gli americani è più semplice. Anche la giornalista, del resto, era molto poco British. Per il francese, Letta docet, ma per i motivi già detti).
Scusate, ho divagato, ma ora riprendo il discorso.
Dicevo, a parte pronuncia e discorsetti più o meno convincenti che i due protagonisti hanno sfoderato, la parte più gustosa è sempre quella di leggere i commenti. Nel caso del video della Meloni i commenti erano zucchero e miele. Poca l’opposizione, subito zittita con frasi poco gentili ma sul genere ”avete finito di regnare, dopo il 29 settembre ci prenderemo tutto”. E vabbè.
Ciò che però mi ha fatto più riflettere sono stati i commenti carichi di odio nei confronti di Letta. Si passava dai più contenuti che gli davano del “copione” (e vabbè questo ci può stare!), passando attraverso i nostalgici dei bei tempi che furono e stufi dell’egemonia della sinistra (che ha potuto cominciare a governare perché Berlusconi, nel 2011 aveva mandato a gambe all’aria il paese)….. quindi non è poi così tanto tempo che si può ricominciare a parlare e a pensare con un briciolo di libertà (quella libertà che furbescamente Meloni cita nel suo video è cosa diversa, però).
Però a quanto pare per i Fratelli di Giorgia Meloni, che si stanno contenendo, ma fino al 25 settembre, la sinistra deve sparire e infatti, tra le tante offese in quei commenti di cui parlavo, reiterata era la frase ”vi faremo ritornare sulle montagne ad aspettare gli americani“.
Scusate, ma la Meloni non si è dichiarata filo americana? Ma non ha preso le distanze dal fascismo? Ma allora ha ragione Liliana Segre quando, dall’alto della sua età e della sua vita ha dichiarato che non si fida delle parole, ma vuole che la Meloni tolga la fiamma tricolore dal simbolo. Cosa che la Meloni non ha fatto e non farà mai, perché togliere la fiamma significa togliere il 60%, anche di più, del suo elettorato.
È, questo, un gioco pericoloso che potrebbe anche rivoltarsi indietro come un boomerang e rivelarsi come quel fatto eccezionale che farà crollare tutte le belle speranze che FdI cerca di mettere insieme da tanto tempo. Chi li voterà non sembra assolutamente aderire a questa operazione di restyling comunicativo moderato. Anzi non ascolta proprio le linee guida che richiedono di tacere fino alle elezioni.
14/08/2022
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