Cronache&Interviste

Diego Protani intervista Bobo Craxi

bobocraxi 390 min1) Onorevole, che sentimento prova quando ascolta la parola Partito Socialista Italiano?
R: Il partito socialista italiano è la mia casa ed è la mia comunità. Ed è ancora assai difficile per me non considerarla tale nonostante siano passati anni nei quali Il nostro tentativo di ricostruirne la forza è stato vanificato da una serie di insuccessi. Oggi il PSI come entità politica esiste ma è una forza ultra minoritaria.

2) In questi giorni si celebra il centenario del PCI. Eppure in molti hanno fatto notare che la scissione di Livorno non è stata un bene. Qual’è la sua idea?
R: Si parla della nascita del partito comunista italiano, una celebrazione doverosa per il ruolo politico democratico decisivo che esso ha avuto nella storia del paese. D’altronde è vero che esso prese le mosse da una scissione all’interno del partito socialista che ebbe delle ragioni storiche da tempo superate, ma a queste constatazioni non seguirono mai i processi di chiarimento necessari al fine di generare nel nostro paese un’unica forza di ispirazione socialista.
Gli errori d’altronde nella storia si pagano e le conseguenze sono sotto i nostri occhi ovvero la sinistra più debole in Europa, e l’unico paese europeo che non ha una forza politica che risponda alla sorgente originaria socialista degna di quella Storia.

3) Quando si parla di Craxi pensiamo subito a Sigonella. Lei come ha vissuto quei momenti?
R: Ero abbastanza giovane ma ricordo bene quei giorni. Fui presente alla replica alla camera di mio padre Bettino quando orgogliosamente e puntigliosamente ripercorse i fatti di quella complessa vicenda riottenendo peraltro la fiducia parlamentare: difesa della sovranità nazionale, tutela del diritto internazionale

4) Lei è stato sottosegretario agli affari esteri nel secondo Governo Prodi. Quali sono le problematiche sulle questioni Zaki/Regeni? E quale strategia dovrebbe portare avanti il governo?
R: Gli episodi di cui si parla sono gravi ed è necessario fare tutta la pressione politica e diplomatica perché si faccia chiarezza sull’omicidio di Regini e sulla detenzione del giovane studente. Detto questo non posso che auspicare l’immediato ripristino dei rapporti con la nazione egiziana alla quale siamo legati da antiche relazioni ed antica amicizia. Non dimentichiamo che l’Egitto è un paese essenziale per la vita del Mediterraneo ed è destinato diventare un paese decisivo sul piano politico e sul piano economico. Proseguire un atteggiamento di ostilità non corrisponde agli interessi nazionali e ne tantomeno se prolungassimo la nostra ostilità verremmo a capo delle questioni che si sono aperte.

5) Parliamo di attualità, quale è il suo parere del governo Draghi e quali sono state le lacune dell’ex premier Conte?
R: Conte ha commesso una serie di errori che è difficile non avere rilevato ad occhio nudo; errori di tattica politica ed errori che sono dipesi proprio dalla sua leadership. Aver esteso in modo abnorme l’uso di uno strumento eccezionale di deroga alle regole democratiche come avvenuto attraverso i decreti presidenziali hanno rappresentato un UNICUM piuttosto discutibile.
Avere cercato di accentrare su di sé non solo i poteri dei servizi di sicurezza ma anche la gestione dei fondi straordinari che sarebbero arrivati dall’Europa ha generato, in definitiva la vera offensiva politica che lo ha condotto alle dimissioni. Tralascio il fatto che la pretesa di essere leader politico di un’alleanza con la destra e di un’alleanza con la sinistra attiene soltanto all’anomalia del caso italiano che per fortuna è stata superata.

6) Quanto sarebbe opportuno avere in Italia (non solo per la sinistra ma per la tenuta della democrazia) un partito Socialista forte come quello che era negli anni 70 e 80 ?
R: Non sempre ciò che è auspicabile politicamente risulta praticabile nella realtà.
La crisi del sistema politico italiano viene da lontano, adesso non è stato possibile porre rimedio e ciò che ci lascia in eredità la seconda Repubblica é un pluralismo Politico confuso che non riesce ad allinearsi con le esperienze democratiche europee.
Le colpe sono diverse. Ma non possiamo addentrarci in un infinito lamento per produrre degli Amarcord. Cerchiamo di fare il possibile affinché queste anomalie in definitiva possano essere corrette. La vita del partito socialista sarà tale se esso saprà risintonizzarsi con il popolo italiano, con le giovani generazioni non rinunciando a rivendicare la propria storia ma sapendo adattarsi ai tempi che sono cambiati. Questo naturalmente dipende solo dai socialisti.

7) Quale è il rapporto politico che il Partito Socialista dovrebbe avere con il Partito Democratico?
R: A me pare che una forza che intende sopravvivere nella sua autonomia non debba porsi il problema del rapporto con il PD che è una formazione vistosamente in crisi.
Certo sono compagni di strada. Ma se scegliessero l’alleanza strategica con i cinquestelle è un bene assumere posizioni di netta distanza.
Il populismo non si sconfigge abbracciandolo ma contrastandolo.

 

 

 

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