Quale futuro per lo stabilimento FCA di Cassino? E’ indispensabile un intervento pubblico.
Cassa integrazione dilagante per tutti gli stabilimenti italiani, promesse fatte da FCA e non mantenute circa il piano industriale di 5 miliardi di euro. A Torino aspettano di partire con la 500 elettrica, a Pomigliano con il SUV di classe “C” Tonale e a Cassino?
Per adesso nessuna risposta! Si era vociferato circa la produzione di un SUV di segmento D della Maserati, ma all’orizzonte c’è solo tanta cassa integrazione!
Nel 2019 si è superato la soglia dei 100 giorni attestandosi a quota 104 giorni di cassa integrazione con una percentuale che si avvicina a circa il 60% con un netto calo del salario degli operai. La produzione della Giulietta che si attesta attualmente a 70 unità in un prossimo futuro scenderà a quota 40 e questi non sono di certo numeri che possono sorreggere uno stabilimento con capacità produttive nettamente superiori.
Se a questo dato aggiungiamo anche la riduzione del personale dovuta al pensionamento di molti operai, lo stabilimento di Cassino da 4400 dipendenti passa a 3682, con una perdita secca di oltre 700 posti di lavoro, impedendo per altro il naturale ricambio generazionale, che in altre grandi aziende sta avvenendo. Un altro campanello d’allarme che ci fa preoccupare maggiormente sul futuro del nostro stabilimento.
Per conseguenza quando si produce, lo si fa con un minor numero di lavoratori, e inevitabilmente con carichi di lavoro sempre maggiori, al punto da divenire insostenibili.
L’accordo fatto tra FCA e PSA attualmente non dà alcuna garanzia che nuovi modelli, soprattutto quelli ibridi o elettrici (che rappresentano il futuro dell’automobile), vengano di fatto prodotti nello stabilimento di Cassino.
In questo quadro il Partito Comunista Italiano propone che lo Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, acquisti una quota determinante di azioni in modo da garantire la produzione di nuovi modelli con nuove tecnologie, investendo in ricerca e innovazione, in modo da garantire il necessario sviluppo del settore e dello stabilimento di Cassino.
LE POLITICHE PORTATE AVANTI DA MARCHIONNE HANNO PORTATO AL COLLASSO L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA ITALIANA: CASSINO E LA CIOCIARIA POTRANNO PAGARE UN PREZZO ALTISSIMO CAUSA DEL FORTE RITARDONELLA PROGETTAZIONE DEI NUOVI MODELLI.
I BASSI SALARI E LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI DEGLI OPERAI NON SONO SERVITI A RILANCIARE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE E QUESTA E’ UN’ULTERIORE PROVA DELLE POLITICHE SBAGLIATE DEL NEOLIBERISMO.
PCI Frosinone cicl.in.prop piazzetta Conti di Aquino, 4 17/12/2109
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