Storie del Frusinate. Rubrica

 Vertenza che si conclusero positivamente

 

di Angelino Loffredi
tabacchineallavoro 370 minNel documentare la produzione del tabacco nei dintorni di Ceccano e la condizione delle tabacchine, nel suo 2° articolo dal titolo Tabacco e Tabacchine apparso su unoetre.it, il già sindaco Maurizio Cerroni ha riportato alcune righe di un mio scritto:
“Sempre nel febbraio del 1949 qui a Ceccano ci fu lo sciopero delle tabacchine. Chiedevano 315 lire di aumento al giorno. Come al solito, ci furono da parte della polizia interventi e provocazioni. Sei operaie vennero arrestate, ma successivamente rilasciate. Il fatto veramente importante fu che le richieste rivendicative vennero tutte accolte dalla direzione aziendale”.

Confesso di essere stato sorpreso e lusingato da tale lettura ma anche disorientato perché non ricordavo in quale contesto l’avevo scritto. E’ stato lo stesso Cerroni, infatti a ricordarmelo: il libro Una vita, un’idea che può essere letto attraverso https://www.loffredi.it/una-vita-un-idea.html
Inevitabilmente l’interesse sul tema è rimasto, pertanto ho voluto approfondire ulteriormente per ricostruire meglio quanto successe in quelle giornate.

Il giornale comunista L’Unità, del 27 febbraio 1949, riporta che si tratta di uno sciopero proclamato dalla Federterra, il 21 febbraio 1949, che aveva tre motivazioni: rispetto del contratto collettivo stipulato il 7 novembre 1947; Mutua a carattere industriale; Rivalutazione salari.
La controparte era il concessionario del Monopolio Tabacchi, Umberto Rossi. In quel periodo le tabacchine prendevano 420 lire al giorno, attraverso lo sciopero chiedevano un aumento di 315 lire. Ho trovato interessante conoscere come il sindacato motivasse la richiesta. Ogni tabacchina lavorava 15 chilogrammi di tabacco al giorno, e impiegava sei giorni e mezzo per lavorarne un quintale. Mentre il concessionario per quella quantità riceveva dallo Stato 100.000 lire, la tabacchina ne riscuoteva solamente 2.730. Se a questo misero costo salariale si aggiungevano anche altri costi sostenuti dal Concessionario legati all’essiccatura, spese di magazzino e di imballaggio quantificabili per altre 20.000 lire, è chiarissimo che lo stesso potesse facilmente sostenere l’aumento salariale richiesto.

La vertenza durò più di una settimana e per le tabacchine si concluse in maniera positiva.
Nello stesso tempo approfitto per ricordare che la stessa costituì il battesimo del fuoco per la persona che successivamente divenne deputato prima e senatore poi: Angelo Compagnoni, chiamato alla segreteria provinciale della Federterra il 15 ottobre 1948.

Inoltre, mi sembra interessante collegare lo sciopero di Ceccano con quanto era accaduto a Isola del Liri alcuni giorni prima, quando la città venne messa a ferro e fuoco dalla forza pubblica con una feroce repressione verso i manifestanti. La Celere intervenne con una eccezionale quantità di persone e mezzi per reprimere uno sciopero generale cittadino proclamato contro i licenziamenti di 250 operai delle Cartiere Meridionali. Il bilancio di quel 17 febbraio fu drammatico: vi furono 37 feriti, 29 arrestati e la morte dell’operaio Tommaso Iafrate, travolto da un automezzo della polizia. Gli arrestati dopo un lungo periodo passato in carcere furono tutti assolti dal Tribunale di Cassino. Ma il risultato più importante ottenuto fu che dopo quella rivolta i licenziamenti vennero tutti revocati.

Angelino Loffredi
Ceccano 5 Dicembre 2020

 

 

 

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Di Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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