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CRONACHE&COMMENTI

E dopo l’Acquario romano, il 12 luglio incontro ufficiale dei sindacati con Draghi

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di Aldo Pirone
Il primo luglio all’Acquario romano c’erano tutti: Elly Schlein, Roberto Speranza, Giuseppe Conte, Enrico Letta, Ettore Rosato, Carlo Calenda, Nicola Fratoianni, Maurizio Acerbo. Landini li aveva invitati a dibattere sulle rivendicazioni del sindacato a breve e più di prospettiva. Il “Campo“, dunque non era solo largo ma larghissimo, da Rifondazione ad Azione a Iv di Renzi. Tanto extralarge da non evitare, però, un’inveterata immagine maschilista, vista la presenza di una sola donna: la Schlein.

L’iniziativa era intitolata “Il lavoro interroga”. Il segretario della Cgil è stato chiaro. Sull’immediato ha detto: “la gente non ce la fa ad arrivare a fine mese … ha già perso l’equivalente di una tredicesima“. “Tutti parlano del prossimo autunno, ma siamo già ora nell’autunno caldo. Bisogna, quindi, aumentare il netto in busta paga, serve far crescere i salari. Il governo ha deciso per una tantum di 200 euro mentre per reggere questa situazione, tra inflazione e costi di energia, ai lavoratori servirebbero che nei rinnovi i contratti prevedessero un aumento di almeno 200 euro netti al mese”.

Il dibattito è stato abbastanza concreto, a parte qualche scantonamento, perché concentrato sulle risposte da dare alle proposte avanzate da Landini: salari da aumentare per recuperare tutta l’inflazione, intervento sul cuneo fiscale tutto a vantaggio dei lavoratori, salario minimo legato alla contrattazione da assicurare con una legge sulla rappresentatività sindacale, disboscamento del precariato e contratto unico a tutele crescenti, nuovo statuto dei lavoratori, riforma fiscale progressiva che tassi in maniera eguale tutti i redditi anche quelli originati dalla rendita, pensioni ecc.. La discussione è stata istruttiva perché ha messo in luce le diversità fra forze progressiste e quelle moderate pencolanti verso il centrismo moderato e diversità anche fra di esse. Le cose dette da Calenda e le proposte che ha avanzato non erano le stesse di quelle scialbe e ripetitive di Rosato.

Ieri, è arrivata la convocazione ufficiale dei sindacati da parte di Draghi: 12 luglio. Sul tavolo del confronto: il taglio del cuneo fiscale, i salari, la riforma del fisco, il caro bollette. Il ministro del lavoro Orlando ha pronta una sua proposta sul salario minimo: legarlo ai minimi salariali dei contratti più rappresentativi per tutelare automaticamente con minimi decenti il cosiddetto “lavoro povero”, quello sui 650 euro che non è intercettato dalla contrattazione sindacale, se non quella dei “contratti pirata” di cui è frutto. Tutelarlo non solo per i soldi ma anche per i diritti: ferie, malattia, infortuni, permessi ecc.. Una soluzione che “avrebbe il vantaggio – dice Orlando – di entrare subito in funzione senza pregiudicare il prosieguo di una discussione tenendo insieme contrattazione e salario minimo”.

L’appuntamento sarà di grande importanza, non solo per Draghi, il governo e per le confederazioni Cgil, Cisl e Uil, ma anche per le forze politiche cosiddette progressiste che dovrebbero valutare anche alla luce dei suoi risultati il loro agire politico nelle settimane a seguire.

Sempre che siano disposte a sostenere le rivendicazioni confederali che non riguardano solo i lavoratori ma il paese intero.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Aldo Pirone. Vive a Roma

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