Riflessioni 390 min

OPINIONI

Occupare scranni del potere non da certezze al popolo dei subordinati

di Luigi De Matteo e Luigi Mingarelli
RiflessioniAbbiamo letto con attenzione le riflessioni del compagno Alteri, e ci ha fatto venire in mente un noto verso napoletano che qui citiamo in parafrasi: “chi ha avuto ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato ha dato scurdammoce o passato simme e sinistra paisà”.

La formula dell’unità per essere più forti in parlamento convince sempre di meno. Se qualcosa insegna la storia planetaria è che senza far chiarezza e senza sapere da che parte si vuole stare non ci si incammina da nessuna parte. Che sia opportuno impegnarci tutti, per creare le condizioni sociali in prima istanza e poi di conseguenza organizzative, per la convergenza di pratiche e di strategie, per sviluppare una nuova rinnovata coscienza di classe, per attivare in concreto quel processo di trasformazione dello stato di cose presenti, è innegabile.

Per intanto suggeriamo al nostro benevole interlocutore e a chi anche in modo indiretto sta partecipando al nostro confronto, la lettura di un articolo illuminante di Gramsci in cui veniva fatta l’esposizione puntuale delle ragioni materiali che spiegavano l’impossibilità del PSI di allora a che nascesse una maggioranza al congresso, in quel momento in programmazione, e dunque una risoluzione contro il governo e contro la guerra. In quell’articolo Gramsci analizzava la composizione politica organizzativa del partito e dei tanti delegati congressuali. Dati alla mano, l’allora direttore di Ordine Nuovo, faceva notare che la maggioranza dei delegati proveniva per lo più da una pratica di sottogoverno che avrebbe sostenuto la linea dell’adesione alla guerra e alle strategie di governo. Una platea di delegati congressuali provenienti dalle cooperative legate al partito, dalle strutture dirigenziali sindacali o dal folto gruppo di politici locali occupati a conservare le tante diffuse, già allora, poltrone di sottogoverno e dunque di potere.

Una coincidenza non da poco che suggerirebbe più che cauta aspettativa sui risultati del prossimo congresso del PD con una quasi identica composizione socio politica del vecchio PSI vista la estesa occupazione di posti di rilievo nella gestione della pubblica amministrazione come delle politiche in alto loco adottate mette al sicuro da ogni improbabile capovolgimento degli equilibri interni.

Una coincidenza che sottolineiamo per indurre il lettore, sempre fiducioso nel recupero a sinistra di partiti oramai da anni a consolidata “vocazione maggioritaria e liberista” come ben ricorda il nostro Alteri, ad una visone più adeguata allo stato attuale delle cose.

Quando, come RC abbiamo aderito al progetto elettorale a guida socialista, a Frosinone, abbiamo sostenuto in piena consapevolezza quella candidatura nella speranze, purtroppo sfumata nei fatti, che una sinistra allo sbando potesse avviare per l’occasione, ed intorno ad una candidatura che si presentava alternativa al “Campo Largo”, un processo unitario per difendere Frosinone dalla cementificazione selvaggia e dalla scomparsa di ogni ipotesi di risanamento ecologico paventata dai finanziamenti industrialisti promessi da Zingaretti proprio a ridosso della campagna elettorale.

Non avevamo chiaro allora che proprio sul fronte unitario era necessario un impegno più definito e costante per rimettere in piedi analisi e pratica anticapitalistica capace di superare il piano istituzionale recuperando relazioni ed ascolto delle masse popolari e proletarie.

Per quanto riguarda chi scrive, riconosciamo la nostra debolezza strategica. L’aver indugiato in pratiche attente in modo prevalente al quadro politico istituzionale ci ha portato a rallentare proprio quella tensione analitica e relazionale che ci avrebbe consentito di parlare, ed essere ascoltati, al fronte popolare rivendicato nella stessa denominazione utilizzata nella ultima campagna elettorale nazionale: Unione Popolare.

