CRONACHE&COMMENTI
Ma che notizie circolano nell’informazione italiana?
di Aldo Pirone
Purtroppo il degrado generale della politica e del giornalismo, favorito anche dal tempo che passa, produce sempre più mentecatti della serie “la madre dei cretini è sempre incinta”. Massimo Fini è tra questi. All’interno di un articolo vergognoso che è un monumento d’ignoranza e di revisionismo storico, ha scritto su “il Fatto Quotidiano” diretto da Travaglio che “Gli occupanti in Italia non erano i tedeschi, ma gli Alleati. E l’esercito tedesco, a parte alcune azioni efferate, veri crimini di guerra a opera dei reparti speciali, le SS (Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema in testa), in Italia si comportò con correttezza“. Non si ha notizia di contestazioni da parte di Travaglio, Scanzi, Padellaro e Gomez.
Più raffinato ma egualmente confuso, per usare un benevolo eufemismo, il prof. Orsini venerdì scorso ad Accordi&Disaccordi. Volendo dare addosso alla Nato, cosa che si può fare benissimo con una miriade di altri argomenti, si è addentrato sul terreno della storia con effetti a dir poco deprimenti ed esilaranti insieme. “Hitler non aveva intenzione di far scoppiare la seconda guerra mondiale. – ha detto -. Quello che è successo è che i Paesi europei hanno creato delle alleanze militari, ognuna delle quali conteneva un articolo 5 della Nato, cioè un articolo che prevedeva nel caso di attacco di un Paese straniero che tutti i membri della coalizione sarebbero entrati in guerra”. Aggiungendo che “quello che successe è che il 1 settembre del ’39 la Germania invase la Polonia: Inghilterra e Francia si erano alleati con la Polonia e si creò un effetto domino, a cui Hitler non aveva interesse e che Hitler non si aspettava nemmeno che scattasse”. Insomma, il povero Adolf in guerra ci è stato tirato per i capelli da quei cattivoni di Francia e Gran Bretagna.
C’è un elemento di verità in questo delirio che rovescia la verità storica, ed è che Hitler non s’aspettava che francesi e britannici avessero quella reazione. Solo che Orsini se ne dimentica. Infatti, dopo che lo avevano lasciato riarmarsi ben bene, riprendersi la Renania (’36), intervenire in Spagna (’36-’39), insieme al suo sodale Mussolini, a sostegno del fascista Franco – mentre loro stettero a guardare e solo l’Urss mandò aiuti in armi e vettovaglie -, annettersi l’Austria (marzo ’38), fare il colpo grosso a Monaco (settembre ’38) prendendosi i Sudeti, complice la remissività anglofrancese, il buon Adolf pensò che avrebbero ingoiato anche l’aggressione plateale alla Polonia fatta con il pretesto di Danzica. Sennonché, come è noto ai più meno che al prof. Orsini, con la Cecoslovacchia esagerò perché dopo i Sudeti si prese tutto il resto ed entrò a Praga (16 marzo ’39) facendo inalberare Chamberlain, dato che il nazista era venuto meno a quella parola e a quelle assicurazioni scritte nel foglietto che il premier l’inglese aveva trionfalmente sventolato al ritorno da Monaco. E lì scattarono le garanzie per la Polonia (31 marzo ’39).
E Stalin, lasciato con una mano davanti e una di dietro a Monaco, si dispose a fare il patto con Hitler. Inoltre che Hitler volesse la guerra lo aveva già detto ai quattro venti e scritto sul suo delirante Mein Kampf. Ma il prof. Orsini che ne sa?
Mentre diceva le sue sovrane sciocchezze, Travaglio lo seguiva impassibile e il simpatico Luca Sommi era attanagliato dall’imbarazzo. Nessuno dei due, però, ha avuto il coraggio di dire a Orsini “ma che stai a di’”.
Perciò, come disse Petrolini al disturbatore del loggione, “io nun ce l’ho co’ te, ma co’ chi te sta vicino e nun te butta de sotto”.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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