CRONACHE&COMMENTI
Un comunista dal volto umano che voleva riportare il socialismo ai suoi valori originari
di Aldo Pirone
Ieri e oggi la morte di Gorbaciov induce a molti commenti e interviste i leader della politica internazionale e interni. Anche quelli che all’epoca ebbero un ruolo di protagonisti. Altrettanto fanno una miriade di commentatori politici.
Dare un giudizio sull’operato di Gorbaciov non è facile e richiederebbe analisi approfondite. Certamente fu una brava persona animato da grandi ideali di pace e di progresso per il suo popolo e per tutta l’umanità. I comunisti italiani, dopo tanto penare ed aspettare che dal mondo sovietico sorgesse un riformatore, fecero il tifo per lui. Sollevò tante speranze in tutto il mondo ancora diviso in blocchi contrapposti. Finalmente sulla scena sovietica si presentava un leader comunista che voleva riformare e rifondare il socialismo sovietico di marca staliniana fin dalle fondamenta, riportandolo a un volto umano e introducendo, con la glasnost e la perestroika, la democrazia. Contemporaneamente riposizionò l’Urss sul terreno della pace: ritirò l’armata rossa dall’Afghanistan, fece accordi storici con Reagan sulla riduzione degli armamenti nucleari strategici, tentò di ricucire un rapporto positivo con la Cina di Deng Xiaoping, levò la copertura politica ai regimi dei regimi dell’est e favorì la caduta del muro di Berlino.
Mancò il suo obiettivo principale: la riforma del sistema sovietico, che doveva sostenere tutto il resto sul piano internazionale: politica di disarmo, di distensione e di governo multilaterale del mondo, ambientalismo, cooperazione ecc.. Invece la fine della guerra fredda è diventata la vittoria degli Stati Uniti, dell’atlantismo e della Nato che hanno indotto alla lunga il risveglio nazionalista e grande russo di stampo zarista dell’ultimo Putin che, non a caso, non concede a Gorbaciov i funerali di stato.
La sua politica di glasnost e perestroika democratica ebbe forti opposizioni interne al Pcus ma anche nella società. Gli mancò un convinto ed esteso sostegno popolare, per tante ragioni connaturate alla storia più lontana e recente della Russia e dell’Urss. Ancora oggi mentre è ricordato in Occidente da tanta gente comune con simpatia e affetto, soprattutto nei paesi dell’est europeo, nella sua Russia è considerato dal popolo l’iniziatore della disgregazione della grande potenza russa e della svendita dell’Urss agli Usa e al capitalismo occidentale.
Anche perché alla fine, da tutto quel subbuglio che lui stesso aveva evocato con le migliori intenzioni, arrivò Eltsin e l’implosione dell’Unione sovietica. L’ammainamento della bandiera rossa sostituita dalla bandiera russa dal pennone sul Cremlino nel natale del ’91 segnava la sconfitta delle buone intenzioni di Gorbaciov. Lo riconobbe lui stesso dicendo in Tv nel suo commiato da Presidente: “Ha vinto la disintegrazione dello Stato. Io non sono d’accordo. Vi parlo per l’ultima volta come presidente…i cittadini hanno perduto il loro Paese”. Fu, per così dire, nella politica riformatrice interna un’apprendista stregone che aveva evocato forze disgregatrici che non seppe dominare. Disse che quel mondo staliniano andava superato, anzi “abbattuto”, ed aveva ragione, ma ciò che è venuto dopo non è un superamento ma una regressione in Russia e sul piano mondiale. Gorbaciov stesso ha riconosciuto recentemente alcuni suoi errori: la tardiva riforma del partito, il decentramento dell’URSS, le riforme economiche non sufficientemente audaci. Il dibattito e la ricerca storica su tutto questo sono aperti.
Per ora si può dire che il tentativo riformatore e rifondatore dell’Urss fu troppo illuminista e calato dall’alto. Che quando si intraprende una strada così ambiziosa bisogna sempre fare i conti con la storia del proprio paese, anzi dei paesi che componevano l’Unione sovietica. Non per acquietarvicisi ma per demolirne i lasciti negativi con sagacia e pazienza.
Fu un riformatore sconfitto. Ma un comunista dal volto umano che voleva riportare il socialismo ai suoi valori originari.
E per questo gli vanno resi gli omaggi dovuti.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
| Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it |
Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
![]()