E questo, in estrema sintesi, è il discorso e la visione che contiamo di trasformare in azioni concrete, sul piano analitico che nell’impegno pratico per il superamento di quelle criticità appena sopra richiamate.
Per intanto riteniamo opportuno specificare meglio quanto abbiamo voluto provare a porre come tema del giorno nella discussione della sinistra nella nostra provincia.

Abbiamo più volte, anche in campagna elettorale, provato a suggerire la necessità di ricostruire, sul piano territoriale, quel fronte pacifista che s’è presentato sfrangiato e dunque diviso nel contrasto alla guerra in Ucraina. La pace, ora più che mai consapevolmente riconosciuta, è la condizione necessaria a cui pervenire per garantire il futuro del pianeta ed il superamento delle crisi economiche che hanno ridotto al lumicino le possibilità di sussistenza della maggioranza della popolazione nel nostro paese.

Il contrasto alle povertà anch’essa è una pratica che va recuperata e subito, non solo e non tanto per recuperare quella distanza dalla cittadinanza creatasi per responsabilità anche nostre, quanto per dare risposte alle difficoltà materiali di cui sopra.

E per ultimo, ma non ultimo, avviare quel circuito virtuoso che ha permesso, per il passato, un colloquio e dunque una conoscenza dinamica della composizione di classe e dei bisogni che lo sviluppo capitalistico produceva. Ora a fronte della frantumazione del sistema industriale della nostra provincia quelle relazioni e quelle conoscenza vanno “aggiornate”.
Compiti di non poco conto a cui vanno aggiunti quelli derivanti, lo vogliamo ricordare en passant, dell’urgenza di rendere più visibile la volontà di interloquire, per capire e condividere, con le realtà attive dei movimenti di lotta per la bonifica della Valle del Sacco, dell’opposizione ad Acea e per la pubblicizzazione del sistema idrico provinciale. Vogliamo essere al loro fianco perché si lotti insieme e non per meri fini elettoralistici. Dunque compiti ed impegno sul piano del fare e contestualmente sul piano della ricerca e dello studio della nostra realtà territoriale e sociale. Dobbiamo saper rispondere a domande del tipo: come fanno a vivere le famiglie ridotte sul lastrico dalla bufera dei licenziamenti, come sbarcano il lunario. Questo nuovo esercito industriale di riserva in che misura è parte e succube del sistema di lavoro nero diffusosi come non mai nella nostra provincia? Come si organizza con loro una risposta e lotta per l’occupazione?

Senza questi “strumenti” che sappiamo essere la base per un non rinviabile rinnovamento del senso stesso d’essere comunisti non si va da nessuna parte. Se abbiamo perso l’occasione della campagna elettorale “forzata” dovremmo evitare di commettere lo stesso errore.

Altro che lavorare per la “Casa del Socialismo” a servizio della “Balena Bianca 2.0”, che ritorna come una favola salvifica ciclicamente riproposta da quanti hanno nel proprio orizzonte strategico la visione di “partiti” dirigenti ed educatori del popolo ignorante.

Da tempo, ormai, il PD è organicamente un partito ultraliberista e nessuno lo sposterà da tale posizionamento, nessuno lo riporterà a sinistra. Proviamo invece a ricostruire opportunità di confronto reale con quel tanto che è e rimane attivo nei nostri territori. Ricostruiamo la nostra identità di promotori di piattaforme anche rivendicative per ridare fiducia nel futuro alla parte più sensibile delle masse popolari che continuano a vedere nella “sinistra” una speranza. Cominciamo da loro a testare la nostra capacità di ascolto e smettiamola di progettare percorsi unitari che continuano e riperpetuare la logica dei politicanti in cerca di collocazione istituzionale.

Occupare scranni del potere, a prescindere dal numero dei posti a sedere occupati, non da certezze a nessuno e questo il popolo dei subordinati l’ha capito e ha provato a cambiare referenti.

 

Ceccano, 29 Ottobre 2022
Luigi De Matteo Luigi Mingarelli

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

con una carta oppure con l’App PayPal dal tuo smartphone, scansionando il QR Code che segue qrcode

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Clicky

 



Clicky

 

 

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.