Street food MariangelaCalabrese

Street food MariangelaCalabresedi Fausta Insognata Dumano – Street food….dammi un motivo per uscire e il centro storico di Frosinone si anima fino a tardi, venerdì sera, in tanti erano perplessi , in virtù del fatto che il sabato si va al lavoro, si va a scuola, ma basta camminare per strada per realizzare la moltitudine di persone , che fa lunghe file per mangiare. Controcorrente ho iniziato il tour nello stand del New Bar (ah sarebbe quello che chiamiamo il bar degli artisti, poiché si trova vicino all’Mccademia e a Madeinterraneo, il bazar artistico di Rocco Lancia) con proposte di cucina brasiliana. Nel tour incontro pure il mio amico scrittore Carlo Scappaticci , nella sua vita poliedrica fa anche il cuoco, non a caso ha appena pubblicato la seconda edizione di “A tavola con i monaci”……Ah so sempre più radical chic, la fila per mangiare non fa per me, così come per i due artisti con cui divido la serata. Persino al Grottino, la pizzeria che non ha lo stand a tre euro la consumazione c’è folla…..a na certa età si opta per un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino a casa di amici. Della lunga notte due riflessioni, in Piazza Sei Dicembre la tenda dei licenziati….brindano, chissà nel popolo della movida quanti abbiamo notato quello stand ormai quasi stabile che fa parte dell’ arredo urbano…..la lunga resistenza……Diversi artisti di strada fanno da cornice, dai trampolieri alla Finisterre che trucca volti….le statue ingessate , quelle sempre immobili, poi una pattuglia di coraggiosi o ”incoscienti” artisti, che hanno risposto all’ appello di Didattic Forming….esporre arte nella frenesia mangereccia. Da sempre sostenitrice che l’ arte debba uscire dai luoghi deputati, musei e gallerie, per me è un pugno allo stomaco, un conato di vomito nel vedere orde di incivili e insensibili, che si appallotolano, si incastrano tra le tele, per mangiare, incuranti che dietro di loro c’è arte. Chi addirittura scambia per il tappetino del bagno il mega fiume che scende dalle scale di Vicolo Pagliare Bruciate e indifferentemente lo calpesta. Bisogna educare il popolo all’arte, il mio cuore radical chic soffre troppo, lascio la coraggiosissima Mariangela Calabrese, autrice di questa meravigliosa installazione artistica al suo ruolo di Cerbera a tutelare la sua opera, mi trascino ad ammirare la regina dell’arte culinaria, l’icona della serata, il mega panino di Emanuela Crescenzi, stasera è il gusto l’arte vincente, la pittura, la scultura di Turriziani Colonna non provocano la sindrome di Stendhal……E lo stomaco il motore della serata.

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Di Fausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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