Una vera e propria corsa verso l’ambito premio della campagna elettorale più trash
di Antonella Necci
Dopo il niet di Calenda ad un accordo PD/Azione e + Europa insieme a SI e Verdi, questi ultimi giorni sono stati una vera e propria corsa verso l’ambito premio della campagna elettorale più trash.
Calenda che annuncia il suo sofferto desiderio di sciogliere il patto stipulato solo due giorni prima con il PD, con relativa spartizione di poltrone spalmata su un buon 30%. Non male per un partitello, con un elettorato medio-alto. Fascia sociale ben contenta di come vanno le cose. Elettori sicuri. Mossa astuta di Enrico Letta che si rivolge solo a quel genere di individui, noncurante del resto del Paese.
La cosa comica, in questa tragedia di maschere politiche, non è tanto la ritirata di Carlo Calenda, ma il suo usare Lucia Annunziata e la sua trasmissione pomeridiana Mezz’ora in più come espediente per comunicare al Paese la decisione presa qualche ora prima.
La giornalista Annunziata pone, dunque, la lecita domanda: ”Letta ne è al corrente?” A cui Calenda risponde, con faccia colpevole ed imbronciata da bambino colto con le mani nella marmellata: ”L’ho comunicato a Franceschini con un sms.”
Azzz! Che statista!
Da quel momento però, gira che ti rigira, è stato tutto un vortice di gag, con il centro-centrosinistra sempre in pole position, perché la destra, per ora, a parte Salvini fischiato a Lampedusa, attaccato sui social è considerato “il leader di un popolo di ignoranti“ (secondo Tommaso Zorzi), cerca di guadagnare dai problemi altrui e ha scelto la strada del silenzio (dimenticavo l’intervista di Meloni a Fox Tv, rete tv con simpatia per i Repubblicani e osannatrice delle doti di The Donald durante la sua presidenza e durante Capital Hill. Omettendo di parlare dei documenti fatti sparire da Trump nel water della Casa Bianca. Ma che è un film di Totò?).
Vabbè, diciamo che in questo momento la destra è abbastanza scialba, anonima. Finge di essere unita e intanto sta lì a discutere su chi farà il Premier (perché la campagna elettorale è già vinta, con i sondaggi che danno la coalizione di destra al 50% e con una opposizione così frammentata).
Sto divagando. Ritorno al punto.
Quindi Calenda lascia la coalizione, ma non avvisa Letta, come sarebbe logico, bensì un suo compagno di partito (e nemmeno fedelissimo).
Non informa nemmeno + Europa, con cui condivide il simbolo, senza il quale avrebbe dovuto andare spiaggia-spiaggia a cercare firme di adesione per presentare la sua lista, l’atto di rinuncia fa, pertanto, infuriare Emma Bonino (che lui cerca di rabbonire dicendole via social che le vuole tanto bene (!), la Bonino, a queste parole diventa ancora più Iena e Calenda la lascia perdere, perché nel frattempo sta cercando Matteo Renzi e I.V. E questa è una storia “to be continued“. Aspettiamo pazientemente la prossima puntata di domenica con Lucia Annunziata.
Se poi vogliamo considerare ciò che resta del M5S come una sorta di partito che guarda più a sinistra che a destra, diciamo che Giuseppe Conte non è da meno se confrontato con Letta e Calenda.
Impera a sinistra quel “mai con quello, mi fa schifo quell’altro, ho improvvisamente la puzza sotto al naso nei confronti di tutti quelli che non seguono l’agenda Draghi (Per Letta e Calenda), ho la puzza sotto al naso per tutti quelli che seguono l’agenda Draghi (Conte per primo, poi tanti altri che si nascondono in diverse fazioni).
Insomma uno schifarsi reciprocamente, a cui aggiungiamo, a margine, l’ultimo, in ordine di tempo, sfogo di Alessandro Di Battista, che spara a zero contro il Movimento, Grillo (padre padrone), Conte (non mi ha cercato): nessuno lo cerca e lui non si candida alle parlamentarie. Un programma elettorale che non fa una piega.
Tirando le somme di tutto questo battibecco, la domanda che nasce spontanea e che non ha una risposta è la seguente: ”ma voi, gente della cosiddetta sinistra, che sulla carta formate, tutti insieme, compreso il M5S che non volete, ma che vi serve come il pane (vabbè tanto voi mangiate solo brioche), dicevo, voi formate un 45% di voti secondo i sondaggi, vi volete impegnare per vincere le elezioni o vi va bene così, perché chi andrà al governo sarà massacrato e sparirà alle prossime? Perché secondo me, che di politica capisco poco, anche tanti di voi spariranno nell’immediato e mi stupisce che un politico come Enrico Letta che insegna politica alla Sorbonne non cerchi di unire il più possibile, seguendo anche la strada del M5S che in un passato molto vicino gli è servito e anche tanto. Tutto questo infantilismo da dove nasce? ( altra domanda senza risposta!)
Azz, eccone un altro di statista. (Letta, intendo, perché io che di politica non capisco niente, a certe riflessioni avrei cercato di porre risposta. Per il bene del paese.)
10/08/2022
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