SALUTEBENESSERE. Rubrica
Nell’800 la chirurgia entra con tutti gli onori nell’olimpo delle scienze mediche
di Dr. Antonio Colasanti
Tra barbiere-chirurgo e medico non correva buon sangue. Senza allusione a quello dei pazienti, il primo indossava la casacca corta da artigiano, il medico portava la veste lunga del dottore. Il barbiere aveva imparato la chirurgia in bottega tra un taglio di capelli e l’altro, il medico aveva studiato all’universita; dissertava di Aristotele e faceva l’oroscopo.
Il barbiere aveva dalla sua parte esperienza e pratica, il medico per darsi un tono citava frasi latine. Nella migliore delle ipotesi non si capivano e le operazioni spesso finivano mal. I barbieri chirurghi se la cavavano meglio da soli sopratutto quando cera da amputare. Su questa pratica avevano una particolare esperienza perché come terzo lavoro spesso facevano i carnefici. La tortura era legale ed il taglio delle mani a ladri e spergiuri era cosa di tutti i giorni. Per bloccare l’emorragia bruciavano la superficie tagliata con ferri roventi o legavano al moncone una vescica o il ventre squarciato di una gallina-.
Solo nel 700 la professione di chirurgo fu considerata degna di accademia. La prima fu fondata in Francia nel 1731 e due anni dopo ci fu un decreto reale che distinse i barbieri dai chirurghi medici. i nuovi chirurghi dalla veste lunga si rinnovarono con spirito di innovazione. Il neurochirurgo Ignace Guillotin insieme ad un suo collega inventò uno strumento utile e pratico che taglio netto con il passato: la ghigliottina. La prima sfumatura bassa con la ghigliottina fu eseguita nel 1792 e tante altre ne seguirono compresi illustri personaggi tra cui il famoso chimico Lavoisier, scienziato francese.
Nell’ottocento la chirurgia usci definitivamente dalla bottega del barbiere ed entro con tutti gli onori nell’olimpo delle scienze mediche.
Oggi con la chirurgia si possono fare trapianti d’organo, vedi cuore-fegato-rene, rivoluzionando la durata della vita.
Un elogio ai chirurghi.
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