bimbofame 350 min

bimbofame 350 minIvano Alteri – Racconta Diogene Laerzio nella sua opera “Le Vite dei Filosofi” che Diogene di Sinope, detto il cane, tra le altre sue stranezze soleva masturbarsi in pubblico con noncuranza, suscitando grande scandalo tra i passanti. E che un giorno, ad uno di questi che lo aveva rimbrottato aspramente per le sue sconcezze, Diogene abbia risposto senza scomporsi troppo: “Magari potessi placare la fame stropicciandomi lo stomaco!”. È evidente che molti fra i detrattori del Reddito di Cittadinanza non conoscano Diogene, né l’ostinazione dello stomaco, senza per questo rinunciare alle loro esibizioni pubbliche. Capita, perciò, di leggere, sui social e altrove, sconcezze varie sull’argomento, tutte rigurgitate da gente più che satolla, di cui riportiamo un breve ma significativo compendio.

“Questa è una legge stupida e inutile le cui risorse economiche potevano essere spese per incentivare la piccola e media impresa, che rappresentano le uniche realtà che avviano i giovani al lavoro. La Legge sul Reddito di Cittadinanza è utile solo a chi vuole creare un bacino di voti per il proprio movimento politico”. (Una utente facebook)

“Noi crediamo che questa manovra di bilancio sia una dichiarazione di guerra contro chi produce e chi lavora, non c’è niente che riguardi la crescita, niente che riguardi il tentativo di creare nuovi posti di lavoro… Ci sono soldi spesi in deficit per pagare il reddito di cittadinanza e altre marchette elettorali”. (Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia)

“Meno demagogia. Più concretezza. Sono d’accordo con Giorgia Meloni. Il Reddito di cittadinanza va ripensato se non abolito. Il Paese ha bisogno di concretezza, di scelte coraggiose”. (Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella)

“Quelli che sgobbano e percepiscono retribuzioni in nero risulta che abbiano le tasche vuote mentre in realtà le hanno piene. Quelli che viceversa non sanno fare un tubo è ovvio che versino in condizioni penose. Ma sono una minoranza di sfigati, la quale non mi pare incida molto sulle statistiche degli affamati. In effetti coloro che riscuotono il reddito di cittadinanza di solito sono ragazzotti che non hanno voglia di fare alcunché. E che noi manteniamo per pietà pur sapendo che essi sono un branco di fessi, nati stanchi. Non hanno studiato né si sono impegnati per diventare muratori o idraulici o falegnami”. (Vittorio Feltri, Libero)

“In un qualsiasi sistema di sussidi bisogna valutare quanto il sussidio diminuisce al crescere del reddito, in questo caso se a un guadagno di 100 euro in più corrisponde una riduzione del sussidio di 100 euro vuol dire che l’aliquota marginale è del 100 per cento, l’effetto dell’incentivo è il peggiore possibile. Se un’ora di lavoro in più rende zero, è evidente che le persone sono indotte a godersi il tempo libero. Questo rischia di creare una classe di persone che vive di sussidi e rimane intrappolata nella povertà, qualcosa di simile a ciò che è accaduto nell’Inghilterra pre-Thatcher”. (Riccardo Puglisi, docente di Scienza delle finanze all’Università di Pavia)

Da questa serie di polluzioni, e da molte altre che imbrattano il web e i giornali, si può ricavare che aveva certamente ragione Diogene a dire che non passa la fame con gli stropicciamenti dello stomaco, ma che si può invece vivere alla grande con gli stropicciamenti del cervello, praticati rigorosamente dopo i pasti. E senza neanche correre il rischio di restare ciechi.

Frosinone 21 dicembre 2019

Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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