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Covid 19 e mondo dello spettacolo

30 ottobre: lavoratori dell’arte e spettacolo in piazza contro il DPCM del 25 ottobre. Segue intervista con Cristina Galardini

di Tania Castelli
Foto2 370 minVenerdì 30 ottobre i lavoratori del comparto arte e spettacolo sono scesi in piazza contro il DPCM del 25 ottobre con una manifestazione unitaria in 17 città italiane contemporaneamente (Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Cosenza, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trento, Trieste, Venezia.)

Le richieste dei lavoratori: equità salariale e di genere, progetti nazionali e pratiche virtuose, ammortizzatori sociali e tutele strutturali per tutti i lavoratori atipici e discontinui (che fin dal 2007 l’Europa ci chiede di normalizzare) stabilizzazione dei precari delle fondazioni lirico-sinfoniche, apertura di un tavolo permanente tra parti sociali e governative equo stanziamento FUS (Fondo Unico dello Spettacolo).

Destinatario della protesta il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che ha da poco annunciato uno stanziamento di 10 milioni di euro per la musica dal vivo e le imprese non esistenti nel 2019 e costituite entro il 28 febbraio di quest’anno.

Come evidenziato sul palco dai dimostranti, il settore patisce l’assenza di un CCNL e la distinzione tra le poche strutture cheFoto1 350 min percepiscono il FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) e tutte le altre centinaia di migliaia di teatri italiani che, invece, devono trovare autonomamente il modo di sopravvivere. È anche emerso che, a causa della diffusione del lavoro sommerso, le sette giornate di contributi nel 2019 sono un requisito difficile da raggiungere per poter rientrare nell’erogazione dei bonus finora previsti.

La mobilitazione era sostenuta da Slc Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, Cgil-Cisl-Uil Spettacolo, Assodanza Italia, Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e l’area artistica circoli Arci. Presenti, il Segretario Confederale CGIL di Roma e del Lazio Michele Azzola e il Segretario Generale di Slc CGIL di Roma e del Lazio Carlo Podda, il presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni in rappresentanza dei circensi, del popolo del luna park, dei teatrini di marionette e di burattini.

Sul palco anche Ascanio Celestini: “dobbiamo tenere aperti i teatri, perché chiudere adesso i teatri significa non riaprirli più, mentre i teatri sono un presidio di civiltà”.

 

Tra le migliaia di esponenti del settore a Roma c’era anche la talentuosa attrice teatrale Cristina Galardini con cui voglio approfondire le criticità del settore in questo difficile periodo.

Le “nuove metodiche di offerta artistica a distanza” possono essere un’alternativa alla chiusura dei luoghi fisici dell’arte?

“Il problema delle nuove metodiche di offerta artistica a distanza sono nell’uso che se ne fa. Nel senso che youtube e altri canali digitali da tempo pubblicano spettacoli o spezzoni di spettacoli di cui hanno avuto la licenza. Io non so se a oggi il pubblico, il teatro stesso è pronto per utilizzare un canale digitale simile. Portarlo alla stessa validità di uno spettacolo live vuol dire riconoscerne il contenuto e remunerarlo in qualche modo, io dubito fortemente che in tempi brevi questa cosa si possa attuare vista la notevole concorrenza di altre forme digitali come possono essere netflix o amazon o chili.! E la notevole presenza di influencer che si spacciano per attori.”

Il vostro settore ha affrontato il il lockdown senza ricevere sostegno. Il decreto “ristoro” tutela adeguatamente la categoria?

“Non è propriamente corretto: il nostro settore ha avuto dei riconoscimenti durante il lockdown, sono stati concessi dei bonus diFoto3 350 min 600 euro per i mesi di marzo, aprile e maggio a chi aveva 30 giornate remunerate ma anche chi ne aveva 7. Che poi non siano arrivati a tutti e che per gli altri mesi dove la stagione era pressoché finita o limitata dal Coronavirus è un altro discorso, ma onde evitare che ci accusino di essere una categoria bugiarda è meglio mettere i puntini sulle i.”

Sono in programma nuove forme di protesta del settore e il pubblico come può aiutarvi?

“Sicuramente non ci fermeremo alla manifestazione di venerdì. Ad esempio davanti al teatro Argentina (Roma) c’è l’adesione spontanea che può diventare giornaliera per rivendicare i nostri diritti che non sono solo legati al Coronavirus e a questa emergenza ma a un’emergenza più grande. Il riconoscimento di una categoria. E il riconoscimento di un lavoro. Gli attori non sono solo quelli che riempiono le prime pagine dei giornaletti rosa, sono tutti coloro che calcano i teatri, i teatri plurale, sono coloro che sono da contorno nel film dove tutti si ricordano i protagonisti e sono anche quelli che lavorano nel digitale, piattaforma che sarà presto realtà, forse.”

Concludo questo articolo con le parole della Dott.ssa Vittoria Buratta, Direttore centrale dell’Istat, con le quali nell’aprile 2019 descriveva i lavoratori dello spettacolo durante l’audizione in commissione Cultura e Lavoro di Montecitorio:

“Queste persone sono caratterizzate da un lavoro fortemente instabile e a bassa intensità, ancora segnato da un notevole gender gap, non solo retributivo. Hanno livelli di istruzione molto superiori alla media ed esprimono, nonostante le condizioni di instabilità, grande interesse per quello che fanno e una elevata soddisfazione per il proprio lavoro.”

La manifestazione di Roma a Piazza di Montecitorio  (video)  https://bit.ly/3muRPKO 
da © Ansa
 
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Tania Castelli fa parte anche della redazione di CiesseMagazine

 

 

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Di Tania Castelli

Tania Castelli, 52 anni. Vive e lavora a Roma dove è nata. Lavora presso la Software House SoGeI. È attivista nel banco delle Sardine - in particolare delle Sardine Creative - nel movimento Stati Popolari e nella campagna di sensibilizzazione Italy Must Act per la liberazione dei campi profughi in Grecia e Turchia. Collabora anche con CiesseMagazine.wordpress.com

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