di Fausta Insognata Dumano – Giovedì santo, il clima vacanziero delle vacanze pasquali nella parte alta della città non si respira proprio, colpa del freddo, sembra più un’ aria natalizia, sono le 18 del giovedì santo, un po’ di traffico è concentrato accanto alle chiese.
All’ improvviso la parte alta della città dal piazzale San Tommaso d’ Aquino alla prefettura di Frosinone si blocca, pazienza è la risposta degli automobilisti, qualche processione, intolleranza, invece, appena si scopre che le fiaccole sono espressione di speranza per il lavoro. A Frosinone si incrociano le vertenze delle fabbriche in crisi dalla Videocolor alla Marangoni, passando per la tenda della Multiservizi.
E’ una manifestazione organizzata dal basso, dai lavoratori, o meglio da chi cerca una soluzione alla mancanza di lavoro. Volti storici della lotta per il lavoro, tanta polizia e tanta indifferenza di una città, che al passaggio del corteo sembra quasi vuota, proprio come annuncia un manifesto di una mostra ”la città è vuota, è in rovina”. Sono stati invitati tutti, ma si è presentato solo il commissario Patrizi, tanta polizia, un po’ di giornalisti. Un po’ scoglionato Gino Rossi, un simbolo della lotta VIDEOCON “su Facebook linkano la fiaccola dell’anarchia, tutti rivoluzionari dietro la tastiera di un computer……poi prendere la fiaccola nel mondo reale pesa”.
Narrare questo corteo significa narrare l’apatia della sopravvivenza, volti delusi, volti stanchi di chi ha provato ad inviare tanti curriculum anche fuori provincia, occhi tristi di chi come Tonino si chiede il senso di alzarsi la mattina. Nei negozi non gira nessuno, non si tratta della paura dei black bloc, dei blue bloc, qui sfilano inermi uomini e donne , armati di una fiaccola. Trattasi della crisi economica, chi doveva partire per le vacanze è andato….chi resta non può…..ma è indifferente…..il licenziato non è lui.
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