SALUTEBENESSERE
Un po’ di storia e po’ di attualità
di Dr. Antonio Colasanti
Ai tempi di Amerigo Vespucci contro il “mal francese”, la sifilide, c’era poco da fare. Secondo i medici di allora era causato dalla presenza nel corpo di umori corrotti che dovevano essere espulsi con purganti emetici e fumigazioni. Queste ultime venivano effettuate con vapori di mercurio altamente tossici e velenosi.
il malato era rinchiuso in una botte da vino e sottoposto ad inalazioni di mercurio. La maggior parte dei pazienti non sopravviveva al trattamento. Come alternativa c’erano i preparati a base di resina di guiaco. Fu un medico spagnolo che era stato al seguito di Cristoforo Colombo ad incoraggiare l’uso di questa resina.
Questo medico si chiamava Rodrigo Diaz. Ci fu, però, il sospetto che sulla importazione del prezioso legno il Diaz intascasse una cospicua tangente Da che mondo e mondo, nuovo o vecchio, nulla è cambiato. Cure o non cure non rimaneva che raccomandarsi all’apposito santo, “San Minus” protettore dei sifilitici.
Ci vorranno quasi 4 secoli prima di trovare un medicinale efficace contro la sifilide. Lo scoprirà il tedesco Paul Ehrlich dopo 605 tentativi. Il farmaco si chiamera salvarsan 606 e sarà messo in vendita nel 1910.
Prima di allora si parlava di prevenzione. Il nostro Gabriele Falloppio, scopritore di annessi genitali, publicò un trattato dove consigliava di prevenire il morbo ponendo sull organo maschile una medicatura imbevuta di polvere mercuriale. Questa medicazione profilattica era costituita da un sacchetto di tela appositamente sagomato che stringeva il membro con un laccio e veniva chiamato pendolino.
Ma, i profilattici non erano una novità, gli antichi egizi furono i primi ad usarli. Già 2000 anni prima della scoperta dell’America avevano buone conoscenze di chimica, farmacia, erboristeria. Non mancavano specialisti delle orecchie, naso, pelle, occhi e malattie urinarie.
I loro accessori di profilassi contro malattie venerei erano il lino imbevuto di sostanze medicamentose. Se ne può ammirare un esemplare archeologico nel museo de il Cairo. E’ un maestoso preservativo perfettamente conservato.
Ciò che lascia perplessi e che già 2000 anni fa esisteva la corruzione in campo farmaceutico, alle spalle di poveri ignari pazienti ed il tutto in barba al famoso giuramento di Ippocrate che sancisce l’onesta dei medici.
Post e long covid
Studi recenti hanno esaminato il carico dei sintomi piu duraturi e l’impatto del covid 19 su numerosi pazienti.
Questi risultati hanno portato alla descrizione della sindrome “long e post covid”. Una sindrome che comprende un decorso prolungato di vari sintomi tra i quali l’affaticamento, la cosiddetta “nebbia cerebrale”. La patogenesi della nebbia cerebrale è sconosciuta, ma può comportare neuro infiammazione, attraverso una reazione mastocitaria con liberazione di istamina, stimolata da reazione patogenetica e dallo stress a rilasciare mediatori infiammatori che attivano la microglia e portano ad infiammazione ipotalamical
I mastociti possono essere inibiti con flavonoidi naturali quali luteolina e quercitina-entrambi. I flavonoidi inibiscono la neuroinfiammazione e riducono il declino cognitivo. La luteolina in particolare supera la barriera emato-encefalica penetra nel cervello ed inibisce sia i mastociti che la microglia-
La luteolina è un flavonoide naturale ampiamente presente in molte specie vegetali: tarassaco, salvia, cardo mariano, carciofo ecc e particolarmente presente in frutta e verdura come sedano, peperoni, carote, cipolla, broccoli, prezzemolo. :a luteolina possiede effetti anti infiammatori e funziona come antiossidante.
Quindi anche in tale occasione l’alimentazione con cibi vegetali e l’ausilio della fitoterapia si riesce a sconfiggere i danni postumi provocati dal covid.
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