arrestomessinadenaro fanpage 390 min

CRONACHE&COMMENTI

30 anni per un arresto? E’ uno Stato che non funziona. “Chiudere tutti i pertugi attraverso i quali la mafia penetra nell’economia” 

di Aldo Pirone
arrestomessinadenaro fanpage 390 minStamane (16 gen 2023 ndr) è stato finalmente catturato a Palermo Matteo Messina Denaro, attualmente l’esponente della mafia stragista più in vista e capo di quella trapanese. È sicuramente un’ottima notizia per tutti coloro che nel corso dei lunghi anni della Repubblica hanno combattuto “Cosa nostra”. Da quando era solo la guardia bianca e armata dei latifondisti e sotto il suo piombo cadevano decine di comunisti e socialisti alla testa delle lotte dei braccianti e dei contadini per la terra. In seguito si è data agli appalti, al commercio internazionale della droga e agli affari più turpi.

Messina Denaro, pluriomicida efferato come si conviene a ogni buon capomafia, era latitante da ben trent’anni e uno Stato che ci mette tanto a catturare un così ragguardevole criminale vuol dire che non funziona, proprio sul terreno della sicurezza così cara alla destra nostrana e che dentro di sé è teatro di una lotta continua fra servitori fedeli della democrazia (magistrati, poliziotti, carabinieri) e infedeli a questo compito. Messina Denaro per una latitanza così lunga ha continuato a godere di complicità – ha viaggiato in lungo e in largo, in Sicilia, in Italia e all’estero – non solo da parte dei suoi “picciotti” e di una cultura intrisa di mafiosità che continua a connotare una parte della società siciliana, ma anche nei gradi alti e bassi del potere politico locale e nazionale. Il Procuratore di Palermo Maurizio De Lucia ha detto in proposito che “C’è una fetta di borghesia mafiosa che ha aiutato questa latitanza, su questo abbiamo contezza e ci sono in corso delle indagini”.

Oggi quella stessa destra che, a partire da Berlusconi, ha commerciato politicamente con la mafia, come fece proficuamente il reazionarismo conservatore nella prima Repubblica, esulta. Ma troppi dimenticano, anzi fanno finta di dimenticare da sepolcri imbiancati, di essere stati per tanti anni berlusconiani quando il cavaliere di Arcore divenne il dominus del centrodestra con evidenti compromissioni con la mafia (Dell’Utri) e un suo ministro, il famigerato Lunardi, diceva che con “Cosa nostra” bisognava convivere, esprimendo bene la filosofia berlusconiana in proposito. E, infatti, lo Stato ha convissuto felicemente con la latitanza trentennale di Messina Denaro.

Non risulta che leghisti o post fascisti abbiano mai chiesto conto a Berlusconi di queste sue compromissioni che colpivano al cuore la democrazia e la Repubblica. Vi si sono acconciati in nome dei loro interessi particolari e “patriottici”, con il risultato che l’infezione mafiosa, e per altri versi la calabrese ‘nadranghetista, si è diffusa anche nelle Regioni del nord che ne erano esenti lambendo anche forze politiche che di destra non erano (Emilia Romagna).

Fra gli “acconciati” anche Giorgia Meloni che, sebbene trentenne, non ricorda di ever fatto parte del Pdl fondato da Berlusconi dal predellino di una macchina nel 2008 e di esser stata suo ministro della gioventù dal 2008 al 2011. Oggi esulta anche lei e si precipita a Palermo per congratularsi con magistrati e carabinieri autori della cattura e dice “Avanti contro la mafia senza tregua”

Per dimostrare questa sua volontà ha un modo molto semplice: contrastare seriamente le attività economiche mafiose. Chiudere tutti i pertugi attraverso i quali essa penetra nell’economia: appalti e contanti che favoriscono le attività estorsive come il “pizzo” a danno di commercianti, artigiani e imprenditori. Sul contante abbiamo già visto: lo ha alzato a cinquemila euro e ai mafiosi non è certo dispiaciuto Sugli appalti il Consigli dei ministri della Meloni ha già fatto la stessa cosa nonostante le critiche dell’Anac: li ha resi più penetrabili da “Cosa nostra”.

Sepolcro imbiancato.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

con una carta oppure con l’App PayPal dal tuo smartphone, scansionando il QR Code che segue qrcode

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 



Clicky

 

 

 

Di Aldo Pirone

Aldo Pirone. Vive a Roma

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.