CRONACHE&COMMENTI
Ci vuole tanto a fare un odg, una mozione o una risoluzione unitaria?
di Aldo Pirone
Non capisco. Tutti a sinistra, e non solo, dicono che sulla guerra in Ucraina c’è bisogno non solo di armi ma di un’iniziativa diplomatica per la pace. Ma questa volontà conclamata non prende corpo in Parlamento da parte dei progressisti. Ci vuole tanto a fare un odg, una mozione o una risoluzione unitaria – scelgano loro, Pd, M5s, Si-Verdi e chi vorrà convergere – in cui si chiede, al di là del dissenso sull’invio di armi, che sia l’Europa ad avanzare una proposta in tal senso? Mettendo nel testo anche un giudizio quanto meno interessato al piano cinese riprendendone i punti più interessanti? So benissimo che certi accordi di compromesso e di pace non avvengono in plein air ma per vie diplomatiche segrete, ma l’iniziativa politica pubblica serve ad affermarne la necessità contrastando le tendenze contrarie oggi prevalenti e alla base della “guerra continua”.
Il “nuovo” Pd della Schlein perché non si muove in tal senso anche nell’ambito del gruppo parlamentare socialista all’europarlamento? Mercoledì scorso la Schlein ha partecipato al vertice del Pse. Non risulta che di questa iniziativa necessaria ne abbia fatto un tema centrale e neanche parola. E Sinistra italiana che fa nel gruppo Gue/Ngl e il M5s? Sanchez, il premier socialista spagnolo, annuncia una visita a Pechino per la fine del mese per discutere anche del piano cinese. Era stato preceduto da Sholz prima che i cinesi presentassero il loro piano. Idem farà Macron e persino la von der Leyen lo accompagnerà. La Schlein ha detto che “non ci può essere sinistra senza l’ambizione di costruire un futuro di pace”. Giusto.
E allora?
Non mi sfuggono le difficoltà di questa battaglia, soprattutto nell’europarlamento per non parlare a livello dei 27 governi dell’Ue, nonostante l’urgenza posta dall’escalation militare e dalle sue prospettive e pericoli sempre più vicini ed inquietanti. Ma proprio per questo bisognerebbe muoversi subito e fare una qualche proposta.
Altrimenti siamo alle chiacchiere e alle “mosse” pacifiste con l’occhio più all’orticello nazionale che non alla drammaticità della situazione ucraina. Risultato oggettivo: dispersione e frantumazione a sinistra e unità della maggioranza di destra come è successo pochi giorni fa in parlamento.
Così non facendo si accettano di fatto gli ukase atlantisti americani a cui si allinea prontamente il governo Meloni, nonostante qualche mal di pancia leghisti e forzaitalioti. Gli statunitensi dicono che quello cinese è una trappola travestita da bluff? Motivo di più per andarlo a vedere. Il budino, dice il detto popolare, per sapere se è buono bisogna assaggiarlo.
È evidente che sul fronte dell’iniziativa diplomatica l’Europa manca fin dall’inizio del conflitto iniziato con l’aggressione di Putin. La Cina più volte ha invitato la Ue a muoversi con più autonomia. Si vede benissimo che ne è impedita dall’orientamento nazionalista e anche un po’ revanchista degli stati ex Patto di Varsavia o ex sovietici. Con un gioco ambiguo di Biden che da una parte li blandisce e dall’altra cerca di controllarne le pulsioni interventiste. Costoro gradirebbero una vittoria sul e a tutto campo. Pericolosa quanto illusoria.
Ma la nostra sinistra parlamentare come intende muoversi per chiedere che si battano questi orientamenti oggettivamente guerrafondai e si colmi questa mancanza d’ Europa?
Con le parole buone per tutte le occasioni o con i fatti?

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it